From: Subject: Christifideles Laici - Giovanni Paolo II - Esortazione Apostolica Post-Sinodale (30 dicembre 1988) Date: Sun, 2 Sep 2007 18:48:13 +0200 MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; type="text/html"; boundary="----=_NextPart_000_0000_01C7ED91.D0E04CF0" X-MimeOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2900.3138 This is a multi-part message in MIME format. ------=_NextPart_000_0000_01C7ED91.D0E04CF0 Content-Type: text/html; charset="iso-8859-1" Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Location: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_30121988_christifideles-laici_it.html Christifideles Laici - Giovanni Paolo II - = Esortazione Apostolica Post-Sinodale (30 dicembre 1988)
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ESORTAZIONE=20 APOSTOLICA
POST-SINODALE
CHRISTIFIDELES=20 LAICI
DI SUA SANTITA'
GIOVANNI PAOLO II
SU = VOCAZIONE E MISSIONE DEI LAICI
NELLA CHIESA E NEL=20 MONDO


Ai Vescovi
Ai sacerdoti e ai diaconi
Ai religiosi e = alle=20 religiose
A tutti i fedeli laici

INTRODUZIONE

1. I FEDELI LAICI (Christifideles laici), la cui =AB = vocazione e=20 missione nella Chiesa e nel mondo a vent'anni dal Concilio = Vaticano II =BB =E8=20 stato l'argomento del Sinodo dei Vescovi del 1987, appartengono a = quel=20 Popolo di Dio che =E8 raffigurato dagli operai della vigna, dei = quali parla=20 il Vangelo di Matteo: =AB Il regno dei cieli =E8 simile a un = padrone di casa=20 che usc=EC all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua = vigna.=20 Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mand=F2 nella sua = vigna =BB=20 (Mt 20, 1-2).

La parabola evangelica spalanca davanti al nostro sguardo = l'immensa=20 vigna del Signore e la moltitudine di persone, uomini e donne, che = da Lui=20 sono chiamate e mandate perch=E9 in essa abbiano a lavorare. La = vigna =E8 il=20 mondo intero (cf. Mt 13, 38), che dev'essere trasformato = secondo il=20 disegno di Dio in vista dell'avvento definitivo del Regno di = Dio.

Andate anche voi nella mia vigna

2. =AB Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che = stavano=20 sulla piazza disoccupati e disse loro: "andate anche voi nella mia = vigna"=20 =BB (Mt 20, 3-4).

L'appello del Signore Ges=F9 =ABAndate anche voi nella mia = vigna =BB=20 non cessa di risuonare da quel lontano giorno nel corso della = storia:=20 =E8 rivolto a ogni uomo che viene in questo mondo.

Ai nostri tempi, nella rinnovata effusione dello Spirito = pentecostale=20 avvenuta con il Concilio Vaticano II, la Chiesa ha maturato una = pi=F9 viva=20 coscienza della sua natura missionaria e ha riascoltato la voce = del suo=20 Signore che la manda nel mondo come =AB sacramento universale di = salvezza=20 =BB(1).

Andate anche voi. La chiamata non riguarda soltanto i = Pastori, i=20 sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti: = anche i=20 fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore, dal quale = ricevono=20 una missione per la Chiesa e per il mondo. Lo ricorda S. Gregorio = Magno=20 che, predicando al popolo, cos=EC commenta la parabola degli = operai della=20 vigna: =AB Guardate al vostro modo di vivere, fratelli carissimi, = e=20 verificate se siete gi=E0 operai del Signore. Ciascuno valuti = quello che fa=20 e consideri se lavora nella vigna del Signore =BB(2).

In particolare il Concilio, con il suo ricchissimo patrimonio=20 dottrinale, spirituale e pastorale, ha riservato pagine quanto mai = splendide sulla natura, dignit=E0, spiritualit=E0, missione e = responsabilit=E0=20 dei fedeli laici. E i Padri conciliari, riecheggiando = l'appello di=20 Cristo, hanno chiamato tutti i fedeli laici, uomini e donne, a = lavorare=20 nella sua vigna: =ABIl sacro Concilio scongiura nel Signore = tutti i=20 laici a rispondere volentieri, con animo generoso e con cuore = pronto, alla=20 voce di Cristo, che in quest'ora li invita con maggiore = insistenza, e=20 all'impulso dello Spirito Santo. In modo speciale i pi=F9 giovani = sentano=20 questo appello come rivolto a se stessi, e l'accolgano con slancio = e=20 magnanimit=E0. Il Signore stesso infatti ancora una volta per = mezzo di=20 questo Santo Sinodo invita tutti i laici ad unirsi sempre pi=F9 = intimamente=20 a Lui e, sentendo come proprio tutto ci=F2 che =E8 di Lui (cf. = Fil 2,=20 5), si associno alla sua missione salvifica; li manda ancora in = ogni citt=E0=20 e in ogni luogo dov'egli sta per venire (cf. Lc 10, = 1)=BB(3).

Andate anche voi nella mia vigna. Queste parole sono=20 spiritualmente risuonate, ancora una volta, durante la = celebrazione del=20 Sinodo dei Vescovi, tenutosi a Roma dal 1=B0 al 30 ottobre = 1987.=20 Ponendosi sui sentieri del Concilio e aprendosi alla luce delle = esperienze=20 personali e comunitarie di tutta la Chiesa, i Padri, arricchiti = dai Sinodi=20 precedenti, hanno affrontato in modo specifico e ampio l'argomento = riguardante la vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e = nel=20 mondo.

In questa Assemblea episcopale non =E8 mancata una qualificata=20 rappresentanza di fedeli laici, uomini e donne, che hanno portato = un=20 contributo prezioso ai lavori del Sinodo, come =E8 stato = pubblicamente=20 riconosciuto nell'omelia di conclusione: =ABRingraziamo per il = fatto che nel=20 corso del Sinodo abbiamo potuto non solo gioire per la = partecipazione dei=20 laici (auditores e auditrices), ma ancor di pi=F9 = perch=E9 lo=20 svolgimento delle discussioni sinodali ci ha permesso di ascoltare = la voce=20 degli invitati, i rappresentanti del laicato provenienti da tutte = le parti=20 del mondo, dai diversi Paesi, e ci ha consentito di profittare = delle loro=20 esperienze, dei loro consigli, dei suggerimenti che scaturiscono = dal loro=20 amore per la causa comune=BB(4).

Con lo sguardo rivolto al dopo-Concilio i Padri sinodali hanno = potuto=20 costatare come lo Spirito abbia continuato a ringiovanire la = Chiesa,=20 suscitando nuove energie di santit=E0 e di partecipazione in tanti = fedeli=20 laici. Ci=F2 =E8 testimoniato, tra l'altro, dal nuovo stile di = collaborazione=20 tra sacerdoti, religiosi e fedeli laici; dalla partecipazione = attiva nella=20 liturgia, nell'annuncio della Parola di Dio e nella catechesi; dai = molteplici servizi e compiti affidati ai fedeli laici e da essi = assunti;=20 dal rigoglioso fiorire di gruppi, associazioni e movimenti di = spiritualit=E0=20 e di impegno laicali; dalla partecipazione pi=F9 ampia e = significativa delle=20 donne nella vita della Chiesa e nello sviluppo della = societ=E0.

Nello stesso tempo, il Sinodo ha rilevato come il cammino=20 postconciliare dei fedeli laici non sia stato esente da = difficolt=E0 e da=20 pericoli. In particolare si possono ricordare due tentazioni alle = quali=20 non sempre essi hanno saputo sottrarsi: la tentazione di riservare = un=20 interesse cos=EC forte ai servizi e ai compiti ecclesiali, da = giungere=20 spesso a un pratico disimpegno nelle loro specifiche = responsabilit=E0 nel=20 mondo professionale, sociale, economico, culturale e politico; e = la=20 tentazione di legittimare l'indebita separazione tra la fede e la = vita,=20 tra l'accoglienza del Vangelo e l'azione concreta nelle pi=F9 = diverse realt=E0=20 temporali e terrene.

Nel corso dei suoi lavori il Sinodo ha fatto costante = riferimento al=20 Concilio Vaticano II, il cui insegnamento sul laicato, a distanza = di=20 vent'anni, =E8 apparso di sorprendente attualit=E0 e talvolta di = portata=20 profetica: tale insegnamento =E8 capace di illuminare e di guidare = le=20 risposte che oggi devono essere date ai nuovi problemi. In = realt=E0, la=20 sfida che i Padri sinodali hanno accolto =E8 stata quella di = individuare le=20 strade concrete perch=E9 la splendida =ABteoria=BB sul laicato = espressa dal=20 Concilio possa diventare un'autentica =ABprassi=BB ecclesiale. = Alcuni problemi=20 poi s'impongono per una certa loro =ABnovit=E0=BB, tanto da = poterli chiamare=20 postconciliari, almeno in senso cronologico: ad essi i Padri = sinodali=20 hanno giustamente riservato una particolare attenzione nel corso = della=20 loro discussione e riflessione. Tra questi problemi sono da = ricordare=20 quelli riguardanti i ministeri e i servizi ecclesiali affidati o = da=20 affidarsi ai fedeli laici, la diffusione e la crescita di nuovi=20 =ABmovimenti=BB accanto ad altre forme aggregative di laici, il = posto e il=20 ruolo della donna sia nella Chiesa che nella societ=E0.

I Padri sinodali, al termine dei loro lavori, svolti con grande = impegno, competenza e generosit=E0, mi hanno manifestato il = desiderio e mi=20 hanno rivolto la preghiera perch=E9, a tempo opportuno, offrissi = alla Chiesa=20 universale un documento conclusivo sui fedeli laici(5).

Questa Esortazione Apostolica post-sinodale intende valorizzare = tutta=20 quanta la ricchezza dei lavori sinodali, dai Lineamenta=20 all'Instrumentum laboris, dalla relazione introduttiva = agli=20 interventi dei singoli vescovi e laici e alla relazione di sintesi = dopo la=20 discussione in aula, dalle discussioni e relazioni dei =ABcircoli = minori=BB=20 alle =ABproposizioni=BB e al Messaggio finale. Per questo = il presente=20 documento non si pone a lato del Sinodo, ma ne costituisce la = fedele e=20 coerente espressione, =E8 il frutto d'un lavoro collegiale, al cui = esito=20 finale hanno apportato il loro contributo il Consiglio della = Segreteria=20 Generale del Sinodo e la stessa Segreteria.

Suscitare e alimentare una pi=F9 decisa presa di coscienza del = dono e=20 della responsabilit=E0 che tutti i fedeli laici, e ciascuno di = essi in=20 particolare, hanno nella comunione e nella missione della Chiesa = =E8 lo=20 scopo che l'Esortazione intende perseguire.

Le urgenze attuali del mondo: perch=E9 ve ne state qui = tutto il=20 giorno oziosi?

3. Il significato fondamentale di questo Sinodo, e quindi il = frutto pi=F9=20 prezioso da esso desiderato, =E8 l'ascolto da parte dei fedeli = laici=20 dell'appello di Cristo a lavorare nella sua vigna, a prendere = parte=20 viva, consapevole e responsabile alla missione della Chiesa in=20 quest'ora magnifica e drammatica della storia, = nell'imminenza del=20 terzo millennio.

Situazioni nuove, sia ecclesiali sia sociali, economiche, = politiche e=20 culturali, reclamano oggi, con una forza del tutto particolare, = l'azione=20 dei fedeli laici. Se il disimpegno =E8 sempre stato inaccettabile, = il tempo=20 presente lo rende ancora pi=F9 colpevole. Non =E8 lecito a = nessuno rimanere=20 in ozio.

Riprendiamo la lettura della parabola evangelica: =ABUscito = ancora verso=20 le cinque, ne vide altri che se ne stavano l=E0 e disse loro: = "Perch=E9 ve ne=20 state qui tutto il giorno oziosi?". Gli risposero: "Perch=E9 = nessuno ci ha=20 presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella mia = vigna"=BB=20 (Mt 20, 6-7).

Non c'=E8 posto per l'ozio, tanto =E8 il lavoro che attende = tutti nella=20 vigna del Signore. Il =ABpadrone di casa=BB ripete con pi=F9 forza = il suo=20 invito: =ABAndate anche voi nella mia vigna=BB.

La voce del Signore risuona certamente nell'intimo dell'essere = stesso=20 d'ogni cristiano, che mediante la fede e i sacramenti = dell'iniziazione=20 cristiana =E8 configurato a Ges=F9 Cristo, =E8 inserito come = membro vivo nella=20 Chiesa ed =E8 soggetto attivo della sua missione di salvezza. La = voce del=20 Signore passa per=F2 anche attraverso le vicende storiche della = Chiesa e=20 dell'umanit=E0, come ci ricorda il Concilio: =ABIl Popolo di Dio, = mosso dalla=20 fede, per cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore, = che=20 riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle = richieste=20 e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini = del=20 nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza e del = disegno di=20 Dio. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova e svela le=20 intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell'uomo, e perci=F2 = guida=20 l'intelligenza verso soluzioni pienamente umane=BB(6).

E' necessario, allora, guardare in faccia questo nostro mondo, = con i=20 suoi valori e problemi, le sue inquietudini e speranze, le sue = conquiste e=20 sconfitte: un mondo le cui situazioni economiche, sociali, = politiche e=20 culturali presentano problemi e difficolt=E0 pi=F9 gravi rispetto = a quello=20 descritto dal Concilio nella Costituzione pastorale Gaudium et=20 spes(7). E' comunque questa la vigna, =E8 questo = il campo=20 nel quale i fedeli laici sono chiamati a vivere la loro missione. = Ges=F9 li=20 vuole, come tutti i suoi discepoli, sale della terra e luce del = mondo (cf.=20 Mt 5, 13-14). Ma qual =E8 il volto attuale della = =ABterra=BB e del=20 =ABmondo=BB, di cui i cristiani devono essere =ABsale=BB e = =ABluce=BB?

E' assai grande la diversit=E0 delle situazioni e delle = problematiche che=20 oggi esistono nel mondo, peraltro caratterizzate da una crescente=20 accelerazione di mutamento. Per questo =E8 del tutto necessario = guardarsi=20 dalle generalizzazioni e dalle semplificazioni indebite. E' per=F2 = possibile=20 rilevare alcune linee di tendenza che emergono nella societ=E0 = attuale.=20 Come nel campo evangelico insieme crescono la zizzania e il = buon=20 grano, cos=EC nella storia, teatro quotidiano di un esercizio = spesso=20 contraddittorio della libert=E0 umana, si trovano, accostati e = talvolta=20 profondamente aggrovigliati tra loro, il male e il bene, = l'ingiustizia e=20 la giustizia, l'angoscia e la speranza.

Secolarismo e bisogno religioso

4. Come non pensare alla persistente diffusione = dell'indifferentismo=20 religioso e dell'ateismo nelle sue pi=F9 diverse forme, = in=20 particolare nella forma, oggi forse pi=F9 diffusa, del = secolarismo?=20 Inebriato dalle prodigiose conquiste di un inarrestabile = sviluppo=20 scientifico-tecnico e soprattutto affascinato dalla pi=F9 antica e = sempre=20 nuova tentazione, quella di voler diventare come Dio (cf. Gen = 3, 5)=20 mediante l'uso d'una libert=E0 senza limiti, l'uomo taglia le = radici=20 religiose che sono nel suo cuore: dimentica Dio, lo ritiene senza=20 significato per la propria esistenza, lo rifiuta ponendosi in = adorazione=20 dei pi=F9 diversi =ABidoli=BB.

E' veramente grave il fenomeno attuale del secolarismo: non = riguarda=20 solo i singoli, ma in qualche modo intere comunit=E0, come gi=E0 = rilevava il=20 Concilio: =ABMoltitudini crescenti praticamente si staccano dalla=20 religione=BB(8). Pi=F9 volte io stesso ho ricordato il fenomeno = della=20 scristianizzazione che colpisce i popoli cristiani di vecchia data = e che=20 reclama, senza alcuna dilazione, una nuova evangelizzazione.

Eppure l'aspirazione e il bisogno religiosi non possono = essere=20 totalmente estinti. La coscienza di ogni uomo, quando ha il = coraggio di=20 affrontare gli interrogativi pi=F9 gravi dell'esistenza umana, in=20 particolare l'interrogativo sul senso del vivere, del soffrire e = del=20 morire, non pu=F2 non fare propria la parola di verit=E0 gridata = da=20 Sant'Agostino: =ABTu ci hai fatto per te, o Signore, e il nostro = cuore =E8=20 inquieto sino a quando non riposa in Te=BB(9). Cos=EC anche il = mondo attuale=20 testimonia, in forme sempre pi=F9 ampie e vive, l'apertura ad una = visione=20 spirituale e trascendente della vita, il risveglio della ricerca=20 religiosa, il ritorno al senso del sacro e alla preghiera, la = richiesta di=20 essere liberi nell'invocare il Nome del Signore.

La persona umana: dignit=E0 calpestata ed = esaltata

5. Pensiamo, inoltre, alle molteplici violazioni alle = quali=20 viene oggi sottoposta la persona umana. Quando non =E8 = riconosciuto e=20 amato nella sua dignit=E0 di immagine vivente di Dio (cf. Gen = 1, 26),=20 l'essere umano =E8 esposto alle pi=F9 umilianti e aberranti forme = di=20 =ABstrumentalizzazione=BB, che lo rendono miseramente schiavo del = pi=F9 forte. E=20 =ABil pi=F9 forte=BB pu=F2 assumere i nomi pi=F9 diversi: = ideologia, potere=20 economico, sistemi politici disumani, tecnocrazia scientifica, = invadenza=20 dei mass-media. Di nuovo ci troviamo di fronte a moltitudini di = persone,=20 nostri fratelli e sorelle, i cui diritti fondamentali sono = violati, anche=20 in seguito all'eccessiva tolleranza e persino alla palese = ingiustizia di=20 certe leggi civili: il diritto alla vita e all'integrit=E0, il = diritto alla=20 casa e al lavoro, il diritto alla famiglia e alla procreazione=20 responsabile, il diritto alla partecipazione alla vita pubblica e=20 politica, il diritto alla libert=E0 di coscienza e di professione = di fede=20 religiosa.

Chi pu=F2 contare i bambini non nati perch=E9 uccisi nel seno = delle loro=20 madri, i bambini abbandonati e maltrattati dagli stessi genitori, = i=20 bambini che crescono senza affetto ed educazione? In alcuni Paesi = intere=20 popolazioni sono sprovviste di casa e di lavoro, mancano dei mezzi = assolutamente indispensabili per condurre una vita degna di esseri = umani e=20 sono private persino del necessario per la stessa sussistenza. = Tremende=20 sacche di povert=E0 e di miseria, fisica e morale ad un tempo, = stanno oramai=20 di casa ai margini delle grandi metropoli e colpiscono mortalmente = interi=20 gruppi umani.

Ma la sacralit=E0 della persona non pu=F2 essere = annullata,=20 quantunque essa troppo spesso venga disprezzata e violata: avendo = il suo=20 incrollabile fondamento in Dio Creatore e Padre, la sacralit=E0 = della=20 persona torna ad imporsi, sempre e di nuovo.

Di qui il diffondersi sempre pi=F9 vasto e l'affermarsi sempre = pi=F9 forte=20 del senso della dignit=E0 personale di ogni essere umano. = Una=20 corrente benefica oramai percorre e pervade tutti i popoli della = terra,=20 resi sempre pi=F9 consapevoli della dignit=E0 dell'uomo: non =E8 = affatto una=20 =ABcosa=BB o un =ABoggetto=BB di cui servirsi, ma =E8 sempre e = solo un =ABsoggetto=BB,=20 dotato di coscienza e di libert=E0, chiamato a vivere = responsabilmente nella=20 societ=E0 e nella storia, ordinato ai valori spirituali e = religiosi.

E stato detto che il nostro =E8 il tempo degli =ABumanesimi=BB: = alcuni, per=20 la loro matrice atea e secolaristica, finiscono paradossalmente = per=20 mortificare e annullare l'uomo; altri umanesimi invece lo esaltano = a tal=20 punto da giungere a forme di vera e propria idolatria; altri, = infine,=20 riconoscono secondo verit=E0 la grandezza e la miseria dell'uomo,=20 manifestando, sostenendo e favorendo la sua dignit=E0 totale.

Segno e frutto di queste correnti umanistiche =E8 il crescente = bisogno=20 della partecipazione. E' questa, indubbiamente, uno dei = tratti=20 distintivi dell'umanit=E0 attuale, un vero =ABsegno dei tempi=BB = che viene=20 maturando in diversi campi e in diverse direzioni: nel campo = soprattutto=20 delle donne e del mondo giovanile, e nella direzione della vita = non solo=20 familiare e scolastica, ma anche culturale, economica, sociale e = politica.=20 L'essere protagonisti, in qualche modo creatori di una nuova = cultura=20 umanistica, =E8 un'esigenza insieme universale e = individuale(10).

Conflittualit=E0 e pace

6. Non possiamo infine, non ricordare un altro fenomeno che=20 contraddistingue l'attuale umanit=E0: forse come non mai nella sua = storia,=20 l'umanit=E0 =E8 quotidianamente e profondamente colpita e = scardinata dalla=20 conflittualit=E0. E' questo un fenomeno pluriforme, che si = distingue=20 dal pluralismo legittimo delle mentalit=E0 e delle iniziative, e = si=20 manifesta nell'infausto contrapporsi di persone, gruppi, = categorie,=20 nazioni e blocchi di nazioni. E' una contrapposizione che assume = forme di=20 violenza, di terrorismo, di guerra. Ancora una volta, ma con = proporzioni=20 enormemente ampliate, diversi settori dell'umanit=E0 d'oggi, = volendo=20 dimostrare la loro =ABonnipotenza=BB, rinnovano la stolta = esperienza della=20 costruzione della =ABtorre di Babele=BB (cf. Gen 11, 1-9), = la quale=20 per=F2 prolifera confusione, lotta, disgregazione ed oppressione. = La=20 famiglia umana =E8 cos=EC in se stessa drammaticamente sconvolta e = lacerata.

D'altra parte, del tutto insopprimibile =E8 l'aspirazione dei = singoli e=20 dei popoli al bene inestimabile della pace nella giustizia. = La=20 beatitudine evangelica: =ABBeati gli operatori di pace=BB (Mt = 5, 9)=20 trova negli uomini del nostro tempo una nuova e significativa = risonanza:=20 per l'avvento della pace e della giustizia popolazioni intere oggi = vivono,=20 soffrono e lavorano. La partecipazione di tante persone e = gruppi=20 alla vita della societ=E0 =E8 la strada oggi sempre pi=F9 percorsa = perch=E9 da=20 desiderio la pace diventi realt=E0. Su questa strada incontriamo = tanti=20 fedeli laici generosamente impegnati nel campo sociale e politico, = nelle=20 pi=F9 varie forme sia istituzionali che di volontariato e di = servizio agli=20 ultimi.

Ges=F9 Cristo, la speranza dell'umanit=E0

7. Questo =E8 l'immenso e travagliato campo che sta davanti = agli operai=20 mandati dal =ABpadrone di casa=BB a lavorare nella sua vigna.

In questo campo =E8 presente e operante la Chiesa, noi tutti, = pastori e=20 fedeli, sacerdoti, religiosi e laici. Le situazioni ora ricordate = toccano=20 profondamente la Chiesa: da esse =E8 in parte condizionata, non = per=F2=20 schiacciata n=E9 tanto meno sopraffatta, perch=E9 lo Spirito = Santo, che ne =E8=20 l'anima, la sostiene nella sua missione.

La Chiesa sa che tutti gli sforzi che l'umanit=E0 va compiendo = per la=20 comunione e la partecipazione, nonostante ogni difficolt=E0, = ritardo e=20 contraddizione causati dai limiti umani, dal peccato e dal = Maligno,=20 trovano piena risposta nell'intervento di Ges=F9 Cristo, Redentore = dell'uomo=20 e del mondo.

La Chiesa sa di essere mandata da Lui come =ABsegno e strumento = dell'intima unione con Dio e dell'unit=E0 di tutto il genere = umano=BB(11).

Nonostante tutto, dunque, l'umanit=E0 pu=F2 sperare, deve = sperare: il=20 Vangelo vivente e personale, Ges=F9 Cristo stesso, =E8 la = =ABnotizia=BB nuova e=20 apportatrice di gioia che la Chiesa ogni giorno annuncia e = testimonia=20 a tutti gli uomini.

In questo annuncio e in questa testimonianza i fedeli laici = hanno un=20 posto originale e insostituibile: per mezzo loro la Chiesa di = Cristo =E8=20 resa presente nei pi=F9 svariati settori del mondo, come segno e = fonte di=20 speranza e di amore.

CAPITOLO I

IO SONO LA VITE, VOI I TRALCI
La dignit=E0 dei fedeli = laici=20
nella Chiesa-Mistero

Il mistero della vigna

8. L'immagine della vigna viene usata dalla Bibbia in molti = modi e con=20 diversi significati: in particolare, essa serve ad esprimere il = mistero=20 del Popolo di Dio. In questa prospettiva pi=F9 interiore i = fedeli laici=20 non sono semplicemente gli operai che lavorano nella vigna, ma = sono parte=20 della vigna stessa: =ABIo sono la vite, voi i tralci=BB (Gv = 15, 5),dice=20 Ges=F9.

Gi=E0 nell'Antico Testamento i profeti per indicare il popolo = eletto=20 ricorrono all'immagine della vigna. Israele =E8 la vigna di Dio, = l'opera del=20 Signore, la gioia del suo cuore: =ABIo ti avevo piantato come = vigna scelta=BB=20 (Ger 2, 21); =ABTua madre era come una vite piantata vicino = alle=20 acque. Era rigogliosa e frondosa per l'abbondanza dell'acqua=BB = (Ez=20 19, 10); =ABIl mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile = colle. Egli=20 l'aveva vangata e sgombrata dai sassi, e vi aveva piantato scelte = viti=20 (...)=BB (Is 5, 1-2).

Ges=F9 riprende il simbolo della vigna e se ne serve per = rivelare alcuni=20 aspetti del Regno di Dio: =ABUn uomo piant=F2 una vigna, vi pose = attorno una=20 siepe, scav=F2 un torchio, costru=EC una torre, poi la diede in = affitto a dei=20 vignaioli e se ne and=F2 lontano=BB (Mc 12, 1; cf. Mt = 21, 28=20 ss.).

L'evangelista Giovanni ci invita a scendere in profondit=E0 e = ci=20 introduce a scoprire il mistero della vigna: essa =E8 il = simbolo e la=20 figura non solo del Popolo di Dio, ma di Ges=F9 stesso. Lui = =E8 il=20 ceppo e noi, i discepoli, siamo i tralci; Lui =E8 la =ABvera = vite=BB, nella=20 quale sono vitalmente inseriti i tralci (cf. Gv 15, 1 = ss.).

Il Concilio Vaticano II, riferendo le varie immagini bibliche = che=20 illuminano il mistero della Chiesa, ripropone l'immagine della = vite e dei=20 tralci: =ABCristo =E8 la vera vite, che d=E0 vita e fecondit=E0 ai = tralci, cio=E8 a=20 noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in Lui, e senza di Lui = nulla=20 possiamo fare (Gv 15, 1-5)=BB(12). La Chiesa stessa =E8, = dunque, la=20 vigna evangelica. E' mistero perch=E9 l'amore e la vita del = Padre,=20 del Figlio e dello Spirito Santo sono il dono assolutamente = gratuito=20 offerto a quanti sono nati dall'acqua e dallo Spirito (cf. = Gv 3,=20 5), chiamati a rivivere la comunione stessa di Dio e a = manifestarla=20 e comunicarla nella storia (missione): =ABIn quel giorno _ = dice Ges=F9=20 _ voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi=BB = (Gv=20 14, 20).

Ora solo all'interno del mistero della Chiesa come mistero = di=20 comunione si rivela l'=ABidentit=E0=BB dei fedeli laici, la = loro originale=20 dignit=E0. E solo all'interno di questa dignit=E0 si possono = definire la loro=20 vocazione e la loro missione nella Chiesa e nel mondo.

Chi sono i fedeli laici

9. I Padri sinodali hanno giustamente rilevato la necessit=E0 = di=20 individuare e di proporre una descrizione positiva della = vocazione=20 e della missione dei fedeli laici, approfondendo lo studio della = dottrina=20 del Concilio Vaticano II alla luce sia dei pi=F9 recenti documenti = del=20 Magisterio sia dell'esperienza della vita stessa della Chiesa = guidata=20 dallo Spirito Santo(13).

Nel dare risposta all'interrogativo =ABchi sono i fedeli = laici=BB, il=20 Concilio, superando precedenti interpretazioni prevalentemente = negative,=20 si =E8 aperto ad una visione decisamente positiva e ha manifestato = il suo=20 fondamentale intento nell'asserire la piena appartenenza dei = fedeli=20 laici alla Chiesa e al suo mistero e il carattere peculiare della = loro=20 vocazione, che ha in modo speciale lo scopo di =ABcercare il = Regno di=20 Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio=BB(14). = =ABCol nome=20 di laici _ cos=EC la Costituzione Lumen gentium li = descrive _=20 si intendono qui tutti i fedeli ad esclusione dei membri = dell'ordine sacro=20 e dello stato religioso sancito dalla Chiesa, i fedeli cio=E8, = che, dopo=20 essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti = Popolo di Dio=20 e, a loro modo, resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico = e=20 regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel = mondo, la=20 missione propria di tutto il popolo cristiano=BB(15).

Gi=E0 Pio XII diceva: =ABI fedeli, e pi=F9 precisamente i = laici, si trovano=20 nella linea pi=F9 avanzata della vita della Chiesa; per loro la = Chiesa =E8 il=20 principio vitale della societ=E0 umana. Perci=F2 essi, = specialmente essi,=20 debbono avere una sempre pi=F9 chiara consapevolezza, non = soltanto di=20 appartenere alla Chiesa, ma di essere la Chiesa, vale a dire = la=20 comunit=E0 dei fedeli sulla terra sotto la condotta del Capo = comune, il=20 Papa, e dei Vescovi in comunione con lui. Essisono la=20 Chiesa(...)=BB(16).

Secondo l'immagine biblica della vigna, i fedeli laici, come = tutti=20 quanti i membri della Chiesa, sono tralci radicati in Cristo, la = vera=20 vite, da Lui resi vivi e vivificanti.

L'inserimento in Cristo per mezzo della fede e dei sacramenti=20 dell'iniziazione cristiana =E8 la radice prima che origina la = nuova=20 condizione del cristiano nel mistero della Chiesa, che costituisce = la sua=20 pi=F9 profonda =ABfisionomia=BB, che sta alla base di tutte le = vocazioni e del=20 dinamismo della vita cristiana dei fedeli laici: in Ges=F9 Cristo, = morto e=20 risorto, il battezzato diventa una =ABcreatura nuova=BB = (Gal 6, 15; 2=20 Cor 5, 17), una creatura purificata dal peccato e = vivificata dalla=20 grazia.

In tal modo, solo cogliendo la misteriosa ricchezza che Dio = dona al=20 cristiano nel santo Battesimo =E8 possibile delineare la = =ABfigura=BB del fedele=20 laico.

Il battesimo e la novit=E0 cristiana

10. Non =E8 esagerato dire che l'intera esistenza del fedele = laico ha lo=20 scopo di portarlo a conoscere la radicale novit=E0 cristiana che = deriva dal=20 Battesimo, sacramento della fede, perch=E9 possa viverne gli = impegni secondo=20 la vocazione ricevuta da Dio. Per descrivere la =ABfigura=BB del = fedele laico=20 prendiamo ora in esplicita e pi=F9 diretta considerazione, tra gli = altri,=20 questi tre fondamentali aspetti: il Battesimo ci = rigenera alla=20 vita dei figli di Dio, ci unisce a Ges=F9 Cristo e al suo Corpo = che =E8 la=20 Chiesa, ci unge nello Spirito Santo costituendoci templi=20 spirituali.

Figli nel Figlio

11. Ricordiamo le parole di Ges=F9 a Nicodemo: =ABIn verit=E0, = in verit=E0 ti=20 dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non pu=F2 entrare = nel regno di=20 Dio=BB (Gv 3, 5). Il santo Battesimo =E8, dunque, una nuova = nascita, =E8=20 una rigenerazione.

Proprio pensando a questo aspetto del dono battesimale = l'apostolo=20 Pietro prorompe nel canto: =ABSia benedetto Dio e Padre del = Signore nostro=20 Ges=F9 Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha = rigenerati, mediante=20 la risurrezione di Ges=F9 Cristo dai morti, per una speranza viva, = per una=20 eredit=E0 che non si corrompe, non si macchia e non marcisce=BB (1 = Pt 1,=20 3-4). E chiama i cristiani coloro che sono stati =ABrigenerati = non da un=20 seme corruttibile, ma immortale, cio=E8 dalla parola di Dio viva = ed eterna=BB=20 (1 Pt 1, 23).

Con il santo Battesimo diventiamo figli di Dio = nell'Unigenito suo=20 Figlio, Cristo Ges=F9. Uscendo dalle acque del sacro fonte, = ogni=20 cristiano riascolta la voce che un giorno si =E8 udita sulle rive = del fiume=20 Giordano: =ABTu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono = compiaciuto=BB=20 (Lc 3, 22), e capisce che =E8 stato associato al Figlio = prediletto,=20 diventando figlio di adozione (cf. Gal 4, 4-7) e fratello = di=20 Cristo. Si compie cos=EC nella storia di ciascuno l'eterno disegno = del=20 Padre: =ABquelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche = predestinati=20 ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perch=E9 egli sia = il=20 primogenito tra molti fratelli=BB (Rom 8, 29).

E' lo Spirito Santo che costituisce i battezzati in = figli di Dio=20 e nello stesso tempo membra del corpo di Cristo. Lo ricorda Paolo = ai=20 cristiani di Corinto: =ABNoi tutti siamo stati battezzati in un = solo Spirito=20 per formare un solo corpo=BB (1 Cor 12, 13), sicch=E9 = l'apostolo pu=F2=20 dire ai fedeli laici: =ABOra voi siete corpo di Cristo e sue = membra,=20 ciascuno per la sua parte=BB (1 Cor 12, 27);=ABChe voi = siete figli ne =E8=20 prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del = suo=20 Figlio=BB (Gal 4, 6; cf. Rom 8, 15-16).

Un solo corpo in Cristo

12. Rigenerati come =ABfigli nel Figlio=BB, i battezzati sono=20 inscindibilmente =ABmembri di Cristo e membri del corpo della = Chiesa=BB,=20 come insegna il Concilio di Firenze(17).

Il Battesimo significa e produce un'incorporazione mistica ma = reale al=20 corpo crocifisso e glorioso di Ges=F9. Mediante il sacramento = Ges=F9 unisce il=20 battezzato alla sua morte per unirlo alla sua risurrezione (cf. = Rom=20 6, 3-5), lo spoglia dell'=ABuomo vecchio=BB e lo riveste = dell'=ABuomo=20 nuovo=BB, ossia di Se stesso: =ABQuanti siete stati battezzati in = Cristo _=20 proclama l'apostolo Paolo _ vi siete rivestiti di Cristo=BB = (Gal=20 3,27; cf. Ef 4, 22-24; Col 3, 9-10). Ne = risulta che=20 =ABnoi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo=BB = (Rom 12,=20 5).

Ritroviamo nelle parole di Paolo l'eco fedele dell'insegnamento = di Ges=F9=20 stesso, il quale ha rivelato la misteriosa unit=E0 dei suoi = discepoli con=20 Lui e tra di loro, presentandola come immagine e prolungamento = di=20 quell'arcana comunione che lega il Padre al Figlio e il Figlio al = Padre=20 nel vincolo amoroso dello Spirito (cf. Gv 17, 21).

E' la stessa unit=E0 di cui Ges=F9 parla con l'immagine della = vite e dei=20 tralci: =ABIo sono la vite, voi i tralci=BB (Gv 15, 5), = un'immagine che=20 fa luce non solo sull'intimit=E0 profonda dei discepoli con Ges=F9 = ma anche=20 sulla comunione vitale dei discepoli tra loro: tutti tralci = dell'unica=20 Vite.

Templi vivi = e santi=20 dello Spirito

13. Con un'altra immagine, quella di un edificio, l'apostolo = Pietro=20 definisce i battezzati come =ABpietre vive=BB fondate su Cristo, = la =ABpietra=20 angolare=BB, e destinate alla =ABcostruzione di un edificio = spirituale=BB (1=20 Pt 2, 5 ss). L'immagine ci introduce a un altro aspetto della = novit=E0=20 battesimale, cos=EC presentato dal Concilio Vaticano II: =ABPer la = rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono = consacrati a formare una dimora spirituale=BB(18).

Lo Spirito Santo =ABunge=BB il battezzato, vi imprime il suo = indelebile=20 sigillo (cf. 2 Cor 1, 21-22), e lo costituisce tempio = spirituale,=20 ossia lo riempie della santa presenza di Dio grazie all'unione e = alla=20 conformazione a Ges=F9 Cristo.

Con questa spirituale =ABunzione=BB, il cristiano pu=F2, a suo = modo, ripetere=20 le parole di Ges=F9: =ABLo Spirito del Signore =E8 sopra di me; = per questo mi ha=20 consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri = un=20 lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai = ciechi=20 la vista; per rimettere in libert=E0 gli oppressi, e predicare un = anno di=20 grazia del Signore=BB (Lc 4, 18-19; cf. Is 61, 1-2). = Cos=EC con=20 l'effusione battesimale e cresimale il battezzato partecipa alla = medesima=20 missione di Ges=F9 il Cristo, il Messia Salvatore.

Partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di = Ges=F9=20 Cristo

14. Rivolgendosi ai battezzati come a =ABbambini appena = nati=BB, l'apostolo=20 Pietro scrive: =ABStringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli = uomini,=20 ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati = come pietre=20 vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un = sacerdozio=20 santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo = di Ges=F9=20 Cristo (...). Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, = la=20 nazione santa, il popoio che Dio si =E8 acquistato perch=E9 = proclami le opere=20 meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua = ammirabile=20 luce (...)=BB (1 Pt 2, 4-5. 9).

Ecco un nuovo aspetto della grazia e della dignit=E0 = battesimale: i=20 fedeli laici partecipano, per la loro parte, al triplice ufficio _ = sacerdotale, profetico e regale _ di Ges=F9 Cristo. E questo un = aspetto non=20 mai dimenticato dalla tradizione viva della Chiesa, come appare, = ad=20 esempio, dalla spiegazione che del Salmo 26 offre Sant'Agostino. = Scrive:=20 =ABDavide fu unto re. A quel tempo si ungevano solo il re e il = sacerdote. In=20 queste due persone era prefigurato il futuro unico re e sacerdote, = Cristo=20 (e perci=F2 "Cristo" viene da "crisma"). Non solo per=F2 =E8 stato = unto il=20 nostro capo, ma siamo stati unti anche noi, suo corpo (...). = Perci=F2=20 l'unzione spetta a tutti i cristiani, mentre al tempo dell'Antico=20 Testamento apparteneva a due sole persone. Appare chiaro che noi = siamo il=20 corpo di Cristo dal fatto che siamo tutti unti e tutti in lui = siamo cristi=20 e Cristo, perch=E9 in certo modo la testa e il corpo formano il = Cristo nella=20 sua integrit=E0=BB(19).

Nella scia del Concilio Vaticano II(20), sin dall'inizio del = mio=20 servizio pastorale, ho inteso esaltare la dignit=E0 sacerdotale, = profetica e=20 regale dell'intero Popolo di Dio dicendo: =ABColui che =E8 nato = dalla Vergine=20 Maria, il Figlio del falegname _ come si riteneva _ il Figlio del = Dio=20 vivente, come ha confessato Pietro, =E8 venuto per fare di tutti = noi "un=20 regno di sacerdoti". Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato il = mistero di=20 questa potest=E0 e il fatto che la missione di Cristo _ Sacerdote, = Profeta-Maestro, Re _ continua nella Chiesa. Tutti, tutto il = Popolo di Dio=20 =E8 partecipe di questa triplice missione=BB(21).

Con questa Esortazione i fedeli laici sono invitati ancora una = volta a=20 rileggere, a meditare e ad assimilare con intelligenza e con amore = il=20 ricco e fecondo insegnamento del Concilio circa la loro = partecipazione al=20 triplice ufficio di Cristo(22). Ecco ora in sintesi gli elementi=20 essenziali di questo insegnamento.

I fedeli laici sono partecipi dell'ufficio = sacerdotale,=20 per il quale Ges=F9 ha offerto Se stesso sulla Croce e = continuamente si=20 offre nella celebrazione eucaristica a gloria del Padre per la = salvezza=20 dell'umanit=E0. Incorporati a Ges=F9 Cristo, i battezzati sono = uniti a Lui e=20 al suo sacrificio nell'offerta di se stessi e di tutte le loro = attivit=E0=20 (cf. Rom 12, 1-2). Parlando dei fedeli laici il Concilio = dice:=20 =ABTutte le loro opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, = la vita=20 coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo = spirituale e=20 corporale, se sono compiute nello Spirito, e persino le molestie = della=20 vita se sono sopportate con pazienza, diventano spirituali = sacrifici=20 graditi a Dio per Ges=F9 Cristo (cf. 1 Pt 2, 5), i quali = nella=20 celebrazione dell'Eucaristia sono piissimamente offerti al Padre = insieme=20 all'oblazione del Corpo del Signore. Cos=EC anche i laici, = operando=20 santamente dappertutto come adoratori, consacrano a Dio il mondo=20 stesso=BB(23).

La partecipazione all'ufficio profetico di Cristo, =ABil = quale e=20 con la testimonianza della vita e con la virt=F9 della parola ha = proclamato=20 il Regno del Padre=BB(24), abilita e impegna i fedeli laici ad = accogliere=20 nella fede il Vangelo e ad annunciarlo con la parola e con le = opere non=20 esitando a denunciare coraggiosamente il male. Uniti a Cristo, il = =ABgrande=20 profeta=BB (Lc 7, 16), e costituiti nello Spirito = =ABtestimoni=BB di=20 Cristo Risorto, i fedeli laici sono resi partecipi sia del senso = di fede=20 soprannaturale della Chiesa che =ABnon pu=F2 sbagliarsi nel = credere=BB (25) sia=20 della grazia della parola (cf. At 2, 17-18; Ap 19, = 10); sono=20 altres=EC chiamati a far risplendere la novit=E0 e la forza del = Vangelo nella=20 loro vita quotidiana, familiare e sociale, come pure ad esprimere, = con=20 pazienza e coraggio, nelle contraddizioni dell'epoca presente la = loro=20 speranza nella gloria =ABanche attraverso le strutture della vita=20 secolare=BB(26).

Per la loro appartenenza a Cristo Signore e Re dell'universo i = fedeli=20 laici partecipano al suo ufficio regale e sono da Lui = chiamati al=20 servizio del Regno di Dio e alla sua diffusione nella storia. Essi = vivono=20 la regalit=E0 cristiana, anzitutto mediante il combattimento = spirituale per=20 vincere in se stessi il regno del peccato (cf. Rom 6, 12), = e poi=20 mediante il dono di s=E9 per servire, nella carit=E0 e nella = giustizia, Ges=F9=20 stesso presente in tutti i suoi fratelli, soprattutto nei pi=F9 = piccoli (cf.=20 Mt 25, 40).

Ma i fedeli laici sono chiamati in particolare a ridare alla = creazione=20 tutto il suo originario valore. Nell'ordinare il creato al vero = bene=20 dell'uomo con un'attivit=E0 sorretta dalla vita di grazia, essi = partecipano=20 all'esercizio del potere con cui Ges=F9 Risorto attrae a s=E9 = tutte le cose e=20 le sottomette, con Se stesso, al Padre, cos=EC che Dio sia tutto = in tutti=20 (cf. Gv 12, 32; 1 Cor 15, 28).

La partecipazione dei fedeli laici al triplice ufficio di = Cristo=20 Sacerdote, Profeta e Re trova la sua radice prima nell'unzione del = Battesimo, il suo sviluppo nella Confermazione e il suo compimento = e=20 sostegno dinamico nell'Eucaristia. E una partecipazione donata ai=20 singoli fedeli laici, ma in quanto formano = l'unico Corpo=20 del Signore. Infatti, Ges=F9 arricchisce dei suoi doni la = Chiesa stessa,=20 quale suo Corpo e sua Sposa. In tal modo i singoli sono partecipi = del=20 triplice ufficio di Cristo in quanto membra della Chiesa, = come=20 chiaramente insegna l'apostolo Pietro, che definisce i battezzati = come =ABla=20 stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo = che Dio=20 si =E8 acquistato=BB (1 Pt 2, 9). Proprio perch=E9 deriva = dalla=20 comunione ecclesiale, la partecipazione dei fedeli laici al = triplice=20 ufficio di Cristo esige d'essere vissuta e attuata nella = comunione=20 e per la crescita della comunione stessa.

Scriveva Sant'Agostino: =ABCome chiamiamo tutti cristiani in = forza del=20 mistico crisma, cos=EC chiamiamo tutti sacerdoti perch=E9 sono = membra=20 dell'unico sacerdote=BB(27).

I fedeli laici e l'indole secolare

15. La novit=E0 cristiana =E8 il fondamento e il titolo = dell'eguaglianza di=20 tutti i battezzati in Cristo, di tutti i membri del Popolo di Dio: = =ABcomune=20 =E8 la dignit=E0 dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, = comune la=20 grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione, una sola = salvezza,=20 una sola speranza e indivisa carit=E0=BB(28). In forza della = comune dignit=E0=20 battesimale il fedele laico =E8 corresponsabile, insieme con i = ministri=20 ordinati e con i religiosi e le religiose, della missione della=20 Chiesa.

Ma la comune dignit=E0 battesimale assume nel fedele laico = una=20 modalit=E0 che lo distingue, senza per=F2 separarlo, dal = presbitero, dal=20 religioso e dalla religiosa. Il Concilio Vaticano II ha indicato = questa=20 modalit=E0 nell'indole secolare: =ABL'indole secolare =E8 propria = e peculiare=20 dei laici=BB(29).

Proprio per cogliere in modo completo, adeguato e specifico la=20 condizione ecclesiale del fedele laico =E8 necessario approfondire = la=20 portata teologica dell'indole secolare alla luce del disegno = salvifico di=20 Dio e del mistero della Chiesa.

Come diceva Paolo VI, la Chiesa =ABha un'autentica dimensione = secolare,=20 inerente alla sua intima natura e missione, la cui radice affonda = nel=20 mistero del Verbo Incarnato, e che =E8 realizzata in forme diverse = per i=20 suoi membri=BB(30).

La Chiesa, infatti, vive nel mondo anche se non =E8 del mondo = (cf.=20 Gv 17, 16) ed =E8 mandata a continuare l'opera redentrice = di Ges=F9=20 Cristo, la quale =ABmentre per natura sua ha come fine la salvezza = degli=20 uomini, abbraccia pure la instaurazione di tutto l'ordine=20 temporale=BB(31).

Certamente tutti i membri della Chiesa sono partecipi = della sua=20 dimensione secolare; ma lo sono in forme diverse. In = particolare la=20 partecipazione dei fedeli laici ha una sua modalit=E0 di = attuazione e=20 di funzione che, secondo il Concilio, =E8 loro =ABpropria e = peculiare=BB: tale=20 modalit=E0 viene designata con l'espressione =ABindole = secolare=BB(32).

In realt=E0 il Concilio descrive la condizione secolare dei = fedeli laici=20 indicandola, anzitutto, come il luogo nel quale viene loro rivolta = la=20 chiamata di Dio: =ABIvi sono da Dio chiamati=BB(33). Si = tratta di un=20 =ABluogo=BB presentato in termini dinamici: i fedeli laici = =ABvivono nel secolo,=20 cio=E8implicati in tutti e singoli gli impieghi e gli affari del = mondo e=20 nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui = la loro=20 esistenza =E8 come intessuta=BB(34). Essi sono persone che vivono = la vita=20 normale nel mondo, studiano, lavorano, stabiliscono rapporti = amicali,=20 sociali, professionali, culturali, ecc. Il Concilio considera la = loro=20 condizione non semplicemente come un dato esteriore e = ambientale,=20 bens=EC come una realt=E0 destinata a trovare in Ges=F9 Cristo = la pienezza=20 del suo significato(35). Anzi afferma che =ABlo stesso Verbo = incarnato=20 volle essere partecipe della convivenza umana (...) Santific=F2 le = relazioni=20 umane, innanzitutto quelle familiari, dalle quali traggono origine = i=20 rapporti sociali, volontariamente sottomettendosi alle leggi della = sua=20 patria. Volle condurre la vita di un lavoratore del suo tempo e = della sua=20 regione=BB(36).

Il =ABmondo=BB diventa cos=EC l'ambito e il mezzo della = vocazione=20 cristiana dei fedeli laici, perch=E9 esso stesso =E8 destinato = a=20 glorificare Dio Padre in Cristo. Il Concilio pu=F2 allora indicare = il senso=20 proprio e peculiare della vocazione divina rivolta ai fedeli = laici. Non=20 sono chiamati ad abbandonare la posizione ch'essi hanno nel mondo. = Il=20 Battesimo non li toglie affatto dal mondo, come rileva l'apostolo = Paolo:=20 =ABCiascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione = in cui era=20 quando =E8 stato chiamato=BB (1 Cor 7, 24); ma affida loro = una=20 vocazione che riguarda proprio la situazione intramondana: i = fedeli laici,=20 infatti, =ABsono da Dio chiamati a contribuire, quasi = dall'interno a modo=20 di fermento, alla santificazione del mondo mediante = l'esercizio della=20 loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico, e = in=20 questo modo a rendere visibile Cristo agli altri, principalmente = con la=20 testimonianza della loro vita e con il fulgore della fede, della = speranza=20 e della carit=E0=BB(37). Cos=EC l'essere e l'agire nel mondo sono = per i fedeli=20 laici una realt=E0 non solo antropologica e sociologica, ma anche = e=20 specificamente teologica ed ecclesiale. Nella loro situazione=20 intramondana, infatti, Dio manifesta il suo disegno e comunica la=20 particolare vocazione di =ABcercare il Regno di Dio trattando le = cose=20 temporali e ordinandole secondo Dio=BB(38).

Proprio in questa prospettiva i Padri sinodali hanno detto: = =ABL'indole=20 secolare del fedele laico non =E8 quindi da definirsi soltanto in = senso=20 sociologico, ma soprattutto in senso teologico. La caratteristica = secolare=20 va intesa alla luce dell'atto creativo e redentivo di Dio, che ha = affidato=20 il mondo agli uomini e alle donne, perch=E9 essi partecipino = all'opera della=20 creazione, liberino la creazione stessa dall'influsso del peccato = e=20 santifichino se stessi nel matrimonio o nella vita celibe, nella = famiglia,=20 nella professione e nelle varie attivit=E0 sociali=BB(39).

La condizione ecclesiale dei fedeli laici viene = radicalmente=20 definita dalla loro novit=E0 cristiana e caratterizzata = dalla loro=20 indole secolare(40).

Le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, pur = riguardando indistintamente tutti i discepoli di Ges=F9, trovano = una=20 specifica applicazione ai fedeli laici. Sono immagini = splendidamente=20 significative, perch=E9 dicono non solo l'inserimento profondo e = la=20 partecipazione piena dei fedeli laici nella terra, nel mondo, = nella=20 comunit=E0 umana; ma anche e soprattutto la novit=E0 e = l'originalit=E0 di un=20 inserimento e di una partecipazione destinati alla diffusione del = Vangelo=20 che salva.

Chiamati alla santit=E0

16. La dignit=E0 dei fedeli laici ci si rivela in pienezza se=20 consideriamo la prima e fondamentale vocazione che il Padre = in Ges=F9=20 Cristo per mezzo dello Spirito rivolge a ciascuno di loro: la = vocazione=20 alla santit=E0, ossia alla perfezione della carit=E0. Il santo =E8 = la=20 testimonianza pi=F9 splendida della dignit=E0 conferita al = discepolo di=20 Cristo.

Sull'universale vocazione alla santit=E0 ha avuto parole = luminosissime il=20 Concilio Vaticano II. Si pu=F2 dire che proprio questa sia stata = la consegna=20 primaria affidata a tutti i figli e le figlie della Chiesa da un = Concilio=20 voluto per il rinnovamento evangelico della vita cristiana(41). = Questa=20 consegna non =E8 una semplice esortazione morale, bens=EC = un'insopprimibile=20 esigenza del mistero della Chiesa: essa =E8 la Vigna scelta, = per mezzo=20 della quale i tralci vivono e crescono con la stessa linfa santa e = santificante di Cristo; =E8 il Corpo mistico, le cui membra = partecipano=20 della stessa vita di santit=E0 del Capo che =E8 Cristo; =E8 la = Sposa amata dal=20 Signore Ges=F9, che ha consegnato se stesso per santificarla (cf. = Ef=20 5, 25 ss.). Lo Spirito che santific=F2 la natura umana di Ges=F9 = nel seno=20 verginale di Maria (cf. Lc 1, 35) =E8 lo stesso Spirito che = =E8=20 dimorante e operante nella Chiesa al fine di comunicarle la = santit=E0 del=20 Figlio di Dio fatto uomo.

E' quanto mai urgente che oggi tutti i cristiani riprendano il = cammino=20 del rinnovamento evangelico, accogliendo con generosit=E0 l'invito = apostolico ad =ABessere santi in tutta la condotta=BB (1 Pt = 1, 15). Il=20 Sinodo straordinario del 1985, a vent'anni dalla conclusione del = Concilio,=20 ha opportunamente insistito su questa urgenza:

=ABPoich=E9 la Chiesa in Cristo =E8 mistero, deve essere = considerata segno e=20 strumento di santit=E0 (...). I santi e le sante sempre sono stati = fonte e=20 origine di rinnovamento nelle pi=F9 difficili circostanze in tutta = la storia=20 della Chiesa. Oggi abbiamo grandissimo bisogno di santi, che = dobbiamo=20 implorare da Dio con assiduit=E0=BB(42).

Tutti nella Chiesa, proprio perch=E9 ne sono membri, ricevono e = quindi=20 condividono la comune vocazione alla santit=E0. A pieno titolo, = senz'alcuna=20 differenza dagli altri membri della Chiesa, ad essa sono chiamati = i fedeli=20 laici: =ABTutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati = alla=20 pienezza della vita cristiana e alla perfezione della = carit=E0=BB(43); =ABTutti=20 i fedeli sono invitati e tenuti a tendere alla santit=E0 e alla = perfezione=20 del proprio stato=BB(44).

La vocazione alla santit=E0 affonda le sue radici nel = Battesimo e=20 viene riproposta dagli altri Sacramenti, principalmente=20 dall'Eucaristia: rivestiti di Ges=F9 Cristo e abbeverati = dal suo=20 Spirito, i cristiani sono =ABsanti=BB e sono, perci=F2, abilitati = e impegnati a=20 manifestare la santit=E0 del loro essere nella santit=E0 di = tutto il=20 loro operare. L'apostolo Paolo non si stanca di ammonire = tutti i=20 cristiani perch=E9 vivano =ABcome si addice a santi=BB (Ef = 5, 3).

La vita secondo lo Spirito, il cui frutto =E8 la santificazione = (cf.=20 Rom 6, 22; Gal 5, 22), suscita ed esige da = tutti e da=20 ciascun battezzato la sequela e l'imitazione di Ges=F9 Cristo,=20 nell'accoglienza delle sue Beatitudini, nell'ascolto e nella=20 meditazione della Parola di Dio, nella consapevole e attiva = partecipazione=20 alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, nella preghiera=20 individuale, familiare e comunitaria, nella fame e nella sete di=20 giustizia, nella pratica del comandamento dell'amore in tutte le=20 circostanze della vita e nel servizio ai fratelli, specialmente se = piccoli, poveri e sofferenti.

Santificarsi nel mondo

17. La vocazione dei fedeli laici alla santit=E0 comporta che = la vita=20 secondo lo Spirito si esprima in modo peculiare nel loro = inserimento=20 nelle realt=E0 temporali e nella loro partecipazione alle = attivit=E0=20 terrene. E' ancora l'apostolo ad ammonirci: =ABTutto quello = che fate in=20 parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Ges=F9, = rendendo per=20 mezzo di lui grazie a Dio Padre=BB (Col 3, 17). Riferendo = le parole=20 dell'apostolo ai fedeli laici, il Concilio afferma = categoricamente: =ABN=E9 la=20 cura della famiglia n=E9 gli altri impegni secolari devono essere = estranei=20 all'orientamento spirituale della vita=BB(45). A loro volta i = Padri sinodali=20 hanno detto: =ABL'unit=E0 della vita dei fedeli laici =E8 di = grandissima=20 importanza: essi, infatti, debbono santificarsi nell'ordinaria = vita=20 professionale e sociale. Perch=E9 possano rispondere alla loro = vocazione,=20 dunque, i fedeli laici debbono guardare alle attivit=E0 della vita = quotidiana come occasione di unione con Dio e di compimento della = sua=20 volont=E0, e anche di servizio agli altri uomini, portandoli alla = comunione=20 con Dio in Cristo=BB(46).

La vocazione alla santit=E0 dev'essere percepita e vissuta dai = fedeli=20 laici, prima che come obbligo esigente e irrinunciabile, come = segno=20 luminoso dell'infinito amore del Padre che li ha rigenerati alla = sua vita=20 di santit=E0. Tale vocazione, allora, deve dirsi una componente = essenziale e inseparabile della nuova vita battesimale, e = pertanto un=20 elemento costitutivo della loro dignit=E0. Nello stesso tempo la = vocazione=20 alla santit=E0 =E8 intimamente connessa con la missione e = con la=20 responsabilit=E0 affidate ai fedeli laici nella Chiesa e nel = mondo. Infatti,=20 gi=E0 la stessa santit=E0 vissuta, che deriva dalla partecipazione = alla vita=20 di santit=E0 della Chiesa, rappresenta il primo e fondamentale = contributo=20 all'edificazione della Chiesa stessa, quale =ABComunione dei = Santi=BB. Agli=20 occhi illuminati dalla fede si spalanca uno scenario meraviglioso: = quello=20 di tantissimi fedeli laici, uomini e donne, che proprio nella vita = e nelle=20 attivit=E0 d'ogni giorno, spesso inosservati o addirittura = incompresi,=20 sconosciuti ai grandi della terra ma guardati con amore dal Padre, = sono=20 gli operai instancabili che lavorano nella vigna del Signore, sono = gli=20 artefici umili e grandi _ certo per la potenza della grazia di Dio = _ della=20 crescita del Regno di Dio nella storia.

La santit=E0, poi, deve dirsi un fondamentale presupposto e una = condizione del tutto insostituibile per il compiersi della = missione di=20 salvezza nella Chiesa. E' la santit=E0 della Chiesa la sorgente = segreta e la=20 misura infallibile della sua operosit=E0 apostolica e del suo = slancio=20 missionario. Solo nella misura in cui la Chiesa, Sposa di Cristo, = si=20 lascia amare da Lui e Lo riama, essa diventa Madre feconda nello=20 Spirito.

Riprendiamo di nuovo l'immagine biblica: lo sbocciare e = l'espandersi=20 dei tralci dipendono dal loro inserimento nella vite. =ABCome il = tralcio non=20 pu=F2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos=EC = anche voi se=20 non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in = me e io=20 in lui, fa molto frutto, perch=E9 senza di me non potete far = nulla=BB=20 (Gv 15, 4-5).

E' naturale qui ricordare la solenne proclamazione di fedeli = laici,=20 uomini e donne, come beati e santi, avvenuta durante il mese del = Sinodo.=20 L'intero Popolo di Dio, e i fedeli laici in particolare, possono = trovare=20 ora nuovi modelli di santit=E0 e nuove testimonianze di virt=F9 = eroiche=20 vissute nelle condizioni comuni e ordinarie dell'esistenza umana. = Come=20 hanno detto i Padri sinodali: =ABLe Chiese locali e soprattutto le = cosiddette Chiese pi=F9 giovani debbono riconoscere attentamente = fra i=20 propri membri quegli uomini e quelle donne che hanno offerto in = tali=20 condizioni (le condizioni quotidiane del mondo e lo stato = coniugale) la=20 testimonianza della santit=E0 e che possono essere di esempio agli = altri=20 affinch=E9, se si dia il caso, li propongano per la beatificazione = e la=20 canonizzazione=BB(47).

Al termine di queste riflessioni, destinate a definire la = condizione=20 ecclesiale del fedele laico, ritorna alla mente il celebre monito = di San=20 Leone Magno: =ABAgnosce, o Christiane, dignitatem = tuam=BB(48). E' lo=20 stesso monito di San Massimo, vescovo di Torino, rivolto a quanti = avevano=20 ricevuto l'unzione del santo Battesimo: =ABConsiderate l'onore che = vi =E8=20 fatto in questo mistero!=BB(49). Tutti i battezzati sono invitati = a=20 riascoltare le parole di Sant'Agostino: =ABRallegriamoci e = ringraziamo:=20 siamo diventati non solo cristiani, ma Cristo (...). Stupite e = gioite:=20 Cristo siamo diventati!=BB(50).

La dignit=E0 cristiana, fonte dell'eguaglianza di tutti i = membri della=20 Chiesa, garantisce e promuove lo spirito di comunione e di = fraternit=E0, e,=20 nello stesso tempo, diventa il segreto e la forza del dinamismo = apostolico=20 e missionario dei fedeli laici. E' una dignit=E0 esigente, = la dignit=E0=20 degli operai chiamati dal Signore a lavorare nella sua vigna: = =ABGrava su=20 tutti i laici _ leggiamo nel Concilio _ il glorioso peso di = lavorare,=20 perch=E9 il divino disegno di salvezza raggiunga ogni giorno di = pi=F9 tutti=20 gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra=BB(51).

CAPITOLO II

TUTTI TRALCI DELL'UNICA VITE
La partecipazione dei fedeli = laici=20
alla vita della Chiesa-Comunione

Il mistero della Chiesa-Comunione

18. Riascoltiamo le parole di Ges=F9: =ABIo sono la vera vite e = il Padre=20 mio =E8 il vignaiolo (...). Rimanete in me e io in voi=BB (Gv = 15,=20 1-4).

Con queste semplici parole ci viene rivelata la comunione = misteriosa=20 che vincola in unit=E0 il Signore e i discepoli, Cristo e i = battezzati: una=20 comunione viva e vivificante, per la quale i cristiani non = appartengono a=20 se stessi ma sono propriet=E0 di Cristo, come i tralci inseriti = nella=20 vite.

La comunione dei cristiani con Ges=F9 ha quale modello, fonte e = meta la=20 comunione stessa del Figlio con il Padre nel dono dello Spirito = Santo:=20 uniti al Figlio nel vincolo amoroso dello Spirito, i cristiani = sono uniti=20 al Padre.

Ges=F9 continua: =ABIo sono la vite, voi i tralci=BB (Gv = 15, 5). Dalla=20 comunione dei cristiani con Cristo scaturisce la comunione dei = cristiani=20 tra di loro: tutti sono tralci dell'unica Vite, che =E8 Cristo. In = questa=20 comunione fraterna il Signore Ges=F9 indica il riflesso = meraviglioso e la=20 misteriosa partecipazione all'intima vita d'amore del Padre, del = Figlio e=20 dello Spirito Santo. Per questa comunione Ges=F9 prega: =ABTutti = siano una=20 sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi = in noi=20 una cosa sola, perch=E9 il mondo creda che tu mi hai mandato=BB = (Gv 17,=20 21).

Tale comunione =E8 il mistero stesso della Chiesa, come = ci ricorda=20 il Concilio Vaticano II, con la celebre parola di San Cipriano: = =ABLa Chiesa=20 universale si presenta come "un popolo adunato dall'unit=E0 del = Padre, del=20 Figlio e dello Spirito Santo"=BB(52). A questo mistero della=20 Chiesa-Comunione siamo abitualmente richiamati all'inizio della=20 celebrazione eucaristica, allorquando il sacerdote ci accoglie con = il=20 saluto dell'apostolo Paolo: =ABLa grazia del Signore Ges=F9 = Cristo, l'amore di=20 Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi=BB (2 = Cor=20 13, 13).

Dopo aver delineato la =ABfigura=BB dei fedeli laici nella loro = dignit=E0=20 dobbiamo ora riflettere sulla loro missione e responsabilit=E0 = nella Chiesa=20 e nel mondo: ma queste si possono comprendere adeguatamente solo = nel=20 contesto vivo della Chiesa-Comunione.

Il Concilio e l'ecclesiologia di comunione

19. E' questa l'idea centrale che di se stessa la Chiesa ha = riproposto=20 nel Concilio Vaticano II, come ci ha ricordato il Sinodo = straordinario del=20 1985, celebratosi a vent'anni dall'evento conciliare: = =ABL'ecclesiologia di=20 comunione =E8 l'idea centrale e fondamentale nei documenti del = Concilio. La=20 koinonia-comunione, fondata sulla Sacra Scrittura, =E8 = tenuta in=20 grande onore nella Chiesa antica e nelle Chiese orientali fino ai = nostri=20 giorni. Perci=F2 molto =E8 stato fatto dal Concilio Vaticano II = perch=E9 la=20 Chiesa come comunione fosse pi=F9 chiaramente intesa e = concretamente=20 tradotta nella vita. Che cosa significa la complessa parola = "comunione"?=20 Si tratta fondamentalmente della comunione con Dio per mezzo di = Ges=F9=20 Cristo, nello Spirito Santo. Questa comunione si ha nella parola = di Dio e=20 nei sacramenti. Il Battesimo =E8 la porta ed il fondamento della = comunione=20 nella Chiesa. L'Eucaristia =E8 la fonte ed il culmine di tutta la = vita=20 cristiana (cf. LG, 11). La comunione del corpo eucaristico = di=20 Cristo significa e produce, cio=E8 edifica l'intima comunione di = tutti i=20 fedeli nel corpo di Cristo che =E8 la Chiesa (cf. 1 Cor 10, = 16=20 s.)=BB(53).

All'indomani del Concilio cos=EC Paolo VI si rivolgeva ai = fedeli: =ABLa=20 Chiesa =E8 una comunione. Che cosa vuol dire in questo caso: = comunione? Noi=20 vi rimandiamo al paragrafo del catechismo che parla della = sanctorum=20 communionem, la comunione dei santi. Chiesa vuol dire = comunione dei=20 santi. E comunione dei santi vuol dire una duplice partecipazione = vitale:=20 l'incorporazione dei cristiani nella vita di Cristo, e la = circolazione=20 della medesima carit=E0 in tutta la compagine dei fedeli, in = questo mondo e=20 nell'altro. Unione a Cristo ed in Cristo; e unione fra i = cristiani, nella=20 Chiesa=BB(54).

Le immagini bibliche, con cui il Concilio ha voluto introdurci = a=20 contemplare il mistero della Chiesa, pongono in luce la realt=E0 = della=20 Chiesa-Comunione nella sua inscindibile dimensione di comunione = dei=20 cristiani con Cristo e di comunione dei cristiani tra loro. Sono = le=20 immagini dell'ovile, del gregge, della vite, dell'edificio = spirituale,=20 della citt=E0 santa(55). Soprattutto =E8 l'immagine del corpo=20 presentata dall'apostolo Paolo, la cui dottrina rifluisce = fresca e=20 attraente in numerose pagine del Concilio(56). A sua volta il = Concilio=20 riprende dall'intera storia della salvezza e ripropone l'immagine = della=20 Chiesa come Popolo di Dio: =ABPiacque a Dio di santificare = e salvare=20 gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma = volle=20 costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verit=E0 e = santamente Lo servisse=BB(57). Gi=E0 nelle sue primissime righe, = la=20 Costituzione Lumen gentium compendia in modo mirabile = questa=20 dottrina scrivendo: =ABLa Chiesa =E8 in Cristo come sacramento, = cio=E8 segno e=20 strumento dell'intima unione con Dio e dell'unit=E0 di tutto il = genere=20 umano=BB(58).

La realt=E0 della Chiesa-Comunione =E8, allora, parte = integrante,=20 anzi rappresenta il contenuto centrale del =ABmistero=BB, = ossia del=20 disegno divino della salvezza dell'umanit=E0. Per questo la = comunione=20 ecclesiale non pu=F2 essere interpretata in modo adeguato se viene = intesa=20 come una realt=E0 semplicemente sociologica e psicologica. La=20 Chiesa-Comunione =E8 il popolo =ABnuovo=BB, il popolo = =ABmessianico=BB, il popolo=20 che =ABha per Capo Cristo (...) per condizione la dignit=E0 e la = libert=E0 dei=20 figli di Dio (...) per legge il nuovo precetto di amare come lo = stesso=20 Cristo ci ha amati (...) per fine il Regno di Dio (... ed =E8) = costituito da=20 Cristo in una comunione di vita, di carit=E0 e di verit=E0=BB(59). = I vincoli che=20 uniscono i membri del nuovo Popolo tra di loro _ e prima ancora = con Cristo=20 _ non sono quelli della =ABcarne=BB e del =ABsangue=BB, bens=EC = quelli dello=20 spirito, pi=F9 precisamente quelli dello Spirito Santo, che tutti = i=20 battezzati ricevono (cf. Gl 3, 1).

Infatti, quello Spirito che dall'eternit=E0 vincola l'unica e = indivisa=20 Trinit=E0, quello Spirito che =ABnella pienezza del tempo=BB = (Gal 4, 4)=20 unisce indissolubilmente la carne umana al Figlio di Dio, quello = stesso e=20 identico Spirito =E8 nel corso delle generazioni cristiane la = sorgente=20 ininterrotta e inesauribile della comunione nella e della = Chiesa.

Una comunione organica: diversit=E0 e = complementariet=E0

20. La comunione ecclesiale si configura, pi=F9 precisamente, = come una=20 comunione =ABorganica=BB, analoga a quella di un corpo vivo e = operante: essa,=20 infatti, =E8 caratterizzata dalla compresenza della diversit=E0 = e della=20 complementariet=E0 delle vocazioni e condizioni di vita, = dei=20 ministeri, dei carismi e delle responsabilit=E0. Grazie a questa = diversit=E0 e=20 complementariet=E0 ogni fedele laico si trova in relazione con = tutto il=20 corpo e ad esso offre il suo proprio contributo.

Sulla comunione organica del Corpo mistico di Cristo insiste in = modo=20 tutto particolare l'apostolo Paolo, il cui ricco insegnamento = possiamo=20 riascoltare nella sintesi tracciata dal Concilio: Ges=F9 Cristo _ = leggiamo=20 nella Costituzione Lumen gentium _ =ABcomunicando il = suo=20 Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, = chiamati=20 da tutte le genti. In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei = credenti (...). Come tutte le membra del corpo umano, anche se = numerose,=20 formano un solo corpo, cos=EC i fedeli in Cristo (cf. 1 Cor = 12, 12).=20 Anche nell'edificazione del corpo di Cristo vige la diversit=E0 = delle membra=20 e delle funzioni. Uno =E8 lo Spirito, il quale per l'utilit=E0 = della Chiesa=20 distribuisce i suoi vari doni con magnificenza proporzionata alla = sua=20 ricchezza e alle necessit=E0 dei servizi (cf. 1 Cor 12, = 1-11 ). Fra=20 questi doni viene al primo posto la grazia degli Apostoli, alla = cui=20 autorit=E0 lo stesso Spirito sottomette anche i carismatici = (cf. 1 Cor=20 14). Ed =E8 ancora lo Spirito stesso che, con la sua forza e = mediante=20 l'intima connessione delle membra, produce e stimola la carit=E0 = tra i=20 fedeli. E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le = altre=20 membra; se un membro =E8 onorato, ne gioiscono con esso tutte le = altre=20 membra (cf. 1 Cor 12, 26)=BB(60).

E' sempre l'unico e identico Spirito il principio dinamico = della=20 variet=E0 e dell'unit=E0 nella e della Chiesa. Leggiamo di = nuovo nella=20 Costituzione Lumen gentium: =ABPerch=E9 poi ci rinnovassimo = continuamente in Lui (Cristo) (cf. Ef 4, 23), ci ha dato = del suo=20 Spirito, il quale, unico e identico nel Capo e nelle membra, d=E0 = a tutto il=20 corpo la vita, l'unit=E0 e il movimento, cos=EC che i santi Padri = poterono=20 paragonare la sua funzione con quella che esercita il principio = vitale,=20 cio=E8 l'anima, nel corpo umano=BB(61). E in un altro testo, = particolarmente=20 denso e prezioso per cogliere l'=ABorganicit=E0=BB propria della = comunione=20 ecclesiale anche nel suo aspetto di crescita incessante verso la = perfetta=20 comunione, il Concilio scrive: =ABLo Spirito dimora nella Chiesa e = nei cuori=20 dei fedeli come in un tempio (cf. 1 Cor 3, 16; 6, = 19) e in=20 essi prega e rende testimonianza dell'adozione filiale (cf. Gal = 4,=20 6; Rom 8, 15-16. 26). Egli guida la Chiesa verso tutta = intera la=20 verit=E0 (cf. Gv 16, 13), la unifica nella comunione e nel = servizio,=20 la istruisce e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, = la=20 abbellisce dei suoi frutti (cf. Ef 4, 11-12; 1 = Cor=20 12, 4; Gal 5, 22). Con la forza del Vangelo fa = ringiovanire la=20 Chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione = con il=20 suo Sposo. Poich=E9 lo Spirito e la Sposa dicono al Signore = Ges=F9: Vieni!=20 (cf. Ap 22, 17=BB(62).

La comunione ecclesiale =E8, dunque, un dono, un = grande dono=20 dello Spirito Santo, che i fedeli laici sono chiamati ad = accogliere=20 con gratitudine e, nello stesso tempo, a vivere con profondo senso = di=20 responsabilit=E0. Ci=F2 si attua concretamente mediante la loro = partecipazione=20 alla vita e alla missione della Chiesa, al cui servizio i fedeli = laici=20 pongono i loro diversi e complementari ministeri e carismi.

Il fedele laico =ABnon pu=F2 mai chiudersi in se stesso, = isolandosi=20 spiritualmente dalla comunit=E0, ma deve vivere in un continuo = scambio con=20 gli altri, con un vivo senso di fraternit=E0, nella gioia di una = uguale=20 dignit=E0 e nell'impegno di far fruttificare insieme l'immenso = tesoro=20 ricevuto in eredit=E0. Lo Spirito del Signore dona a lui, come = agli altri,=20 molteplici carismi, lo invita a differenti ministeri e incarichi, = gli=20 ricorda, come anche lo ricorda agli altri in rapporto con lui, che = tutto=20 ci=F2 che lo distingue non =E8 un di pi=F9 di dignit=E0, ma = una speciale=20 e complementare abilitazione al servizio (...).Cos=EC, i = carismi, i=20 ministeri, gli incarichi ed i servizi del Fedele Laico esistono = nella=20 comunione e per la comunione. Sono ricchezze complementari a = favore di=20 tutti, sotto la saggia guida dei Pastori=BB(63).

I ministeri e i carismi, doni dello Spirito alla Chiesa=20

21. Il Concilio Vaticano II presenta i ministeri e i carismi = come doni=20 dello Spirito Santo per l'edificazione del Corpo di Cristo e per = la sua=20 missione di salvezza nel mondo(64). La Chiesa, infatti, =E8 = diretta e=20 guidata dallo Spirito che elargisce diversi doni gerarchici e = carismatici=20 a tutti i battezzati chiamandoli ad essere, ciascuno a suo modo, = attivi e=20 corresponsabili.

Consideriamo ora i ministeri e i carismi in diretto riferimento = ai=20 fedeli laici e alla loro partecipazione alla vita della=20 Chiesa-Comunione.

Ministeri, uffici e funzioni

I ministeri presenti e operanti nella Chiesa sono tutti, anche = se in=20 modalit=E0 diverse, una partecipazione al ministero di Ges=F9 = Cristo, il buon=20 Pastore che d=E0 la vita per le sue pecore (cf. Gv 10, 11 = ), il servo=20 umile e totalmente sacrificato per la salvezza di tutti (cf. Mc = 10,=20 45). Paolo =E8 oltremodo chiaro nel parlare della costituzione = ministeriale=20 delle Chiese apostoliche. Nella Prima Lettera ai Corinzi scrive: = =ABAlcuni=20 Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in = secondo=20 luogo come profeti, in terzo luogo come maestri (...)=BB (1 = Cor=20 12, 28). Nella Lettera agli Efesini leggiamo: =ABA ciascuno di = noi =E8=20 stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo (...). = E' lui=20 che ha dato da una parte gli apostoli, d'altra parte i profeti, = gli=20 evangelisti, i pastori e i maestri, per rendere idonei i fratelli = a=20 compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, = finch=E9=20 arriviamo tutti all'unit=E0 della fede e della conoscenza del = Figlio di Dio,=20 allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena = maturit=E0=20 di Cristo=BB (Ef 4, 7. 11-13; cf. Rom 12, 4-8). Come = appare da=20 questi e da altri testi del Nuovo Testamento, i ministeri, come = pure i=20 doni e i compiti ecclesiali, sono molteplici e diversi.

I ministeri derivanti dall'Ordine

22. Nella Chiesa si trovano in primo luogo, i ministeri = ordinati,=20 ossia i ministeri che derivano dal sacramento dell'Ordine. = Il=20 Signore Ges=F9, infatti, ha scelto e costituito gli Apostoli, seme = del=20 Popolo della Nuova Alleanza e origine della sacra Gerarchia(65), = affidando=20 loro il mandato di fare discepole tutte le genti (cf. Mt = 28, 19),=20 di formare e di reggere il popolo sacerdotale. La missione degli = Apostoli,=20 che il Signore Ges=F9 continua a trasmettere ai pastori del suo = popolo, =E8 un=20 vero servizio, significativamente chiamato nella Sacra Scrittura=20 =ABdiakonia=BB, ossia servizio, ministero. Nella = ininterrotta=20 successione apostolica i ministri ricevono il carisma dello = Spirito Santo=20 dal Cristo Risorto mediante il sacramento dell'Ordine: ricevono = cos=EC=20 l'autorit=E0 e il potere sacro di agire =ABin persona Christi = Capitis=BB (nella=20 persona di Cristo Capo)(66) per servire la Chiesa e per radunarla = nello=20 Spirito Santo per mezzo del Vangelo e dei sacramenti.

I ministeri ordinati, prima ancora che per le persone che li = ricevono,=20 sono una grazia per l'intera Chiesa. Essi esprimono e attuano una=20 partecipazione al sacerdozio di Ges=F9 Cristo che =E8 diversa, non = solo per=20 grado ma per essenza, dalla partecipazione donata con il Battesimo = e con=20 la Confermazione a tutti i fedeli. D'altra parte il sacerdozio=20 ministeriale, come ha ricordato il Concilio Vaticano II, =E8 = essenzialmente=20 finalizzato al sacerdozio regale di tutti i fedeli e ad esso=20 ordinato(67).

Per questo, per assicurare e per far crescere la comunione = nella=20 Chiesa, in particolare nell'ambito dei diversi e complementari = ministeri,=20 i pastori devono riconoscere che il loro ministero =E8 = radicalmente ordinato=20 al servizio di tutto il Popolo di Dio (cf. Eb 5, 1), = e, a=20 loro volta, i fedeli laici devono riconoscere che il sacerdozio=20 ministeriale =E8 del tutto necessario per la loro vita e per la = loro=20 partecipazione alla missione nella Chiesa(68).

Ministeri, uffici e funzioni dei laici

23. La missione salvifica della Chiesa nel mondo =E8 attuata = non solo dai=20 ministri in virt=F9 del sacramento dell'Ordine ma anche da tutti i = fedeli=20 laici: questi, infatti, in virt=F9 della loro condizione = battesimale e della=20 loro specifica vocazione, nella misura a ciascuno propria, = partecipano=20 all'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo.

I pastori, pertanto, devono riconoscere e promuovere i = ministeri, gli=20 uffici e le funzioni dei fedeli laici, che hanno il loro = fondamento=20 sacramentale nel Battesimo e nella Confermazione, nonch=E9, = per molti di=20 loro, nel Matrimonio.

Quando poi la necessit=E0 o l'utilit=E0 della Chiesa lo esige, = i pastori=20 possono affidare ai fedeli laici, secondo le norme stabilite dal = diritto=20 universale, alcuni compiti che sono connessi con il loro proprio = ministero=20 di pastori ma che non esigono il carattere dell'Ordine. Il Codice = di=20 Diritto Canonico scrive: =ABOve le necessit=E0 della Chiesa lo = suggeriscano,=20 in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o = accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cio=E8 = esercitare il=20 ministero della parola, presiedere alle preghiere liturgiche, = amministrare=20 il Battesimo e distribuire la sacra Comunione, secondo le = disposizioni del=20 diritto=BB(69).L'esercizio per=F2 di questi compiti non = fa del=20 fedele laico un pastore: in realt=E0 non =E8 il compito a = costituire il=20 ministero, bens=EC l'ordinazione sacramentale. Solo il sacramento=20 dell'Ordine attribuisce al ministero ordinato una peculiare = partecipazione=20 all'ufficio di Cristo Capo e Pastore e al suo sacerdozio = eterno(70). Il=20 compito esercitato in veste di supplente deriva la sua = legittimazione=20 immediatamente e formalmente dalla deputazione ufficiale data dai = pastori,=20 e nella sua concreta attuazione =E8 diretto dall'autorit=E0=20 ecclesiastica(71).

La recente Assemblea del Sinodo ha presentato un ampio e = significativo=20 panorama della situazione ecclesiale circa i ministeri, gli uffici = e le=20 funzioni dei battezzati. I Padri hanno vivamente apprezzato = l'apporto=20 apostolico dei fedeli laici, uomini e donne, in favore=20 dell'evangelizzazione, della santificazione e dell'animazione = cristiana=20 delle realt=E0 temporali, come pure la loro generosa = disponibilit=E0 alla=20 supplenza in situazioni di emergenza e di croniche = necessit=E0(72).

In seguito al rinnovamento liturgico promosso dal Concilio, gli = stessi=20 fedeli laici hanno acquisito pi=F9 viva coscienza dei loro compiti = nell'assemblea liturgica e nella sua preparazione, e si sono resi=20 ampiamente disponibili a svolgerli: la celebrazione liturgica, = infatti, =E8=20 un'azione sacra non soltanto del clero, ma di tutta l'assemblea. = E'=20 naturale, pertanto, che i compiti non propri dei ministri ordinati = siano=20 svolti dai fedeli laici(73). Il passaggio poi da un effettivo=20 coinvolgimento dei fedeli laici nell'azione liturgica a quello=20 nell'annuncio della Parola di Dio e nella cura pastorale =E8 stato = spontaneo(74).

Nella stessa Assemblea sinodale non sono mancati per=F2, = insieme a quelli=20 positivi, giudizi critici circa l'uso troppo indiscriminato del = termine=20 =ABministero=BB, la confusione e talvolta il livellamento tra il = sacerdozio=20 comune e il sacerdozio ministeriale, la scarsa osservanza di certe = leggi e=20 norme ecclesiastiche, l'interpretazione arbitraria del concetto di = =ABsupplenza=BB, la tendenza alla =ABclericalizzazione=BB dei = fedeli laici e il=20 rischio di creare di fatto una struttura ecclesiale di servizio = parallela=20 a quella fondata sul sacramento dell'Ordine.

Proprio per superare questi pericoli i Padri sinodali hanno = insistito=20 sulla necessit=E0 che siano espresse con chiarezza, anche = servendosi di una=20 terminologia pi=F9 precisa(75), l'unit=E0 di missione della = Chiesa,=20 alla quale partecipano tutti i battezzati, ed insieme l'essenziale = diversit=E0 di ministero dei pastori, radicato nel = sacramento=20 dell'Ordine, rispetto agli altri ministeri, uffici e funzioni = ecclesiali,=20 che sono radicati nei sacramenti del Battesimo e della = Confermazione.

E' necessario allora, in primo luogo, che i pastori, nel = riconoscere e=20 nel conferire ai fedeli laici i vari ministeri, uffici e funzioni, = abbiano=20 la massima cura di instruirli sulla radice battesimale di questi = compiti.=20 E' necessario poi che i pastori siano vigilanti perch=E9 si eviti = un facile=20 ed abusivo ricorso a presunte =ABsituazioni di emergenza=BB o di = =ABnecessaria=20 supplenza=BB, l=E0 dove obiettivamente non esistono o l=E0 dove = =E8 possibile=20 ovviarvi con una programmazione pastorale pi=F9 razionale.

I vari ministeri, uffici e funzioni che i fedeli laici possono=20 legittimamente svolgere nella liturgia, nella trasmissione della = fede e=20 nelle strutture pastorali della Chiesa, dovranno essere esercitati = in=20 conformit=E0 alla loro specifica vocazione laicale, diversa da = quella=20 dei sacri ministri. In tal senso, l'Esortazione Evangelii = nuntiandi,=20 che tanta e benefica parte ha avuto nello stimolare la = diversificata=20 collaborazione dei fedeli laici alla vita e alla missione = evangelizzatrice=20 della Chiesa, ricorda che =ABil campo proprio della loro = attivit=E0=20 evangelizzatrice =E8 il mondo vasto e complicato della politica, = della=20 realt=E0 sociale, dell'economia; cos=EC pure della cultura, delle = scienze e=20 delle arti, della vita internazionale, degli strumenti della = comunicazione=20 sociale; ed anche di altre realt=E0 particolarmente aperte=20 all'evangelizzazione, quali l'amore, la famiglia, l'educazione dei = bambini=20 e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza. Pi=F9 = ci=20 saranno laici penetrati di spirito evangelico, responsabili di = queste=20 realt=E0 ed esplicitamente impegnati in esse, competenti nel = promuoverle e=20 consapevoli di dover sviluppare tutta la loro capacit=E0 cristiana = spesso=20 tenuta nascosta e soffocata, tanto pi=F9 queste realt=E0, senza = nulla perdere=20 n=E9 sacrificare del loro coefficiente umano, ma manifestando una = dimensione=20 trascendente spesso sconosciuta, si troveranno al servizio=20 dell'edificazione del Regno di Dio, e quindi della salvezza in = Ges=F9=20 Cristo=BB(76).

Durante i lavori del Sinodo i Padri hanno dedicato non poca = attenzione=20 al Lettorato e all'Accolitato. Mentre in passato = esistevano=20 nella Chiesa Latina soltanto come tappe spirituali dell'itinerario = verso i=20 ministeri ordinati, con il Motu proprio di Paolo VI Ministeria = quaedam=20 (15Agosto 1972) essi hanno ricevuto una loro autonomia = e=20 stabilit=E0, come pure una loro possibile destinazione agli stessi = fedeli=20 laici, sia pure soltanto uomini. Nello stesso senso si =E8 = espresso il nuovo=20 Codice di Diritto Canonico(77). Ora i Padri sinodali hanno = espresso il=20 desiderio che =ABil Motu proprio "Ministeria quaedam" sia rivisto, = tenendo=20 conto dell'uso delle Chiese locali e soprattutto indicando i = criteri=20 secondo cui debbano essere scelti i destinatari di ciascun=20 ministero=BB(78).

In tal senso =E8 stata costituita un'apposita Commissione non = solo per=20 rispondere a questo desiderio espresso dai Padri sinodali, ma = anche e=20 ancor pi=F9 per studiare in modo approfondito i diversi problemi = teologici,=20 liturgici, giuridici e pastorali sollevati dall'attuale grande = fioritura=20 di ministeri affidati ai fedeli laici.

In attesa che la Commissione concluda il suo studio, perch=E9 = la prassi=20 ecclesiale dei ministeri affidati ai fedeli laici risulti ordinata = e=20 fruttuosa, dovranno essere fedelmente rispettati da tutte le = Chiese=20 particolari i principi teologici sopra ricordati, in particolare = la=20 diversit=E0 essenziale tra il sacerdozio ministeriale e il = sacerdozio comune=20 e, conseguentemente, la diversit=E0 tra i ministeri derivanti dal = sacramento=20 dell'Ordine e i ministeri derivanti dai sacramenti del Battesimo e = della=20 Confermazione.

I carismi

24. Lo Spirito Santo, mentre affida alla Chiesa-Comunione i = diversi=20 ministeri, l'arricchisce di altri particolari doni e impulsi, = chiamati=20 carismi. Possono assumere le forme pi=F9 diverse, = sia come=20 espressione dell'assoluta libert=E0 dello Spirito che li = elargisce, sia come=20 risposta alle esigenze molteplici della storia della Chiesa. La=20 descrizione e la classificazione che di questi doni fanno i testi = del=20 Nuovo Testamento sono un segno della loro grande variet=E0: =ABE a = ciascuno =E8=20 data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilit=E0 = comune: a=20 uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a = un altro=20 invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; = a uno la=20 fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far = guarigioni=20 per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli, a un = altro il=20 dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli = spiriti; a un=20 altro le variet=E0 delle lingue; a un altro infine = l'interpretazione delle=20 lingue=BB (1 Cor 12, 7-10; cf. 1 Cor 12, 4-6. = 28-31;=20 Rom 12, 6-8; 1 Pt 4, 10-11).

Straordinari o semplici e umili, i carismi sono grazie dello = Spirito=20 Santo che hanno, direttamente o indirettamente, = un'utilit=E0=20 ecclesiale, ordinati come sono all'edificazione della Chiesa, = al bene=20 degli uomini e alle necessit=E0 del mondo.

Anche ai nostri tempi non manca la fioritura di diversi carismi = tra i=20 fedeli laici, uomini e donne. Sono dati alla persona singola, ma = possono=20 anche essere condivisi da altri e in tal modo vengono continuati = nel tempo=20 come una preziosa e viva eredit=E0, che genera una particolare = affinit=E0=20 spirituale tra le persone. Proprio in riferimento all'apostolato = dei laici=20 il Concilio Vaticano II scrive: =ABPer l'esercizio di tale = apostolato lo=20 Spirito Santo, che opera la santificazione del Popolo di Dio per = mezzo del=20 ministero e dei sacramenti, elargisce ai fedeli anche dei doni = particolari=20 (cf. 1 Cor 12, 7), "distribuendoli a ciascuno come = vuole"=20 (1 Cor 12, 11), affinch=E9, "mettendo ciascuno a = servizio=20 degli altri la grazia ricevuta", contribuiscano anch'essi, "come = buoni=20 dispensatori delle diverse grazie ricevute da Dio" (1 Pt 4, = 10),=20 alla edificazione di tutto il corpo nella carit=E0 (cf. Ef = 4,=20 16)=BB(79).

Nella logica dell'originaria donazione da cui sono scaturiti, i = doni=20 dello Spirito esigono che quanti li hanno ricevuti li esercitino = per la=20 crescita di tutta la Chiesa, come ci ricorda il Concilio(80).

I carismi vanno accolti con gratitudine: da parte di chi = li=20 riceve, ma anche da parte di tutti nella Chiesa. Sono, infatti, = una=20 singolare ricchezza di grazia per la vitalit=E0 apostolica e per = la santit=E0=20 dell'intero Corpo di Cristo: purch=E9 siano doni che derivino = veramente=20 dallo Spirito e vengano esercitati in piena conformit=E0 agli = impulsi=20 autentici dello Spirito. In tal senso si rende sempre necessario = il=20 discernimento dei carismi. In realt=E0, come hanno detto i = Padri=20 sinodali, =ABl'azione dello Spirito Santo, che soffia dove vuole, = non =E8=20 sempre facile da riconoscere e da accogliere. Sappiamo che Dio = agisce in=20 tutti i fedeli cristiani e siamo coscienti dei benefici che = vengono dai=20 carismi sia per i singoli sia per tutta la comunit=E0 cristiana. = Tuttavia,=20 siamo anche coscienti della potenza del peccato e dei suoi sforzi = per=20 turbare e per confondere la vita dei fedeli e della = comunit=E0=BB(81).

Per questo nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla=20 sottomissione ai Pastori della Chiesa. Con chiare parole il = Concilio scrive: =ABIl giudizio sulla loro (dei carismi) = genuinit=E0 e sul=20 loro esercizio ordinato appartiene a quelli che presiedono nella = Chiesa,=20 ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di=20 esaminare tutto e ritenere ci=F2 che =E8 buono (cf. 1 = Tess 5, 12=20 e 19-21)=BB(82), affinch=E9 tutti i carismi cooperino, nella loro = diversit=E0 e=20 complementariet=E0, al bene comune(83).

La pertecipazione dei fedeli laici alla vita della Chiesa =

25. I fedeli laici partecipano alla vita della Chiesa non solo = mettendo=20 in opera i loro compiti e carismi, ma anche in molti altri = modi.

Tale partecipazione trova la sua prima e necessaria espressione = nella=20 vita e missione delle Chiese particolari, delle diocesi, = nelle=20 quali =AB=E8 veramente presente e agisce la Chiesa di Cristo, una, = santa,=20 cattolica e apostolica=BB(84).

Chiese particolari e Chiesa universale

Per un'adeguata partecipazione alla vita ecclesiale =E8 del = tutto urgente=20 che i fedeli laici abbiano una visione chiara e precisa della = Chiesa=20 particolare nel suo originale legame con la Chiesa universale. = La=20 Chiesa particolare non nasce da una specie di frammentazione della = Chiesa=20 universale, n=E9 la Chiesa universale viene costituita dalla = semplice somma=20 delle Chiese particolari; ma un vivo, essenziale e costante = vincolo le=20 unisce tra loro, in quanto la Chiesa universale esiste e si = manifesta=20 nelle Chiese particolari. Per questo il Concilio dice che le = Chiese=20 particolari sono =ABformate a immagine della Chiesa universale, = nelle quali=20 e a partire dalle quali esiste la sola e unica Chiesa = cattolica=BB(85).

Lo stesso Concilio stimola con forza i fedeli laici a vivere=20 operosamente la loro appartenenza alla Chiesa particolare, = assumendo nello=20 stesso tempo un respiro sempre pi=F9 =ABcattolico=BB: =ABColtivino = costantemente _=20 leggiamo nel Decreto sull'apostolato dei laici _ il senso della = diocesi,=20 di cui la parrocchia =E8 come una cellula, sempre pronti, = all'invito del=20 loro Pastore, ad unire anche le proprie forze alle iniziative = diocesane.=20 Anzi, per venire incontro alle necessit=E0 delle citt=E0 e delle = zone rurali,=20 non limitino la loro propria cooperazione entro i confini della = parrocchia=20 o della diocesi, ma procurino di allargarla all'ambito = interparrocchiale,=20 interdiocesano, nazionale o internazionale, tanto pi=F9 che il = crescente=20 spostamento delle popolazioni, lo sviluppo delle mutue relazioni e = la=20 facilit=E0 delle comunicazioni non consentono pi=F9 ad alcuna = parte della=20 societ=E0 di rimanere chiusa in se stessa. Cos=EC abbiano a cuore = le necessit=E0=20 del Popolo di Dio sparso su tutta la terra=BB(86).

Il recente Sinodo ha chiesto, in tal senso, che si favorisca la = creazione dei Cansigli Pastorali diocesani, ai quali = ricorrere=20 secondo le opportunit=E0. Si tratta, in realt=E0, della principale = forma di=20 collaborazione e di dialogo, come pure di discernimento, a livello = diocesano. La partecipazione dei fedeli laici a questi Consigli = potr=E0=20 ampliare il ricorso alla consultazione e il principio della = collaborazione=20 _ che in certi casi =E8 anche di decisione _ verr=E0 applicato in = un modo pi=F9=20 esteso e forte(87).

La partecipazione dei fedeli laici nei Sinodi diocesani = e nei=20 Concili particolari, provinciali o plenari, =E8 prevista = dal Codice=20 di Diritto Canonico(88); essa potr=E0 contribuire alla comunione e = alla=20 missione ecclesiale della Chiesa particolare, sia nel suo proprio = ambito=20 sia in relazione con le altre Chiese particolari della provincia=20 ecclesiastica o della Conferenza Episcopale.

Le Conferenze Episcopali sono chiamate a valutare il modo pi=F9 = opportuno=20 di sviluppare, a livello nazionale o regionale, la consultazione e = la=20 collaborazione dei fedeli laici, uomini e donne: si potranno = cos=EC=20 soppesare bene i problemi comuni e meglio si manifester=E0 la = comunione=20 ecclesiale di tutti(89).

La parrocchia

26. La comunione ecclesiale, pur avendo sempre una dimensione=20 universale, trova la sua espressione pi=F9 immediata e visibile = nella=20 parrocchia: essa =E8 l'ultima localizzazione della = Chiesa, =E8 in=20 un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alle = case dei=20 suoi figli e delle sue figlie(90).

E' necessario che tutti riscopriamo, nella fede, il vero volto = della=20 parrocchia, ossia il =ABmistero=BB stesso della Chiesa presente e = operante in=20 essa: anche se a volte povera di persone e di mezzi, anche se = altre volte=20 dispersa su territori quanto mai vasti o quasi introvabile = all'interno di=20 popolosi e caotici quartieri moderni, la parrocchia non =E8 = principalmente=20 una struttura, un territorio, un edificio; =E8 piuttosto =ABla = famiglia di=20 Dio, come una fraternit=E0 animata dallo spirito d'unit=E0=BB(91), = =E8 =ABuna casa=20 di famiglia, fraterna ed accogliente=BB(92), =E8 la =ABcomunit=E0 = di fedeli=BB(93).=20 In definitiva, la parrocchia =E8 fondata su di una realt=E0 = teologica, perch=E9=20 essa =E8 unacomunit=E0 eucaristica(94). Ci=F2 = significa che essa =E8=20 una comunit=E0 idonea a celebrare l'Eucaristia, nella quale stanno = la radice=20 viva del suo edificarsi e il vincolo sacramentale del suo essere = in piena=20 comunione con tutta la Chiesa. Tale idoneit=E0 si radica nel fatto = che la=20 parrocchia =E8 una comunit=E0 di fede e una = comunit=E0=20 organica, ossia costituita dai ministri ordinati e dagli altri = cristiani, nella quale il parroco _ che rappresenta il Vescovo=20 diocesano(95) _ =E8 il vincolo gerarchico con tutta la Chiesa=20 particolare.

E' certamente immane il compito della Chiesa ai nostri giorni e = ad=20 assolverlo non pu=F2 certo bastare la parrocchia da sola. Per = questo il=20 Codice di Diritto Canonico prevede forme di collaborazione tra = parrocchie=20 nell'ambito del territorio(96) e raccomanda al Vescovo la cura di = tutte le=20 categorie di fedeli, anche di quelle che non sono raggiunte dalla = cura=20 pastorale ordinaria(97). Infatti, molti luoghi e forme di presenza = e di=20 azione sono necessari per recare la parola e la grazia del Vangelo = nelle=20 svariate condizioni di vita degli uomini d'oggi, e molte altre = funzioni di=20 irradiazione religiosa e d'apostolato d'ambiente, nel campo = culturale,=20 sociale, educativo, professionale, ecc., non possono avere come = centro o=20 punto di partenza la parrocchia. Eppure anche oggi la parrocchia = vive una=20 nuova e promettente stagione. Come diceva Paolo VI, all'inizio del = suo=20 pontificato, rivolgendosi al Clero romano: =ABCrediamo = semplicemente che=20 questa antica e venerata struttura della parrocchia ha una = missione=20 indispensabile e di grande attualit=E0; ad essa spetta creare la = prima=20 comunit=E0 del popolo cristiano; ad essa iniziare e raccogliere il = popolo=20 nella normale espressione della vita liturgica; ad essa conservare = e=20 ravvivare la fede nella gente d'oggi; ad essa fornirle la scuola = della=20 dottrina salvatrice di Cristo; ad essa praticare nel sentimento e=20 nell'opera l'umile carit=E0 delle opere buone e = fraterne=BB(98).

I Padri sinodali, dal canto loro, hanno attentamente = considerato=20 l'attuale situazione di molte parrocchie, sollecitando un loro = pi=F9=20 deciso rinnovamento : =ABMolte parrocchie, sia in regioni = urbanizzate=20 sia in territorio missionario, non possono funzionare con pienezza = effettiva per la mancanza di mezzi materiali o di uomini ordinati, = o anche=20 per l'eccessiva estensione geografica e per la speciale condizione = di=20 alcuni cristiani (come, per esempio, gli esuli e gli emigranti). = Perch=E9=20 tutte queste parrocchie siano veramente comunit=E0 cristiane, le = autorit=E0=20 locali devono favorire: a) l'adattamento delle strutture=20 parrocchiali con la flessibilit=E0 ampia concessa dal Diritto = Canonico,=20 soprattutto promuovendo la partecipazione dei laici alle = responsabilit=E0=20 pastorali; b) le piccole comunit=E0 ecclesiali di base, = dette anche=20 comunit=E0 vive, dove i fedeli possano comunicarsi a vicenda la = Parola di=20 Dio ed esprimersi nel servizio e nell'amore; queste comunit=E0 = sono vere=20 espressioni della comunione ecclesiale e centri di = evangelizzazione, in=20 comunione con i loro Pastori=BB(99). Per il rinnovamento delle = parrocchie e=20 per meglio assicurare la loro efficacia operativa si devono = favorire forme=20 anche istituzionali di cooperazione tra le diverse parrocchie di = un=20 medesimo territorio.

L'impegno apostolico nella parrocchia

27. E' necessario ora considerare pi=F9 da vicino la comunione = e la=20 partecipazione dei fedeli laici alla vita della parrocchia. In tal = senso =E8=20 da richiamarsi l'attenzione di tutti i fedeli laici, uomini e = donne, su di=20 una parola tanto vera, significativa e stimolante del Concilio:=20 =ABAll'interno delle comunit=E0 della Chiesa _ leggiamo nel = Decreto=20 sull'apostolato dei laici _ la loro azione =E8 talmente necessaria = che senza=20 di essa lo stesso apostolato dei pastori non pu=F2 per lo pi=F9 = raggiungere la=20 sua piena efficacia=BB(100). E', questa, un'affermazione radicale, = che=20 dev'essere evidentemente intesa nella luce della =ABecclesiologia = di=20 comunione=BB: essendo diversi e complementari, i ministeri e i = carismi sono=20 tutti necessari alla crescita della Chiesa, ciascuno secondo la = propria=20 modalit=E0.

I fedeli laici devono essere sempre pi=F9 convinti del = particolare=20 significato che assume l'impegno apostolico nella loro parrocchia. = E'=20 ancora il Concilio a rilevarlo autorevolmente: =ABLa parrocchia = offre un=20 luminoso esempio di apostolato comunitario, fondendo insieme tutte = le=20 differenze umane che vi si trovano e inserendole = nell'universalit=E0 della=20 Chiesa. Si abituino i laici a lavorare nella parrocchia = intimamente uniti=20 ai loro sacerdoti, ad esporre alla comunit=E0 della Chiesa i = propri problemi=20 e quelli del mondo e le questioni che riguardano la salvezza degli = uomini,=20 perch=E9 siano esaminati e risolti con il concorso di tutti; a = dare, secondo=20 le proprie possibilit=E0, il loro contributo ad ogni iniziativa = apostolica e=20 missionaria della propria famiglia ecclesiastica=BB(101).

L'accenno conciliare all'esame e alla risoluzione dei problemi=20 pastorali =ABcon il concorso di tutti=BB deve trovare il suo = adeguato e=20 strutturato sviluppo nella valorizzazione pi=F9 convinta, ampia e = decisa dei=20 Consigli pastorali parrocchiali, sui quali hanno = giustamente=20 insistito i Padri sinodali(102).

Nelle circostanze attuali i fedeli laici possono e devono fare=20 moltissimo per la crescita di un'autentica comunione ecclesiale = all'interno delle loro parrocchie e per ridestare lo = slancio=20 missionario verso i non credenti e verso gli stessi credenti = che hanno=20 abbandonato o affievolito la pratica della vita cristiana.

Se la parrocchia =E8 la Chiesa posta in mezzo alle case degli = uomini,=20 essa vive e opera profondamente inserita nella societ=E0 umana e = intimamente=20 solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi. Spesso il = contesto=20 sociale, soprattutto in certi paesi e ambienti, =E8 violentemente = scosso da=20 forze di disgregazione e di disumanizzazione: l'uomo =E8 smarrito = e=20 disorientato, ma nel cuore gli rimane sempre pi=F9 il desiderio di = poter=20 sperimentare e coltivare rapporti pi=F9 fraterni e pi=F9 umani La = risposta a=20 tale desiderio pu=F2 venire dalla parrocchia, quando questa, con = la viva=20 partecipazione dei fedeli laici, rimane coerente alla sua = originaria=20 vocazione e missione: essere nel mondo =ABluogo=BB della comunione = dei=20 credenti e insieme =ABsegno=BB e =ABstrumento=BB della vocazione = di tutti alla=20 comunione; in una parola, essere la casa aperta a tutti e al = servizio di=20 tutti o, come amava dire il Papa Giovanni XXIII, la fontana = del=20 villaggio alla quale tutti ricorrono per la loro = sete.

Forme di partecipazione nella vita della Chiesa =

28. I fedeli laici, unitamente ai sacerdoti, ai religiosi e = alle=20 religiose, formano l'unico Popolo di Dio e Corpo di Cristo.

L'essere =ABmembri=BB della Chiesa nulla toglie al fatto che = ciascun=20 cristiano sia un essere =ABunico e irripetibile=BB, bens=EC = garantisce e=20 promuove il senso pi=F9 profondo della sua unicit=E0 e = irripetibilit=E0, in=20 quanto fonte di variet=E0 e di ricchezza per l'intera Chiesa. In = tal senso=20 Dio in Ges=F9 Cristo chiama ciascuno col proprio inconfondibile = nome.=20 L'appello del Signore: =ABAndate anche voi nella mia vigna=BB si = rivolge a=20 ciascuno personalmente e suona: =ABVieni anche tu nella mia = vigna!=BB.

Cos=EC ciascuno nella sua unicit=E0 e irripetibilit=E0, con il = suo essere e=20 con il suo agire, si pone al servizio della crescita della = comunione=20 ecclesiale, come peraltro singolarmente riceve e fa sua la comune=20 ricchezza di tutta la Chiesa. E' questa la =ABComunione dei = Santi=BB, da noi=20 professata nel Credo: il bene di tutti diventa il bene di = ciascuno e il=20 bene di ciascuno diventa il bene di tutti. =ABNella santa = Chiesa _=20 scrive San Gregorio Magno _ ognuno =E8 sostegno degli altri e gli = altri sono=20 suo sostegno=BB(103).

Forme personali di partecipazione

E' del tutto necessario che ciascun fedele laico abbia sempre = viva=20 coscienza di essere un =ABmembro della Chiesa=BB, al quale = =E8 affidato=20 un compito originale insostituibile e indelegabile, da svolgere = per il=20 bene di tutti. In una simile prospettiva assume tutto il suo = significato=20 l'affermazione conciliare circa l'assoluta necessit=E0 = dell'apostolato=20 della singola persona: =ABL'apostolato che i singoli devono = svolgere,=20 sgorgando abbondantemente dalla fonte di una vita veramente = cristiana (cf.=20 Gv 4, 14), =E8 la prima forma e la condizione di ogni = apostolato dei=20 laici, anche di quello associato, ed =E8 insostituibile. A tale = apostolato,=20 sempre e dovunque proficuo, ma in certe circostanze l'unico adatto = e=20 possibile, sono chiamati e obbligati tutti i laici, di qualsiasi=20 condizione, anche se manca loro l'occasione o la possibilit=E0 di=20 collaborare nelle associazioni=BB(104).

Nell'apostolato personale ci sono grandi ricchezze che chiedono = di=20 essere scoperte per un'intensificazione del dinamismo missionario = di=20 ciascun fedele laico. Con tale forma di apostolato, l'irradiazione = del=20 Vangelo pu=F2 farsi quanto mai capillare, giungendo a tanti = luoghi e=20 ambienti quanti sono quelli legati alla vita quotidiana e concreta = dei=20 laici. Si tratta, inoltre, di un'irradiazione costante, = essendo=20 legata alla continua coerenza della vita personale con la fede; = come pure=20 di un'irradiazione particolarmente incisiva, perch=E9, = nella piena=20 condivisione delle condizioni di vita, del lavoro, delle = difficolt=E0 e=20 speranze dei fratelli, i fedeli laici possono giungere al cuore = dei loro=20 vicini o amici o colleghi, aprendolo all'orizzonte totale, al = senso pieno=20 dell'esistenza: la comunione con Dio e tra gli uomini.

Forme aggregative di partecipazione

29. La comunione ecclesiale, gi=E0 presente e operante = nell'azione della=20 singola persona, trova una sua specifica espressione nell'operare=20 associato dei fedeli laici, ossia nell'azione solidale da essi = svolta nel=20 partecipare responsabilmente alla vita e alla missione della = Chiesa.

In questi ultimi tempi il fenomeno dell'aggregarsi dei laici = tra loro =E8=20 venuto ad assumere caratteri di particolare variet=E0 e = vivacit=E0. Se sempre=20 nella storia della Chiesa l'aggregarsi dei fedeli ha rappresentato = in=20 qualche modo una linea costante, come testimoniano sino ad oggi le = varie=20 confraternite, i terzi ordini e i diversi sodalizi, esso ha per=F2 = ricevuto=20 uno speciale impulso nei tempi moderni, che hanno visto il nascere = e il=20 diffondersi di molteplici forme aggregative: associazioni, gruppi, = comunit=E0, movimenti. Possiamo parlare di una nuova stagione = aggregativa=20 dei fedeli laici. Infatti, =ABaccanto all'associazionismo = tradizionale,=20 e talvolta alle sue stesse radici, sono germogliati movimenti e = sodalizi=20 nuovi, con fisionomia e finalit=E0 specifiche: tanta =E8 la = ricchezza e la=20 versatilit=E0 delle risorse che lo Spirito alimenta nel tessuto = ecclesiale,=20 e tanta =E8 pure la capacit=E0 d'iniziativa e la generosit=E0 del = nostro=20 laicato=BB(105).

Queste aggregazioni di laici si presentano spesso assai = diverse=20 le une dalle altre in vari aspetti, come la configurazione = esteriore,=20 i cammini e metodi educativi, e i campi operativi. Trovano per=F2 = le linee=20 di un'ampia e profonda convergenza nella finalit=E0 che le = anima:=20 quella di partecipare responsabilmente alla missione della Chiesa = di=20 portare il Vangelo di Cristo come fonte di speranza per l'uomo e = di=20 rinnovamento per la societ=E0.

L'aggregarsi dei fedeli laici per motivi spirituali e = apostolici=20 scaturisce da pi=F9 fonti e corrisponde ad esigenze diverse: = esprime,=20 infatti, la natura sociale della persona e obbedisce all'istanza = di una=20 pi=F9 vasta ed incisiva efficacia operativa. In realt=E0, = l'incidenza=20 =ABculturale=BB, sorgente e stimolo ma anche frutto e segno di = ogni altra=20 trasformazione dell'ambiente e della societ=E0, pu=F2 realizzarsi = solo con=20 l'opera non tanto dei singoli quanto di un =ABsoggetto sociale=BB, = ossia di un=20 gruppo, di una comunit=E0, di un'associazione, di un movimento. = Ci=F2 =E8=20 particolarmente vero nel contesto della societ=E0 pluralistica e = frantumata=20 _ com'=E8 quella attuale in tante parti del mondo _ e di fronte a = problemi=20 divenuti enormemente complessi e difficili. D'altra parte, = soprattutto in=20 un mondo secolarizzato, le varie forme aggregative possono = rappresentare=20 per tanti un aiuto prezioso per una vita cristiana coerente alle = esigenze=20 del Vangelo e per un impegno missionario e apostolico.

Al di l=E0 di questi motivi, la ragione profonda che giustifica = ed esige=20 l'aggregarsi dei fedeli laici =E8 di ordine teologico: =E8 una = ragione=20 ecclesiologica, come apertamente riconosce il Concilio = Vaticano II che=20 indica nell'apostolato associato un =ABsegno della comunione e = dell'unit=E0=20 della Chiesa in Cristo=BB(106).

E' un =ABsegno=BB che deve manifestarsi nei rapporti di = =ABcomunione=BB sia=20 all'interno che all'esterno delle varie forme aggregative nel = pi=F9 ampio=20 contesto della comunit=E0 cristiana. Proprio la ragione = ecclesiologica=20 indicata spiega, da un lato il =ABdiritto=BB di aggregazione = proprio dei=20 fedeli laici, dall'altro lato la necessit=E0 di =ABcriteri=BB di = discernimento=20 circa l'autenticit=E0 ecclesiale delle loro forme aggregative.

E' anzitutto da riconoscersi la libert=E0 associativa dei = fedeli laici=20 nella Chiesa. Tale libert=E0 =E8 un vero e proprio diritto che = non deriva=20 da una specie di =ABconcessione=BB dell'autorit=E0, ma che = scaturisce dal=20 Battesimo, quale sacramento che chiama i fedeli laici a = partecipare=20 attivamente alla comunione e alla missione della Chiesa. Al = riguardo =E8 del=20 tutto chiaro il Concilio: =ABSalva la dovuta relazione con = l'autorit=E0=20 ecclesiastica, i laici hanno il diritto di creare e guidare = associazioni e=20 dare nome a quelle fondate=BB(107). E il recente Codice = testualmente=20 afferma: =ABI fedeli hanno il diritto di fondare e di dirigere = liberamente=20 associazioni che si propongano un fine di carit=E0 o di piet=E0, = oppure=20 associazioni che si propongano l'incremento della vocazione = cristiana nel=20 mondo; hanno anche il diritto di tenere riunioni per il = raggiungimento=20 comune di tali finalit=E0=BB(108).

Si tratta di una libert=E0 riconosciuta e garantita = dall'autorit=E0=20 ecclesiastica e che dev'essere esercitata sempre e solo nella = comunione=20 della Chiesa: in tal senso il diritto dei fedeli laici ad = aggregarsi =E8=20 essenzialmente relativo alla vita di comunione e alla missione = della=20 Chiesa stessa.

Criteri di ecclesialit=E0 per le aggregazioni = laicali

30. E' sempre nella prospettiva della comunione e della = missione della=20 Chiesa, e dunque non in contrasto con la libert=E0 associativa, = che si=20 comprende la necessit=E0 di criteri chiari e precisi di = discernimento e=20 di riconoscimento delle aggregazioni laicali, detti anche = =ABcriteri di=20 ecclesialit=E0=BB.

Come criteri fondamentali per il discernimento di ogni e = qualsiasi=20 aggregazione dei fedeli laici nella Chiesa si possono considerare, = in modo=20 unitario, i seguenti:

-Il primato dato alla vocazione di ogni cristiano alla = santit=E0,=20 manifestata =ABnei frutti della grazia che lo Spirito produce = nei=20 fedeli=BB(109) come crescita verso la pienezza della vita = cristiana e la=20 perfezione della carit=E0(110). In tal senso ogni e qualsiasi = aggregazione=20 di fedeli laici =E8 chiamata ad essere sempre pi=F9 strumento di = santit=E0 nella=20 Chiesa, favorendo e incoraggiando =ABuna pi=F9 intima unit=E0 tra = la vita=20 pratica dei membri e la loro fede=BB(111).

-La responsabilit=E0 di confessare la fede cattolica, = accogliendo=20 e proclamando la verit=E0 su Cristo, sulla Chiesa e sull'uomo in = obbedienza=20 al Magistero della Chiesa, che autenticamente la interpreta. Per = questo=20 ogni aggregazione di fedeli laici dev'essere luogo di annuncio e = di=20 proposta della fede e di educazione ad essa nel suo integrale=20 contenuto.

-La testimonianza di una comunione salda e convinta, in=20 relazione filiale con il Papa, perpetuo e visibile centro = dell'unit=E0 della=20 Chiesa universale(112), e con il Vescovo =ABprincipio visibile e = fondamento=20 dell'unit=E0=BB(113) della Chiesa particolare, e nella =ABstima = vicendevole fra=20 tutte le forme di apostolato nella Chiesa=BB(114).

La comunione con il Papa e con il Vescovo =E8 chiamata ad = esprimersi=20 nella leale disponibilit=E0 ad accogliere i loro insegnamenti = dottrinali e=20 orientamenti pastorali. La comunione ecclesiale esige, inoltre, il = riconoscimento della legittima pluralit=E0 delle forme aggregative = dei=20 fedeli laici nella Chiesa e, nello stesso tempo, la = disponibilit=E0 alla=20 loro reciproca collaborazione.

- La conformit=E0 e la partecipazione al fine apostolico = della Chiesa,=20 ossia =ABl'evangelizzazione e la santificazione degli uomini e = la=20 formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano a = permeare=20 di spirito evangelico le varie comunit=E0 e i vari = ambienti=BB(115).

In questa prospettiva, da tutte le forme aggregative di fedeli = laici, e=20 da ciascuna di esse, =E8 richiesto uno slancio missionario che le = renda=20 sempre pi=F9 soggetti di una nuova evangelizzazione.

- L'impegno di una presenza nella societ=E0 umana che, = alla luce=20 della dottrina sociale della Chiesa, si ponga a servizio della = dignit=E0=20 integrale dell'uomo.

In tal senso le aggregazioni dei fedeli laici devono diventare = correnti=20 vive di partecipazione e di solidariet=E0 per costruire condizioni = pi=F9=20 giuste e fraterne all'interno della societ=E0.

I criteri fondamentali ora esposti trovano la loro verifica nei = frutti concreti che accompagnano la vita e le opere delle = diverse=20 forme associative quali: il gusto rinnovato per la preghiera, la=20 contemplazione, la vita liturgica e sacramentale; l'animazione per = il=20 fiorire di vocazioni al matrimonio cristiano, al sacerdozio = ministeriale,=20 alla vita consacrata; la disponibilit=E0 a partecipare ai = programmi e alle=20 attivit=E0 della Chiesa a livello sia locale sia nazionale o = internazionale;=20 l'impegno catechetico e la capacit=E0 pedagogica nel formare i = cristiani;=20 l'impulso a una presenza cristiana nei diversi ambienti della vita = sociale=20 e la creazione e animazione di opere caritative, culturali e = spirituali;=20 lo spirito di distacco e di povert=E0 evangelica per una pi=F9 = generosa carit=E0=20 verso tutti; la conversione alla vita cristiana o il ritorno alla=20 comunione di battezzati =ABlontani=BB.

Il servizio dei Pastori per la comunione

31. I Pastori nella Chiesa, sia pure di fronte a possibili e=20 comprensibili difficolt=E0 di alcune forme aggregative e = all'imporsi di=20 nuove forme, non possono rinunciare al servizio della loro = autorit=E0, non=20 solo per il bene della Chiesa, ma anche per il bene delle stesse=20 aggregazioni laicali. In tal senso devono accompagnare l'opera di=20 discernimento con la guida e soprattutto con l'incoraggiamento per = una=20 crescita delle aggregazioni dei fedeli laici nella comunione e = nella=20 missione della Chiesa.

E' oltremodo opportuno che alcune nuove associazioni e alcuni = nuovi=20 movimenti, per la loro diffusione spesso nazionale o anche = internazionale,=20 abbiano a ricevere un riconoscimento ufficiale, = un'approvazione=20 esplicita della competente autorit=E0 ecclesiastica. In questo = senso gi=E0 il=20 Concilio affermava: =ABL'apostolato dei laici ammette certo vari = tipi di=20 rapporti con la Gerarchia secondo le diverse forme e oggetti=20 dell'apostolato stesso (...). Alcune forme di apostolato dei laici = vengono=20 in vari modi esplicitamente riconosciute dalla Gerarchia. = L'autorit=E0=20 ecclesiastica, per le esigenze del bene comune della Chiesa, fra = le=20 associazioni e iniziative apostoliche aventi un fine = immediatamente=20 spirituale, pu=F2 inoltre sceglierne in modo particolare e = promuoverne=20 alcune per le quali assume una speciale = responsabilit=E0=BB(116).

Tra le diverse forme apostoliche dei laici che hanno un = particolare=20 rapporto con la Gerarchia i Padri sinodali hanno esplicitamente = ricordato=20 vari movimenti e associazioni di Azione Cattolica, in cui = =ABi laici=20 si associano liberamente in forma organica e stabile, sotto la = spinta=20 dello Spirito Santo, nella comunione con il Vescovo e con i = sacerdoti, per=20 poter servire, nel modo proprio della loro vocazione, con un = particolare=20 metodo, all'incremento di tutta la comunit=E0 cristiana, ai = progetti=20 pastorali e all'animazione evangelica di tutti gli ambiti della = vita, con=20 fedelt=E0 e operosit=E0=BB(117).

Il Pontificio Consiglio per i Laici =E8 incaricato di preparare = un elenco=20 delle associazioni che ricevono l'approvazione ufficiale della = Santa Sede=20 e di definire, insieme al Segretariato per l'Unione dei Cristiani, = le=20 condizioni in base alle quali pu=F2 essere approvata = un'associazione=20 ecumenica in cui la maggioranza sia cattolica e una minoranza non=20 cattolica, stabilendo anche in quali casi non si pu=F2 dare un = giudizio=20 positivo(118).

Tutti, Pastori e fedeli, siamo obbligati a favorire e ad = alimentare di=20 continuo vincoli e rapporti fraterni di stima, di cordialit=E0, di = collaborazione tra le varie forme aggregative di laici. Solo = cos=EC la=20 ricchezza dei doni e dei carismi che il Signore ci offre pu=F2 = portare il=20 suo fecondo e ordinato contributo all'edificazione della casa = comune: =ABPer=20 la solidale edificazione della casa comune =E8 necessario, = inoltre, che sia=20 deposto ogni spirito di antagonismo e di contesa, e che si gareggi = piuttosto nello stimarsi a vicenda (cf. Rom 12, 10), nel = prevenirsi=20 reciprocamente nell'affetto e nella volont=E0 di collaborazione, = con la=20 pazienza, la lungimiranza, la disponibilit=E0 al sacrificio che = ci=F2 potr=E0=20 talvolta comportare=BB(119).

Ritorniamo ancora una volta alle parole di Ges=F9: =ABIo sono = la vite, voi=20 i tralci=BB (Gv 15, 5), per rendere grazie a Dio del grande = dono=20 della comunione ecclesiale, riflesso nel tempo dell'eterna e=20 ineffabile comunione d'amore di Dio Uno e Trino. La coscienza del = dono si=20 deve accompagnare ad un forte senso di responsabilit=E0: = =E8, infatti,=20 un dono che, come il talento evangelico, esige d'essere trafficato = in una=20 vita di crescente comunione.

Essere responsabili del dono della comunione significa, = anzitutto,=20 essere impegnati a vincere ogni tentazione di divisione e di=20 contrapposizione, che insidia la vita e l'impegno apostolico dei=20 cristiani. Il grido di dolore e di sconcerto dell'apostolo Paolo: = =ABMi=20 riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", = "Io=20 invece sono di Apollo", "E io di Cefa", "E io di Cristo!". Cristo = =E8 stato=20 forse diviso?=BB (1 Cor 1, 12-13 ) continua a suonare come = rimprovero=20 per le =ABlacerazioni del Corpo di Cristo=BB. Risuonino, invece, = come appello=20 persuasivo queste altre parole dell'apostolo: =ABVi esorto, = fratelli, per il=20 nome del Signore nostro Ges=F9 Cristo, ad essere unanimi nel = parlare, perch=E9=20 non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di = pensiero e=20 d'intenti=BB (1 Cor 1, 10).

Cos=EC la vita di comunione ecclesiale diventa un segno = per il=20 mondo e una forza attrattiva che conduce a credere in = Cristo: =ABCome=20 tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa = sola,=20 perch=E9 il mondo creda che tu mi hai mandato=BB (Gv 17, = 21). In tal=20 modo la comunione si apre alla missione, si fa essa stessa=20 missione.

CAPITOLO III

VI HO COSTITUITI PERCH=C9 ANDIATE E PORTIATE FRUTTO
La=20 corresponsabilit=E0 dei fedeli laici nella = Chiesa-Missione

Comunione missionaria

32. Riprendiamo l'immagine biblica della vite e dei tralci. = Essa ci=20 apre, in modo immediato e naturale, alla considerazione della = fecondit=E0 e=20 della vita. Radicati e vivificati dalla vite, i tralci sono = chiamati a=20 portare frutto: =ABIo sono la vite, voi i tralci. Chi = rimane in me=20 e io in lui fa molto frutto=BB (Gv 15, 5). Portare frutto =E8 = un'esigenza=20 essenziale della vita cristiana ed ecclesiale. Chi non porta = frutto non=20 rimane nella comunione: =ABOgni tralcio che in me non porta = frutto, (il=20 Padre mio) lo toglie=BB (Gv 15, 2).

La comunione con Ges=F9, dalla quale deriva la comunione dei = cristiani=20 tra loro, =E8 condizione assolutamente indispensabile per portare = frutto:=20 =ABSenza di me non potete far nulla=BB (Gv 15, 5). E la = comunione con=20 gli altri =E8 il frutto pi=F9 bello che i tralci possono dare: = essa, infatti,=20 =E8 dono di Cristo e del suo Spirito.

Ora la comunione genera comunione, e si configura = essenzialmente=20 come comunione missionaria. Ges=F9, infatti, dice ai suoi = discepoli:=20 =ABNon voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho = costituiti perch=E9=20 andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga=BB = (Gv 15,=20 16).

La comunione e la missione sono profondamente congiunte tra = loro, si=20 compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la = comunione=20 rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la = comunione =E8=20 missionaria e la missione =E8 per la comunione. E' sempre = l'unico e=20 identico Spirito colui che convoca e unisce la Chiesa e colui che = la manda=20 a predicare il Vangelo =ABfino agli estremi confini della terra=BB = (At=20 1, 8). Da parte sua, la Chiesa sa che la comunione, ricevuta in = dono, ha=20 una destinazione universale. Cos=EC la Chiesa si sente debitrice = all'umanit=E0=20 intera e a ciascun uomo del dono ricevuto dallo Spirito che = effonde nei=20 cuori dei credenti la carit=E0 di Ges=F9 Cristo, prodigiosa forza = di coesione=20 interna ed insieme di espansione esterna. La missione della Chiesa = deriva=20 dalla sua stessa natura, cos=EC come Cristo l'ha voluta: quella di = =ABsegno e=20 strumento (...) di unit=E0 di tutto il genere umano=BB(120). Tale = missione ha=20 lo scopo di far conoscere e di far vivere a tutti la =ABnuova=BB = comunione che=20 nel Figlio di Dio fatto uomo =E8 entrata nella storia del mondo. = In tal=20 senso la testimonianza dell'evangelista Giovanni definisce oramai = in modo=20 irrevocabile il termine beatificante al quale punta l'intera = missione=20 della Chiesa: =ABQuello che abbiamo veduto e udito, noi lo = annunciamo anche=20 a voi, perch=E9 anche voi siate in comunione con noi. La nostra = comunione =E8=20 col Padre e col Figlio suo Ges=F9 Cristo=BB (1 Gv 1, = 3).

Ora nel contesto della missione della Chiesa il Signore = affida ai=20 fedeli laici, in comunione con tutti gli altri membri del Popolo = di Dio,=20 una grande parte di responsabilit=E0. Ne erano pienamente = consapevoli i=20 Padri del Concilio Vaticano II: =ABI sacri Pastori, infatti, sanno = benissimo=20 quanto contribuiscano i laici al bene di tutta la Chiesa. Sanno di = non=20 essere stati istituiti da Cristo per assumersi da soli tutta la = missione=20 della salvezza che la Chiesa ha ricevuto nei confronti del mondo, = ma che=20 il loro magnifico incarico =E8 di pascere i fedeli e di = riconoscere i loro=20 servizi e i loro carismi, in modo che tutti concordemente = cooperino, nella=20 loro misura, all'opera comune=BB(121). La loro consapevolezza =E8 = ritornata=20 poi, con rinnovata chiarezza e con vigore accresciuto, in tutti i = lavori=20 del Sinodo.

Annunciare il Vangelo

33. I fedeli laici, proprio perch=E9 membri della Chiesa, hanno = la=20 vocazione e la missione di essere annunciatori del Vangelo: per=20 quest'opera sono abilitati e impegnati dai sacramenti = dell'iniziazione=20 cristiana e dai doni dello Spirito Santo.

Leggiamo in un testo limpido e denso del Concilio Vaticano II: = =ABIn=20 quanto partecipi dell'ufficio di Cristo sacerdote, profeta e re, i = laici=20 hanno la loro parte attiva nella vita e nell'azione della Chiesa = (...).=20 Nutriti dell'attiva partecipazione alla vita liturgica della = propria=20 comunit=E0, partecipano con sollecitudine alle opere apostoliche = della=20 medesima; conducono alla Chiesa gli uomini che forse ne vivono = lontani;=20 cooperano con dedizione nel comunicare la parola di Dio, = specialmente=20 mediante l'insegnamento del catechismo; mettendo a disposizione la = loro=20 competenza rendono pi=F9 efficace la cura delle anime ed anche=20 l'amministrazione dei beni della Chiesa=BB(122).

Ora =E8 nell' evangelizzazione che si concentra e si = dispiega=20 l'intera missione della Chiesa, il cui cammino storico si snoda = sotto la=20 grazia e il comando di Ges=F9 Cristo: =ABAndate in tutto il mondo = e predicate=20 il Vangelo ad ogni creatura=BB (Mc 16, 15); =ABEcco, io = sono con voi=20 tutti i giorni, fino alla fine del mondo=BB (Mt 28, 20). = =ABEvangelizzare _=20 scrive Paolo VI _ =E8 la grazia e la vocazione propria della = Chiesa, la sua=20 identit=E0 pi=F9 profonda=BB(123).

Dall'evangelizzazione la Chiesa viene costruita e plasmata come = comunit=E0 di fede: pi=F9 precisamente, come comunit=E0 di = una fede=20 confessata nell'adesione alla Parola di Dio, celebrata = nei=20 sacramenti, vissuta nella carit=E0, quale anima = dell'esistenza morale=20 cristiana. Infatti, la =ABbuona novella=BB tende a suscitare nel = cuore e nella=20 vita dell'uomo la conversione e l'adesione personale a Ges=F9 = Cristo=20 Salvatore e Signore; dispone al Battesimo e all'Eucaristia e si = consolida=20 nel proposito e nella realizzazione della vita nuova secondo lo=20 Spirito.

Certamente l'imperativo di Ges=F9: =ABAndate e predicate il = Vangelo=BB=20 mantiene sempre vivo il suo valore ed =E8 carico di un'urgenza=20 intramontabile. Tuttavia la situazione attuale, non solo = del mondo=20 ma anche di tante parti della Chiesa, esige assolutamente che = la parola=20 di Cristo riceva un'obbedienza pi=F9 pronta e generosa. Ogni = discepolo =E8=20 chiamato in prima persona; nessun discepolo pu=F2 sottrarsi nel = dare la sua=20 propria risposta: =ABGuai a me, se non predicassi il Vangelo!=BB = (1 Cor=20 9, 16).

L'ora =E8 venuta per intraprendere una nuova=20 evangelizzazione

34. Interi paesi e nazioni, dove la religione e la vita = cristiana erano=20 un tempo quanto mai fiorenti e capaci di dar origine a comunit=E0 = di fede=20 viva e operosa, sono ora messi a dura prova, e talvolta sono = persino=20 radicalmente trasformati, dal continuo diffondersi = dell'indifferentismo,=20 del secolarismo e dell'ateismo. Si tratta, in particolare, dei = paesi e=20 delle nazioni del cosiddetto Primo Mondo, nel quale il benessere = economico=20 e il consumismo, anche se frammisti a paurose situazioni di = povert=E0 e di=20 miseria, ispirano e sostengono una vita vissuta =ABcome se Dio non = esistesse=BB. Ora l'indifferenza religiosa e la totale = insignificanza=20 pratica di Dio per i problemi anche gravi della vita non sono meno = preoccupanti ed eversivi rispetto all'ateismo dichiarato. E anche = la fede=20 cristiana, se pure sopravvive in alcune sue manifestazioni = tradizionali e=20 ritualistiche, tende ad essere sradicata dai momenti pi=F9 = significativi=20 dell'esistenza, quali sono i momenti del nascere, del soffrire e = del=20 morire. Di qui l'imporsi di interrogativi e di enigmi formidabili = che,=20 rimanendo senza risposta, espongono l'uomo contemporaneo alla = delusione=20 sconsolata o alla tentazione di eliminare la stessa vita umana che = quei=20 problemi pone.

In altre regioni o nazioni, invece, si conservano tuttora molto = vive=20 tradizioni di piet=E0 e di religiosit=E0 popolare cristiana; ma = questo=20 patrimonio morale e spirituale rischia oggi d'essere disperso = sotto=20 l'impatto di molteplici processi, tra i quali emergono la = secolarizzazione=20 e la diffusione delle sette. Solo una nuova evangelizzazione pu=F2 = assicurare la crescita di una fede limpida e profonda, capace di = fare di=20 queste tradizioni una forza di autentica libert=E0.

Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della = societ=E0=20 umana. Ma la condizione =E8 che si rifaccia il tessuto = cristiano delle=20 stesse comunit=E0 ecclesiali che vivono in questi paesi e in = queste=20 nazioni.

Ora i fedeli laici, in forza della loro partecipazione = all'ufficio=20 profetico di Cristo, sono pienamente coinvolti in questo compito = della=20 Chiesa. Ad essi tocca, in particolare, testimoniare come la fede = cristiana=20 costituisca l'unica risposta pienamente valida, pi=F9 o meno = coscientemente=20 da tutti percepita e invocata, dei problemi e delle speranze che = la vita=20 pone ad ogni uomo e ad ogni societ=E0. Ci=F2 sar=E0 possibile se i = fedeli laici=20 sapranno superare in se stessi la frattura tra il Vangelo e la = vita,=20 ricomponendo nella loro quotidiana attivit=E0 in famiglia, sul = lavoro e=20 nella societ=E0, l'unit=E0 d'una vita che nel Vangelo trova = ispirazione e=20 forza per realizzarsi in pienezza.

A tutti gli uomini contemporanei ripeto, ancora una volta, il = grido=20 appassionato con il quale ho iniziato il mio servizio pastorale: = =ABNon=20 abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! = Alla Sua=20 salvatrice potest=E0 aprite i confini degli Stati, i sistemi = economici come=20 quelli politici, i vasti campi di cultura, di civilt=E0, di = sviluppo. Non=20 abbiate paura! Cristo sa "cosa =E8 dentro l'uomo". Solo Lui lo sa! = Oggi cos=EC=20 spesso l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo = animo, del=20 suo cuore. Cos=EC spesso =E8 in certo del senso della sua vita su = questa=20 terra. E' invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. = Permettete,=20 quindi _ vi prego, vi imploro con umilt=E0 e con fiducia _ = permettete a=20 Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, s=EC! di = vita=20 eterna=BB(124).

Spalancare le porte a Cristo, accoglierlo nello spazio della = propria=20 umanit=E0 non =E8 affatto una minaccia per l'uomo, bens=EC =E8 = l'unica strada da=20 percorrere se si vuole riconoscere l'uomo nell'intera sua verit=E0 = ed=20 esaltarlo nei suoi valori.

Sar=E0 la sintesi vitale che i fedeli laici sapranno operare = tra il=20 Vangelo e i doveri quotidiani della vita la pi=F9 splendida e = convincente=20 testimonianza che, non la paura, ma la ricerca e l'adesione a = Cristo sono=20 il fattore determinante perch=E9 l'uomo viva e cresca, e perch=E9 = si=20 costituiscano nuovi modi di vivere pi=F9 conformi alla dignit=E0 = umana.

L'uomo =E8 amato da Dio! E' questo il semplicissimo e = sconvolgente=20 annuncio del quale la Chiesa =E8 debitrice all'uomo. La parola e = la vita di=20 ciascun cristiano possono e devono far risuonare questo annuncio: = Dio ti=20 ama, Cristo =E8 venuto per te, per te Cristo =E8 =ABVia, Verit=E0, = Vita!=BB (Gv=20 14, 6).

Questa nuova evangelizzazione, rivolta non solo alle singole = persone ma=20 anche ad intere fasce di popolazioni nelle loro varie situazioni, = ambienti=20 e culture, =E8 destinata alla formazione dicomunit=E0 = ecclesiali mature,=20 nelle quali cio=E8 la fede sprigioni e realizzi tutto il suo = originario=20 significato di adesione alla persona di Cristo e al suo Vangelo, = di=20 incontro e di comunione sacramentale con Lui, di esistenza vissuta = nella=20 carit=E0 e nel servizio.

I fedeli laici hanno la loro parte da compiere nella formazione = di=20 simili comunit=E0 ecclesiali, non solo con una partecipazione = attiva e=20 responsabile nella vita comunitaria, e pertanto con la loro = insostituibile=20 testimonianza, ma anche con lo slancio e l'azione missionaria = verso quanti=20 ancora non credono o non vivono pi=F9 la fede ricevuta con il = Battesimo.

In rapporto alle nuove generazioni un contributo prezioso, = quanto mai=20 necessario, deve essere offerto dai fedeli laici con una = sistematica=20 opera di catechesi. I Padri sinodali hanno accolto con = gratitudine il=20 lavoro dei catechisti, riconoscendo che essi =ABhanno un compito = di grande=20 peso nell'animazione delle comunit=E0 ecclesiali=BB(125). = Certamente i=20 genitori cristiani sono i primi e insostituibili catechisti dei = loro=20 figli, a ci=F2 abilitati dal sacramento del Matrimonio; nello = stesso tempo=20 per=F2 dobbiamo essere tutti coscienti del =ABdiritto=BB che ogni = battezzato ha=20 di venire istruito, educato, accompagnato nella fede e nella vita=20 cristiana.

Andate in tutto il mondo

35. La Chiesa, mentre avverte e vive l'urgenza attuale di una = nuova=20 evangelizzazione, non pu=F2 sottrarsi alla missione permanente = di portare=20 il Vangelo a quanti _ e sono milioni e milioni di uomini e di = donne _=20 ancora non conoscono Cristo Redentore dell'uomo. E' questo = il=20 compito pi=F9 specificamente missionario che Ges=F9 ha affidato e=20 quotidianamente riaffida alla sua Chiesa.

L'opera dei fedeli laici, che peraltro non =E8 mai mancata in = questo=20 ambito, si rivela oggi sempre pi=F9 necessaria e preziosa. In = realt=E0, il=20 comando del Signore =ABAndate in tutto il mondo=BB continua a = trovare molti=20 laici generosi, pronti a lasciare il loro ambiente di vita, il = loro=20 lavoro, la loro regione o patria per recarsi, almeno per un = determinato=20 tempo, in zone di missione. Anche coppie di sposi cristiani, a = imitazione=20 di Aquila e Priscilla (cf. At 18; Rom 16, 3 s), = vanno=20 offrendo una confortante testimonianza di amore appassionato a = Cristo e=20 alla Chiesa mediante la loro presenza operosa nelle terre di = missione.=20 Autentica presenza missionaria =E8 anche quella di coloro che, = vivendo per=20 vari motivi in paesi o ambienti dove la Chiesa non =E8 ancora = stabilita,=20 testimoniano la loro fede.

Ma il problema missionario si presenta attualmente alla Chiesa = con=20 un'ampiezza e con una gravit=E0 tali che solo un'assunzione = veramente=20 solidale di responsabilit=E0 da parte di tutti i membri della = Chiesa, sia=20 come singoli sia come comunit=E0, pu=F2 far sperare in una = risposta pi=F9=20 efficace.

L'invito che il Concilio Vaticano II ha rivolto alle Chiese = particolari=20 conserva tutto il suo valore, anzi esige oggi un'accoglienza pi=F9 = generalizzata e pi=F9 decisa: =ABLa Chiesa particolare, dovendo = rappresentare=20 nel modo pi=F9 perfetto la Chiesa universale, abbia la piena = coscienza di=20 essere inviata anche a coloro che non credono in = Cristo=BB(126).

La Chiesa deve fare oggi un grande passo in avanti nella = sua=20 evangelizzazione, deve entrare in una nuova tappa storica = del suo=20 dinamismo missionario. In un mondo che con il crollare delle = distanze si=20 fa sempre pi=F9 piccolo, le comunit=E0 ecclesiali devono = collegarsi tra loro,=20 scambiarsi energie e mezzi, impegnarsi insieme nell'unica e comune = missione di annunciare e di vivere il Vangelo. =ABLe Chiese = cosiddette pi=F9=20 giovani _ hanno detto i Padri sinodali _ abbisognano della forza = di quelle=20 antiche, mentre queste hanno bisogno della testimonianza e della = spinta=20 delle pi=F9 giovani, in modo che le singole Chiese attingano dalle = ricchezze=20 delle altre Chiese=BB(127).

In questa nuova tappa, la formazione non solo del clero locale = ma anche=20 di un laicato maturo e responsabile si pone nelle giovani Chiese = come=20 elemento essenziale e irrinunciabile della plantatio=20 Ecclesiae(128). In tal modo le stesse comunit=E0 evangelizzate = si=20 slanciano verso nuove contrade del mondo per rispondere anch'esse = alla=20 missione di annunciare e testimoniare il Vangelo di Cristo.

I fedeli laici, con l'esempio della loro vita e con la propria = azione,=20 possono favorire il miglioramento dei rapporti tra i seguaci delle = diverse religioni, come hanno opportunamente rilevato i = Padri=20 sinodali: =ABOggi la Chiesa vive dappertutto in mezzo a uomini di = religioni=20 diverse (...). Tutti i fedeli, specialmente i laici che vivono in = mezzo ai=20 popoli di altre religioni, sia nelle regioni di origine, sia in = terre di=20 emigrazione, debbono essere per costoro un segno del Signore e = della sua=20 Chiesa, in modo adatto alle circostanze di vita di ciascun luogo. = Il=20 dialogo tra le religioni ha un'importanza preminente perch=E9 = conduce=20 all'amore e al rispetto reciproco, elimina, o almeno diminuisce, i = pregiudizi tra i seguaci delle diverse religioni e promuove = l'unit=E0 e=20 l'amicizia tra i popoli=BB(129).

Per l'evangelizzazione del mondo occorrono, anzitutto, gli=20 evangelizzatori. Per questo tutti, a cominciare dalle = famiglie=20 cristiane, dobbiamo sentire la responsabilit=E0 di favorire il = sorgere e il=20 maturare di vocazioni specificamente missionarie, sia = sacerdotali e=20 religiose sia laicali, ricorrendo ad ogni mezzo opportuno, senza = mai=20 trascurare il mezzo privilegiato della preghiera, secondo la = parola stessa=20 del Signore Ges=F9: =ABLa messe =E8 molta, ma gli operai sono = pochi! Pregate=20 dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!=BB = (Mt 9, 37-38).

Vivere il Vangelo servendo la persona e la societ=E0 =

36. Accogliendo e annunciando il Vangelo nella forza dello = Spirito la=20 Chiesa diviene comunit=E0 evangelizzata ed evangelizzante e = proprio per=20 questo si fa serva degli uomini. In essa i fedeli laici = partecipano=20 alla missione di servire la persona e la societ=E0. Certamente la = Chiesa ha=20 come supremo fine il Regno di Dio, del quale =ABcostituisce in = terra il=20 germe e l'inizio=BB(130), ed =E8 quindi totalmente consacrata alla = glorificazione del Padre. Ma il Regno =E8 fonte di liberazione = piena e di=20 salvezza totale per gli uomini: con questi, allora, la Chiesa = cammina e=20 vive, realmente e intimamente solidale con la loro storia.

Avendo ricevuto l'incarico di manifestare al mondo il mistero = di Dio=20 che splende in Cristo Ges=F9, al tempo stesso la Chiesa svela = l'uomo=20 all'uomo, gli fa noto il senso della sua esistenza, lo apre = alla=20 verit=E0 intera su di s=E9 e sul suo destino(131). In questa = prospettiva la=20 Chiesa =E8 chiamata, in forza della sua stessa missione = evangelizatrice, a=20 servire l'uomo. Tale servizio si radica primariamente nel fatto = prodigioso=20 e sconvolgente che =ABcon l'incarnazione il Figlio di Dio si =E8 = unito in=20 certo modo a ogni uomo=BB(132).

Per questo l'uomo =AB=E8 la prima strada che la Chiesa deve = percorrere nel=20 compimento della sua missione: egli =E8 la prima fondamentale = via della=20 Chiesa, via tracciata da Cristo stesso, via che immutabilmente = passa=20 attraverso il mistero dell'Incarnazione e della = Redenzione=BB(133).

Proprio in questo senso si =E8 espresso, ripetutamente e con = singolare=20 chiarezza e forza, il Concilio Vaticano II nei suoi diversi = documenti.=20 Rileggiamo un testo particolarmente illuminante della Costituzione = Gaudium et spes: =ABLa Chiesa, certo, perseguendo il suo = proprio fine=20 di salvezza, non solo comunica all'uomo la vita divina, ma anche = diffonde=20 la sua luce con ripercussione, in qualche modo, su tutto il mondo, = soprattutto per il fatto che risana ed eleva la dignit=E0 della = persona=20 umana, consolida la compagine dell'umana societ=E0, e immette nel = lavoro=20 quotidiano degli uomini un pi=F9 profondo senso e significato. = Cos=EC la=20 Chiesa, con i singoli suoi membri e con tutta intera la sua = comunit=E0,=20 crede di poter contribuire molto a rendere pi=F9 umana la famiglia = degli=20 uomini e la sua storia=BB(134).

In questo contributo alla famiglia degli uomini, del quale =E8=20 responsabile l'intera Chiesa, un posto particolare compete ai = fedeli=20 laici, in ragione della loro =ABindole secolare=BB, che li = impegna, con=20 modalit=E0 proprie e insostituibili, nell'animazione cristiana = dell'ordine=20 temporale.

Promuovere la dignit=E0 della persona

37. Riscoprire e far riscoprire la dignit=E0 inviolabile di = ogni=20 persona umana costituisce un compito essenziale, anzi, in un = certo=20 senso, il compito centrale e unificante del servizio che la Chiesa = e, in=20 essa, i fedeli laici sono chiamati a rendere alla famiglia degli=20 uomini.

Tra tutte le creature terrene, solo l'uomo =E8 = =ABpersona=BB, soggetto=20 cosciente e libero e, proprio per questo, =ABcentro e = vertice=BB di tutto=20 quanto esiste sulla terra(135).

La dignit=E0 personale =E8 il bene pi=F9 prezioso che = l'uomo possiede,=20 grazie al quale egli trascende in valore tutto il mondo materiale. = La=20 parola di Ges=F9: =ABChe giova all'uomo guadagnare il mondo = intero, se poi=20 perde la propria anima?=BB (Mc 8, 36) implica una = luminosa e=20 stimolante affermazione antropologica: l'uomo vale non per quello = che =ABha=BB=20 _ possedesse pure il mondo intero! _ , quanto per quello che = =AB=E8=BB. Contano=20 non tanto i beni del mondo, quanto il bene della persona, il bene = che =E8 la=20 persona stessa.

La dignit=E0 della persona manifesta tutto il suo fulgore = quando se ne=20 considerano l'origine e la destinazione: creato da Dio a sua = immagine e=20 somiglianza e redento dal sangue preziosissimo di Cristo, l'uomo = =E8=20 chiamato ad essere =ABfiglio nel Figlio=BB e tempio vivo dello = Spirito, ed =E8=20 destinato all'eterna vita di comunione beatificante con Dio. Per = questo=20 ogni violazione della dignit=E0 personale dell'essere umano grida = vendetta=20 al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore = dell'uomo.

In forza della sua dignit=E0 personale l'essere umano =E8 = sempre un=20 valore in s=E9 e per s=E9, e come tale esige d'essere = considerato e=20 trattato, mai invece pu=F2 essere considerato e trattato come un = oggetto=20 utilizzabile, uno strumento, una cosa.

La dignit=E0 personale costituisce il fondamento = dell'eguaglianza di=20 tutti gli uomini tra loro. Di qui l'assoluta inaccettabilit=E0 = di tutte=20 le pi=F9 svariate forme di discriminazione che, purtroppo, = continuano a=20 dividere e a umiliare la famiglia umana, da quelle razziali ed = economiche=20 a quelle sociali e culturali, da quelle politiche a quelle = geografiche,=20 ecc. Ogni discriminazione costituisce un'ingiustizia del tutto=20 intollerabile, non tanto per le tensioni e per i conflitti ch'essa = pu=F2=20 generare nel tessuto sociale, quanto per il disonore inferto alla = dignit=E0=20 della persona: non solo alla dignit=E0 di chi =E8 vittima = dell'ingiustizia, ma=20 ancor pi=F9 di chi quell'ingiustizia compie.

Fondamento dell'uguaglianza di tutti gli uomini tra loro, la = dignit=E0=20 personale =E8 anche il fondamento della partecipazione e della=20 solidariet=E0 degli uomini tra loro: il dialogo e la comunione = si=20 radicano ultimamente su ci=F2 che gli uomini =ABsono=BB, prima e = pi=F9 ancora che=20 su quanto essi =ABhanno=BB.

La dignit=E0 personale =E8 propriet=E0 indistruttibile di = ogni essere=20 umano. E' fondamentale avvertire tutta la forza dirompente di = questa=20 affermazione, che si basa sull'unicit=E0 e = sull'irripetibilit=E0 di=20 ogni persona. Ne deriva che l'individuo =E8 assolutamente = irriducibile a=20 tutto ci=F2 che lo vorrebbe schiacciare e annullare nell'anonimato = della=20 collettivit=E0, dell'istituzione, della struttura, del sistema. La = persona,=20 nella sua individualit=E0, non =E8 un numero, non =E8 un anello = d'una catena, n=E9=20 un ingranaggio di un sistema. L'affermazione pi=F9 radicale ed = esaltante del=20 valore di ogni essere umano =E8 stata fatta dal Figlio di Dio nel = suo=20 incarnarsi nel seno d'una donna. Anche di questo continua a = parlarci il=20 Natale cristiano(136).

Venerare l'inviolabile diritto alla vita

38. Il riconoscimento effettivo della dignit=E0 personale di = ogni essere=20 umano esige il rispetto, la difesa e la promozione dei = diritti=20 della persona umana. Si tratta di diritti naturali, universali = e=20 inviolabili: nessuno, n=E9 il singolo, n=E9 il gruppo, n=E9 = l'autorit=E0, n=E9 lo=20 Stato, li pu=F2 modificare n=E9 tanto meno li pu=F2 eliminare, = perch=E9 tali=20 diritti provengono da Dio stesso.

Ora l'inviolabilit=E0 della persona, riflesso dell'assoluta = inviolabilit=E0=20 di Dio stesso, trova la sua prima e fondamentale espressione=20 nell'inviolabilit=E0 della vita umana. E' del tutto = falso e=20 illusorio il comune discorso, che peraltro giustamente viene = fatto, sui=20 diritti umani _ come ad esempio sul diritto alla salute, alla = casa, al=20 lavoro, alla famiglia e alla cultura _ se non si difende con la = massima=20 risolutezza il diritto alla vita, quale diritto = primo e=20 fontale, condizione per tutti gli altri diritti della persona.

La Chiesa non si =E8 mai data per vinta di fronte a tutte le = violazioni=20 che il diritto alla vita, proprio di ogni essere umano, ha = ricevuto e=20 continua a ricevere sia dai singoli sia dalle stesse autorit=E0. = Titolare di=20 tale diritto =E8 l'essere umano in ogni fase del suo sviluppo, = dal=20 concepimento sino alla morte naturale; e in ogni sua = condizione,=20 sia essa di salute o di malattia, di perfezione o di handicap, = di=20 ricchezza o di miseria. Il Concilio Vaticano II proclama = apertamente:=20 =ABTutto ci=F2 che =E8 contro la vita stessa, come ogni specie di = omicidio, il=20 genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso suicidio volontario; = tutto=20 ci=F2 che viola l'integrit=E0 della persona umana, come le = mutilazioni, le=20 torture inflitte al corpo e alla mente, gli sforzi per violentare = l'intimo=20 dello spirito; tutto ci=F2 che offende la dignit=E0 umana, come le = condizioni=20 infraumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, = la=20 schiavit=F9, la prostituzione, il mercato delle donne e dei = giovani, o=20 ancora le ignominiose condizioni di lavoro con le quali i = lavoratori sono=20 trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone = libere e=20 responsabili; tutte queste cose, e altre simili, sono certamente=20 vergognose e, mentre guastano la civilt=E0 umana, ancor pi=F9 = inquinano coloro=20 che cos=EC si comportano, che non quelli che le subiscono; e = ledono=20 grandemente l'onore del Creatore=BB(137).

Ora se di tutti sono la missione e la responsabilit=E0 di = riconoscere la=20 dignit=E0 personale di ogni essere umano e di difenderne il = diritto alla=20 vita, alcuni fedeli laici vi sono chiamati ad un titolo = particolare: tali=20 sono i genitori, gli educatori, gli operatori della salute, e = quanti=20 detengono il potere economico e politico.

Nell'accoglienza amorosa e generosa di ogni vita umana, = soprattutto se=20 debole o malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della = sua=20 missione, tanto pi=F9 necessaria quanto pi=F9 dominante si =E8 = fatta una=20 =ABcultura di morte=BB. Infatti =ABla Chiesa fermamente crede che = la vita umana,=20 anche se debole e sofferente, =E8 sempre uno splendido dono del = Dio della=20 bont=E0. Contro il pessimismo e l'egoismo, che oscurano il mondo, = la Chiesa=20 sta dalla parte della vita: e in ciascuna vita umana sa scoprire = lo=20 splendore di quel "S=EC", di quell' "Amen", che =E8 Cristo stesso = (cf. 2=20 Cor 1, 19; Ap 3, 14). Al "no" che invade e affligge = il=20 mondo, contrappone questo vivente "S=EC", difendendo in tal modo = l'uomo e il=20 mondo da quanti insidiano e mortificano la vita=BB(138). Tocca ai = fedeli=20 laici, che pi=F9 direttamente o per vocazione o per professione = sono=20 coinvolti nell'accoglienza della vita, rendere concreto ed = efficace il=20 =ABs=EC=BB della Chiesa alla vita umana.

Sulle frontiere della vita umana possibilit=E0 e = responsabilit=E0 nuove si=20 sono oggi spalancate con l'enorme sviluppo delle scienze = biologiche e=20 mediche, unitamente al sorprendente potere tecnologico: = l'uomo,=20 infatti, =E8 in grado oggi non solo di =ABosservare=BB, ma anche = di =ABmanipolare=BB=20 la vita umana nello stesso suo inizio e nei suoi primi stadi di=20 sviluppo.

La coscienza morale dell'umanit=E0 non pu=F2 rimanere = estranea o=20 indifferente di fronte ai passi giganteschi compiuti da una = potenza=20 tecnologica che acquista un dominio sempre pi=F9 vasto e profondo = sui=20 dinamismi che presiedono alla procreazione e alle prime fasi dello = sviluppo della vita umana. Forse non mai come oggi e in questo = campo la=20 sapienza si dimostra l'unica =E0ncora di salvezza, perch=E9 = l'uomo nella=20 ricerca scientifica e in quella applicata possa agire sempre con=20 intelligenza e con amore, ossia rispettando, anzi venerando = l'inviolabile=20 dignit=E0 personale di ogni essere umano, sin dal primo istante = della sua=20 esistenza. Ci=F2 avviene quando con mezzi leciti, la scienza e la = tecnica si=20 impegnano nella difesa della vita e nella cura della malattia sin = dagli=20 inizi, rifiutando invece _ per la dignit=E0 stessa della ricerca _ = interventi che risultano alterativi del patrimonio genetico = dell'individuo=20 e della generazione umana(139).

I fedeli laici, a vario titolo e a diverso livello impegnati = nella=20 scienza e nella tecnica, come pure nell'ambito medico, sociale,=20 legislativo ed economico devono coraggiosamente accettare le = =ABsfide=BB=20 poste dai nuovi problemi della bioetica. Come hanno detto i = Padri=20 sinodali, =ABi cristiani debbono esercitare la loro = responsabilit=E0 come=20 padroni della scienza e della tecnologia, non come servi di essa = (...).=20 Nella prospettiva di quelle =ABsfide=BB morali, che stanno per = essere=20 provocate dalla nuova e immensa potenza tecnologica e che mettono = in=20 pericolo non solo i diritti fondamentali degli uomini, ma la = stessa=20 essenza biologica della specie umana, =E8 della massima importanza = che i=20 laici cristiani _ con l'aiuto di tutta la Chiesa _ si prendano a = carico di=20 richiamare la cultura ai principi di un autentico umanesimo, = affinch=E9 la=20 promozione e la difesa dei diritti dell'uomo possano trovare = fondamento=20 dinamico e sicuro nella stessa sua essenza, quella essenza che la=20 predicazione evangelica ha rivelato agli uomini=BB(140).

Urge oggi, da parte di tutti, la massima vigilanza di fronte al = fenomeno della concentrazione del potere, e in primo luogo di = quello=20 tecnologico. Tale concentrazione, infatti, tende a manipolare non = solo=20 l'essenza biologica ma anche i contenuti della stessa coscienza = degli=20 uomini e i loro modelli di vita, aggravando in tal modo la = discriminazione=20 e l'emarginazione di interi popoli.

Liberi di invocare il Nome del Signore

39. Il rispetto della dignit=E0 personale, che comporta la = difesa e la=20 promozione dei diritti umani, esige il riconoscimento della = dimensione=20 religiosa dell'uomo. Non =E8, questa, un'esigenza semplicemente=20 =ABconfessionale=BB, bens=EC un'esigenza che trova la sua radice = inestirpabile=20 nella realt=E0 stessa dell'uomo. Il rapporto con Dio, infatti, =E8 = elemento=20 costitutivo dello stesso =ABessere=BB ed =ABesistere=BB dell'uomo: = =E8 in Dio che=20 noi =ABviviamo, ci muoviamo ed esistiamo=BB (At 17, 28). Se = non tutti=20 credono a tale verit=E0, quanti ne sono convinti hanno il diritto = di essere=20 rispettati nella loro fede e nelle scelte di vita, individuale e=20 comunitaria, che da essa derivano. E' questo il diritto alla = libert=E0 di=20 coscienza e alla libert=E0 religiosa, il cui riconoscimento = effettivo =E8=20 tra i beni pi=F9 alti e tra i doveri pi=F9 gravi di ogni popolo = che voglia=20 veramente assicurare il bene della persona e della societ=E0: = =ABLa libert=E0=20 religiosa, esigenza insopprimibile della dignit=E0 di ogni uomo, = =E8 una=20 pietra angolare dell'edificio dei diritti umani e, pertanto, =E8 = un fattore=20 insostituibile del bene delle persone e di tutta la societ=E0, = cos=EC come=20 della propria realizzazione di ciascuno. Ne consegue che la = libert=E0 dei=20 singoli e delle comunit=E0 di professare e di praticare la propria = religione=20 =E8 un elemento essenziale della pacifica convivenza degli uomini = (...): Il=20 diritto civile e sociale alla libert=E0 religiosa, in quanto = attinge la=20 sfera pi=F9 intima dello spirito, si rivela punto di riferimento = e, in certo=20 modo, diviene misura degli altri diritti fondamentali=BB(141).

Il Sinodo non ha dimenticato i tanti fratelIi e sorelle che = ancora non=20 godono di tale diritto e che devono affrontare disagi, = emarginazioni,=20 sofferenze, persecuzioni, e talvolta la morte a causa della = confessione=20 della fede. Nella maggioranza sono fratelli e sorelle del laicato=20 cristiano. L'annuncio del Vangelo e la testimonianza cristiana = della vita=20 nella sofferenza e nel martirio costituiscono l'apice = dell'apostolato dei=20 discepoli di Cristo, cos=EC come l'amore al Signore Ges=F9 sino al = dono della=20 propria vita costituisce una sorgente di fecondit=E0 straordinaria = per=20 l'edificazione della Chiesa. La mistica vite testimonia cos=EC la = sua=20 rigogliosit=E0, come rilevava Sant'Agostino: =ABMa quella vite, = com'era stato=20 preannunciato dai Profeti e dallo stesso Signore, che diffondeva = in tutto=20 il mondo i suoi tralci fruttuosi, tanto pi=F9 diveniva rigogliosa = quanto pi=F9=20 era irrigata dal molto sangue dei martiri=BB(142).

La Chiesa tutta =E8 profondamente grata per questo esempio e = per questo=20 dono: da questi suoi figli essa trae motivo per rinnovare il suo = slancio=20 di vita santa e apostolica. In tal senso i Padri sinodali hanno = ritenuto=20 loro speciale dovere =ABringraziare quei laici i quali vivono come = instancabili testimoni della fede, in fedele unione con la Sede=20 Apostolica, nonostante le restrizioni della libert=E0 e la = privazione dei=20 ministri sacri. Essi si giocano tutto, perfino la vita. I laici in = questo=20 modo danno testimonianza di una propriet=E0 essenziale della = Chiesa: la=20 Chiesa di Dio nasce dalla grazia di Dio e ci=F2 si manifesta nel = modo pi=F9=20 sublime nel martirio=BB(143).

Quanto abbiamo sinora detto sul rispetto della dignit=E0 = personale e sul=20 riconoscimento dei diritti umani riguarda senza dubbio la = responsabilit=E0=20 di ciascun cristiano, di ciascun uomo. Ma dobbiamo immediatamente = rilevare=20 come tale problema rivesta oggi una dimensione mondiale: = =E8,=20 infatti, una questione che investe oramai interi gruppi umani, = anzi interi=20 popoli che sono violentemente vilipesi nei loro fondamentali = diritti. Di=20 qui quelle forme di disuguaglianza dello sviluppo tra i diversi = Mondi che=20 nella recente Enciclica Sollicitudo rei socialis sono state = apertamente denunciate.

Il rispetto della persona umana va oltre la esigenza di una = morale=20 individuale e si pone come criterio basilare, quasi pilastro = fondamentale,=20 per la strutturazione della societ=E0 stessa, essendo la societ=E0 = finalizzata=20 interamente alla persona.

Cos=EC, intimamente congiunta alla responsabilit=E0 di = servire la=20 persona, si pone la responsabilit=E0 di servire la = societ=E0, quale=20 compito generale di quella animazione cristiana dell'ordine = temporale alla=20 quale i fedeli laici sono chiamati secondo loro proprie e = specifiche=20 modalit=E0.

La famiglia, primo spazio per l'impegno = sociale

40. La persona umana ha una nativa e strutturale dimensione = sociale in=20 quanto =E8 chiamata dall'intimo di s=E9 alla comunione con = gli altri e=20 alla donazione agli altri: =ABDio, che ha cura paterna di = tutti, ha=20 voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si = trattassero tra=20 loro con animo di fratelli=BB(144). E cos=EC la societ=E0, = frutto e segno=20 della socialit=E0 dell'uomo, rivela la sua piena verit=E0 = nell'essere=20 una comunit=E0 di persone.

Si d=E0 interdipendenza e reciprocit=E0 tra persona e = societ=E0: tutto ci=F2=20 che viene compiuto a favore della persona =E8 anche un servizio = reso alla=20 societ=E0, e tutto ci=F2 che viene compiuto a favore della = societ=E0 si risolve=20 a beneficio della persona. Per questo l'impegno apostolico dei = fedeli=20 laici nell'ordine temporale riveste sempre e in modo inscindibile = il=20 significato del servizio all'uomo singolo nella sua unicit=E0 e=20 irripetibilit=E0 e il significato del servizio a tutti gli = uomini.

Ora la prima e originaria espressione della dimensione sociale = della=20 persona =E8 la coppia e la famiglia: =ABMa Dio non cre=F2 = l'uomo=20 lasciandolo solo: fin da principio "uomo e donna li cre=F2" = (Gen 1,=20 27) e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di=20 persone=BB(145). Ges=F9 si =E8 preoccupato di restituire alla = coppia l'intera=20 sua dignit=E0 e alla famiglia la saldezza sua propria (cf. Mt = 19,=20 3-9); San Paolo ha mostrato il rapporto profondo del matrimonio = con il=20 mistero di Cristo e della Chiesa (cf. Ef 5, 22-6, 4; Col = 3,=20 18-21; 1 Pt 3, 1-7).

La coppia e la famiglia costituiscono il primo spazio per = l'impegno=20 sociale dei fedeli laici. E' un impegno che pu=F2 essere = assolto=20 adeguatamente solo nella convinzione del valore unico e = insostituibile=20 della famiglia per lo sviluppo della societ=E0 e della stessa = Chiesa.

Culla della vita e dell'amore, nella quale l'uomo =ABnasce=BB e = =ABcresce=BB,=20 la famiglia =E8 la cellula fondamentale della societ=E0. A questa = comunit=E0 =E8=20 da riservarsi una privilegiata sollecitudine, soprattutto = ogniqualvolta=20 l'egoismo umano, le campagne antinataliste, le politiche = totalitarie, ma=20 anche le situazioni di povert=E0 e di miseria fisica, culturale e = morale,=20 nonch=E9 la mentalit=E0 edonistica e consumistica fanno disseccare = le sorgenti=20 della vita, mentre le ideologie e i diversi sistemi, insieme a = forme di=20 disinteresse e di disamore, attentano alla funzione educativa = propria=20 della famiglia.

Urge cos=EC un'opera vasta, profonda e sistematica, sostenuta = non solo=20 dalla cultura ma anche dai mezzi economici e dagli strumenti = legislativi,=20 destinata ad assicurare alla famiglia il suo compito di essere il = luogo=20 primario della =ABumanizzazione=BB della persona e della = societ=E0.

L'impegno apostolico dei fedeli laici =E8 anzitutto quello di = rendere la=20 famiglia cosciente della sua identit=E0 di primo nucleo sociale di = base e=20 del suo originale ruolo nella societ=E0, perch=E9 divenga essa = stessa sempre=20 pi=F9 protagonista attiva e responsabile della propria = crescita e=20 della propria partecipazione alla vita sociale. In tal modo la = famiglia=20 potr=E0 e dovr=E0 esigere da tutti, a cominciare dalle autorit=E0 = pubbliche, il=20 rispetto di quei diritti che, salvando la famiglia, salvano la = societ=E0=20 stessa.

Quanto =E8 scritto nell'Esortazione Familiaris consortio = circa la=20 partecipazione allo sviluppo della societ=E0(146) e quanto la = Santa Sede, su=20 invito del Sinodo dei Vescovi del 1980, ha formulato con la = =ABCarta dei=20 Diritti della Famiglia=BB rappresentano un programma operativo = completo e=20 organico per tutti quei fedeli laici che, a diverso titolo, sono=20 interessati alla promozione dei valori e delle esigenze della = famiglia: un=20 programma la cui realizzazione =E8 da urgere con tanta maggior = tempestivit=E0=20 e decisione quanto pi=F9 gravi si fanno le minacce alla = stabilit=E0 e alla=20 fecondit=E0 della famiglia e quanto pi=F9 pesante e sistematico si = fa il=20 tentativo di emarginare la famiglia e di vanificarne il peso = sociale.

Come l'esperienza attesta, la civilt=E0 e la saldezza dei = popoli=20 dipendono soprattutto dalla qualit=E0 umana delle loro famiglie. = Per questo=20 l'impegno apostolico verso la famiglia acquista un incomparabile = valore=20 sociale. La Chiesa, da parte sua, ne =E8 profondamente convinta, = ben sapendo=20 che =ABl'avvenire dell'umanit=E0 passa attraverso la = famiglia=BB(147).

La carit=E0 anima e sostegno della = solidariet=E0

41. Il servizio alla societ=E0 si esprime e si realizza in = diversissime=20 modalit=E0: da quelle libere e informali a quelle istituzionali, = dall'aiuto=20 dato ai singoli a quello rivolto a vari gruppi e comunit=E0 di = persone.

Tutta la Chiesa come tale =E8 direttamente chiamata al servizio = della=20 carit=E0: =ABLa santa Chiesa, come nelle sue origini unendo = l'agape con=20 la Cena Eucaristica si manifestava tutta unita nel vincolo della = carit=E0=20 attorno a Cristo, cos=EC, in ogni tempo, si riconosce da questo = contrassegno=20 della carit=E0 e, mentre gode delle iniziative altrui, rivendica = le opere di=20 carit=E0 come suo dovere e diritto inalienabile. Perci=F2 la = misericordia=20 verso i poveri e gli infermi come pure le cosiddette opere = caritative e di=20 mutuo aiuto, destinate ad alleviare le necessit=E0 umane di ogni = genere,=20 sono tenute dalla Chiesa in particolare onore=BB(148). La = carit=E0 verso il=20 prossimo, nelle forme antiche e sempre nuove delle opere di=20 misericordia corporale e spirituale, rappresenta il contenuto = pi=F9=20 immediato, comune e abituale di quell'animazione cristiana = dell'ordine=20 temporale che costituisce l'impegno specifico dei fedeli = laici.

Con la carit=E0 verso il prossimo i fedeli laici vivono e = manifestano la=20 loro partecipazione alla regalit=E0 di Ges=F9 Cristo, al potere = cio=E8 del=20 Figlio dell'uomo che =ABnon =E8 venuto per essere servito, ma per = servire=BB=20 (Mc 10, 45): essi vivono e manifestano tale regalit=E0 nel = modo pi=F9=20 semplice, possibile a tutti e sempre, ed insieme nel modo pi=F9 = esaltante,=20 perch=E9 la carit=E0 =E8 il pi=F9 alto dono che lo Spirito offre = per=20 l'edificazione della Chiesa (cf. 1 Cor 13, 13) e per il = bene=20 dell'umanit=E0. La carit=E0, infatti, anima e sostiene = un'operosa=20 solidariet=E0 attenta alla totalit=E0 dei bisogni dell'essere = umano.

Una simile carit=E0, attuata non solo dai singoli ma anche in = modo=20 solidale dai gruppi e dalle comunit=E0, =E8 e sar=E0 sempre = necessaria: niente e=20 nessuno la pu=F2 e la potr=E0 sostituire, neppure le molteplici = istituzioni e=20 iniziative pubbliche, che pure si sforzano di dare risposta ai = bisogni _=20 spesso oggi cos=EC gravi e diffusi _ d'una popolazione. = Paradossalmente tale=20 carit=E0 si fa pi=F9 necessaria quanto pi=F9 le istituzioni, = diventando=20 complesse nell'organizzazione e pretendendo di gestire ogni spazio = disponibile, finiscono per essere rovinate dal funzionalismo = impersonale,=20 dall'esagerata burocrazia, dagli ingiusti interessi privati, dal=20 disimpegno facile e generalizzato.

Proprio in questo contesto continuano a sorgere e a = diffondersi, in=20 particolare nelle societ=E0 organizzate, varie forme di = volontariato=20 che si esprimono in una molteplicit=E0 di servizi e di opere. = Se vissuto=20 nella sua verit=E0 di servizio disinteressato al bene delle = persone,=20 specialmente le pi=F9 bisognose e le pi=F9 dimenticate dagli = stessi servizi=20 sociali, il volontariato deve dirsi una espressione importante di=20 apostolato, nel quale i fedeli laici, uomini e donne, hanno un = ruolo di=20 primo piano.

Tutti destinatari e protagonisti della = politica

42. La carit=E0 che ama e serve la persona non pu=F2 mai essere = disgiunta=20 dalla giustizia: e l'una e l'altra, ciascuna a suo modo, = esigono il=20 pieno riconoscimento effettivo dei diritti della persona, alla = quale =E8=20 ordinata la societ=E0 con tutte le sue strutture ed = istituzioni(149).

Per animare cristianamente l'ordine temporale, nel senso detto = di=20 servire la persona e la societ=E0, i fedeli laici non possono = affatto=20 abdicare alla partecipazione alla =ABpolitica=BB, ossia alla = molteplice e=20 varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e = culturale,=20 destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il = bene=20 comune. Come ripetutamente hanno affermato i Padri sinodali, = tutti e=20 ciascuno hanno diritto e dovere di partecipare alla politica, sia = pure con=20 diversit=E0 e complementariet=E0 di forme, livelli, compiti e = responsabilit=E0.=20 Le accuse di arrivismo, di idolatria del potere, di egoismo e di=20 corruzione che non infrequentemente vengono rivolte agli uomini = del=20 governo, del parlamento, della classe dominante, del partito = politico;=20 come pure l'opinione non poco diffusa che la politica sia un luogo = di=20 necessario pericolo morale, non giustificano minimamente n=E9 lo = scetticismo=20 n=E9 l'assenteismo dei cristiani per la cosa pubblica.

E', invece, quanto mai significativa la parola del Concilio = Vaticano=20 II: =ABLa Chiesa stima degna di lode e di considerazione l'opera = di coloro=20 che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica = e=20 assumono il peso delle relative responsabilit=E0=BB(150).

Una politica per la persona e per la societ=E0 trova il suo = criterio=20 basilare nel perseguimento del bene comune, come bene = di=20 tutti gli uomini e di tutto l'uomo, bene offerto e = garantito=20 alla libera e responsabile accoglienza delle persone, sia singole = che=20 associate: =ABLa comunit=E0 politica _ leggiamo nella Costituzione = Gaudium=20 et spes _ esiste proprio in funzione di quel bene comune, nel = quale=20 essa trova piena giustificazione e significato e dal quale ricava = il suo=20 ordinamento giuridico, originario e proprio. Il bene comune si = concreta=20 nell'insieme di quelle condizioni della vita sociale, con le quali = gli=20 uomini, le famiglie e le associazioni possono ottenere il = conseguimento=20 pi=F9 pieno della propria perfezione=BB(151).

Inoltre, una politica per la persona e per la societ=E0 trova = la sua=20 linea costante di cammino nella difesa e nella = promozione=20 della giustizia, intesa come =ABvirt=F9=BB alla quale tutti = devono essere=20 educati e come =ABforza=BB morale che sostiene l'impegno a = favorire i diritti=20 e i doveri di tutti e di ciascuno, sulla base della dignit=E0 = personale=20 dell'essere umano.

Nell'esercizio del potere politico =E8 fondamentale lo = spirito di=20 servizio, che solo, unitamente alla necessaria competenza ed=20 efficienza, pu=F2 rendere =ABtrasparente=BB o =ABpulita=BB = l'attivit=E0 degli uomini=20 politici, come del resto la gente giustamente esige. Ci=F2 = sollecita la=20 lotta aperta e il deciso superamento di alcune tentazioni, quali = il=20 ricorso alla slealt=E0 e alla menzogna, lo sperpero del pubblico = denaro per=20 il tornaconto di alcuni pochi e con intenti clientelari, l'uso di = mezzi=20 equivoci o illeciti per conquistare, mantenere e aumentare ad ogni = costo=20 il potere.

I fedeli laici impegnati nella politica devono certamente = rispettare=20 l'autonomia rettamente intesa delle realt=E0 terrene, cos=EC come = leggiamo=20 nella Costituzione Gaudium et spes: =ABE' di grande = importanza,=20 soprattutto in una societ=E0 pluralistica, che si abbia una giusta = visione=20 dei rapporti tra la comunit=E0 politica e la Chiesa e che si = faccia una=20 chiara distinzione tra le azioni che i fedeli, individualmente o = in=20 gruppo, compiono in proprio nome, come cittadini, guidati dalla = coscienza=20 cristiana, e le azioni che essi compiono in nome della Chiesa in = comunione=20 con i loro pastori. La Chiesa, che, in ragione del suo ufficio e = della sua=20 competenza, in nessuna maniera si confonde con la comunit=E0 = politica e non=20 =E8 legata ad alcun sistema politico, =E8 insieme il segno e la = salvaguardia=20 del carattere trascendente della persona umana=BB(152). Nello = stessotempo _=20 e questo =E8 sentito oggi come urgenza e responsabilit=E0 _ i = fedeli laici=20 devono testimoniare quei valori umani ed evangelici che sono = intimamente=20 connessi con l'attivit=E0 politica stessa, come la libert=E0 e la = giustizia,=20 la solidariet=E0, la dedizione fedele e disinteressata al bene di = tutti, lo=20 stile semplice di vita, l'amore preferenziale per i poveri e gli = ultimi.=20 Ci=F2 esige che i fedeli laici siano sempre pi=F9 animati da una = reale=20 partecipazione alla vita della Chiesa e illuminati dalla sua = dottrina=20 sociale. In questo potranno essere accompagnati e aiutati dalla = vicinanza=20 delle comunit=E0 cristiane e dei loro Pastori(153).

Stile e mezzo per il realizzarsi d'una politica che intenda = mirare al=20 vero sviluppo umano =E8 la solidariet=E0: questa sollecita = la=20 partecipazione attiva e responsabile di tutti alla vita = politica,=20 dai singoli cittadini ai gruppi vari, dai sindacati ai partiti: = insieme,=20 tutti e ciascuno, siamo destinatari e protagonisti della politica. = In=20 questo ambito, come ho scritto nell'Enciclica Sollicitudo rei = socialis,=20 la solidariet=E0 =ABnon =E8 un sentimento di vaga compassione = o di=20 superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o = lontane.=20 Al contrario, =E8 la determinazione ferma e perseverante di = impegnarsi per il bene comune:ossia per il bene di tutti e = di=20 ciascuno, perch=E9 tutti siamo veramente responsabili di=20 tutti=BB(154).

La solidariet=E0 politica esige oggi d'attuarsi secondo un = orizzonte che,=20 superando la singola nazione o il singolo blocco di nazioni, si = configura=20 come propriamente continentale e mondiale.

Il frutto dell'attivit=E0 politica solidale, da tutti tanto = desiderato ma=20 pur sempre tanto immaturo, =E8 la pace. I fedeli laici non = possono=20 rimanere indifferenti, estranei e pigri di fronte a tutto ci=F2 = che =E8=20 negazione e compromissione della pace: violenza e guerra, tortura = e=20 terrorismo, campi di concentramento, militarizzazione della = politica,=20 corsa agli armamenti, minaccia nucleare. Al contrario, come = discepoli di=20 Ges=F9 Cristo =ABPrincipe della pace=BB (Is 9, 5) e = =ABNostra Pace=BB=20 (Ef 2, 14), i fedeli laici devono assumersi il compito di = essere=20 =ABoperatori di pace=BB (Mt 5, 9), sia mediante la = conversione=20 del =ABcuore=BB, sia mediante l'azione a favore della verit=E0, = della libert=E0,=20 della giustizia e della carit=E0, che della pace sono gli = irrinunciabili=20 fondamenti(155).

Collaborando con tutti coloro che cercano veramente la pace e=20 servendosi degli specifici organismi e istituzioni nazionali e=20 internazionali, i fedeli laici devono promuovere un'opera = educativa=20 capillare destinata a sconfiggere l'imperante cultura = dell'egoismo,=20 dell'odio, della vendetta e dell'inimicizia e a sviluppare la = cultura=20 della solidariet=E0 ad ogni livello. Tale solidariet=E0, infatti, = =AB=E8 via=20 alla pace e insieme allo sviluppo=BB(156). In questa = prospettiva i Padri=20 sinodali hanno invitato i cristiani a rifiutare forme = inaccettabili di=20 violenza, a promuovere atteggiamenti di dialogo e di pace e ad = impegnarsi=20 per instaurare un ordine sociale e internazionale giusto(157).

Porre l'uomo al centro della vita = economico-sociale

43. Il servizio alla societ=E0 da parte dei fedeli laici trova = un suo=20 momento essenziale nella questione economico-sociale, la = cui chiave=20 =E8 data dall'organizzazione del lavoro.

La gravit=E0 attuale di tali problemi, colta nel panorama dello = sviluppo=20 e secondo la proposta di soluzione da parte della dottrina sociale = della=20 Chiesa, =E8 stata ricordata recentemente nell'Enciclica = Sollicitudo rei=20 socialis, alla quale desidero caldamente rimandare tutti, in=20 particolare i fedeli laici.

Tra i caposaldi della dottrina sociale della Chiesa sta il = principio=20 della destinazione universale dei beni: i beni della terra = sono,=20 nel disegno di Dio, offerti a tutti gli uomini e a ciascun uomo = come mezzo=20 per lo sviluppo d'una vita autenticamente umana. Al servizio di = questa=20 destinazione si pone la propriet=E0 privata, la quale _ = proprio per=20 questo _ possiede un'intrinseca funzione sociale. = Concretamente il=20 lavoro dell'uomo e della donna rappresenta lo strumento = pi=F9 comune=20 e pi=F9 immediato per lo sviluppo della vita economica, strumento = che=20 insieme costituisce un diritto e un dovere d'ogni uomo.

Tutto questo rientra in modo particolare nella missione dei = fedeli=20 laici. Il fine e il criterio della loro presenza e della loro = azione sono=20 formulati in termini generali dal Concilio Vaticano II: =ABAnche = nella vita=20 economico-sociale sono da onorare e da promuovere la dignit=E0 e = l'integrale=20 vocazione della persona umana come pure il bene dell'intera = societ=E0.=20 L'uomo infatti =E8 l'autore, il centro e il fine di tutta la vita=20 economico-sociale=BB(158).

Nel contesto delle sconvolgenti trasformazioni in atto nel = mondo=20 dell'economia e del lavoro, i fedeli laici siano impegnati in = prima fila a=20 risolvere i gravissimi problemi della crescente disoccupazione, a = battersi=20 per il superamento pi=F9 tempestivo di numerose ingiustizie che = derivano da=20 distorte organizzazioni del lavoro, a far diventare il luogo di = lavoro una=20 comunit=E0 di persone rispettate nella loro soggettivit=E0 e nel = loro diritto=20 alla partecipazione, a sviluppare nuove solidariet=E0 tra coloro = che=20 partecipano al lavoro comune, a suscitare nuove forme di = imprenditorialit=E0=20 e a rivedere i sistemi di commercio, di finanza e di scambi=20 tecnologici.

A tal fine i fedeli laici devono compiere il loro lavoro con = competenza=20 professionale, con onest=E0 umana, con spirito cristiano, come via = della=20 propria santificazione(159), secondo l'esplicito invito del = Concilio: =ABCon=20 il lavoro, l'uomo ordinariamente provvede alla vita propria e dei = suoi=20 familiari, comunica con gli altri e rende servizio agli uomini = suoi=20 fratelli, pu=F2 praticare una vera carit=E0 e collaborare con la = propria=20 attivit=E0 al completarsi della divina creazione. Ancor pi=F9: = sappiamo che,=20 offrendo a Dio il proprio lavoro, l'uomo si associa all'opera = stessa=20 redentiva di Cristo, il quale ha conferito al lavoro una = elevatissima=20 dignit=E0, lavorando con le proprie mani a Nazareth=BB(160).

In rapporto alla vita economico-sociale e al lavoro si pone = oggi, in=20 modo sempre pi=F9 acuto, la questione cosiddetta = =ABecologica=BB.=20 Certamente l'uomo ha da Dio stesso il compito di = =ABdominare=BB le cose=20 create e di =ABcoltivare il giardino=BB del mondo; ma =E8 un = compito, questo,=20 che l'uomo deve assolvere nel rispetto dell'immagine divina = ricevuta, e=20 quindi con intelligenza e con amore: egli deve sentirsi = responsabile dei=20 doni che Dio gli ha elargito e continuamente gli elargisce. L'uomo = ha fra=20 le mani un dono che deve passare _ e, se possibile, persino = migliorato _=20 alle generazioni future, anch'esse destinatarie dei doni del = Signore: =ABIl=20 dominio accordato dal Creatore all'uomo (...) non =E8 un potere = assoluto, n=E9=20 si pu=F2 parlare di libert=E0 di "usare e abusare", o di disporre = delle cose=20 come meglio aggrada. La limitazione imposta dallo stesso Creatore = fin dal=20 principio, ed espressa simbolicamente con la proibizione di = "mangiare il=20 frutto dell'albero" (cf. Gen 2, 16-17), mostra con = sufficiente=20 chiarezza che, nei confronti della natura visibile (...), siamo = sottomessi=20 a leggi non solo biologiche, ma anche morali, che non si possono=20 impunemente trasgredire. Una giusta concezione dello sviluppo non = pu=F2=20 prescindere da queste considerazioni _ relative all'uso degli = elementi=20 della natura, alla rinnovabilit=E0 delle risorse e alle = conseguenze di una=20 industrializzazione disordinata _, le quali ripropongono alla = nostra=20 coscienza la dimensione morale, che deve distinguere lo=20 sviluppo=BB(161).

Evangelizzare la cultura e le culture = dell'uomo

44. Il servizio alla persona e alla societ=E0 umana si esprime = e si attua=20 attraverso la creazione e la trasmissione della cultura, = che,=20 specialmente ai nostri giorni, costituisce uno dei pi=F9 gravi = compiti della=20 convivenza umana e dell'evoluzione sociale. Alla luce del = Concilio,=20 intendiamo per =ABcultura=BB tutti quei =ABmezzi con i quali = l'uomo affina ed=20 esplica le molteplici sue doti di anima e di corpo; procura di = ridurre in=20 suo potere il cosmo stesso con la conoscenza e il lavoro; rende = pi=F9 umana=20 la vita sociale sia nella famiglia che in tutta la societ=E0 = civile,=20 mediante il progresso del costume e delle istituzioni; infine, con = l'andare del tempo, esprime, comunica e conserva nelle sue opere = le grandi=20 esperienze e aspirazioni spirituali, affinch=E9 possano servire al = progresso=20 di molti, anzi di tutto il genere umano=BB(162). In questo senso, = la cultura=20 deve ritenersi come il bene comune di ciascun popolo, = l'espressione della=20 sua dignit=E0, libert=E0 e creativit=E0; la testimonianza del suo = cammino=20 storico. In particolare, solo all'interno e tramite la cultura la = fede=20 cristiana diventa storica e creatrice di storia.

Di fronte allo sviluppo di una cultura che si configura = dissociata non=20 solo dalla fede cristiana, ma persino dagli stessi valori = umani(163); come=20 pure di fronte ad una certa cultura scientifica e tecnologica = impotente=20 nel dare risposta alla pressante domanda di verit=E0 e di bene che = brucia=20 nel cuore degli uomini, la Chiesa =E8 pienamente consapevole = dell'urgenza=20 pastorale che alla cultura venga riservata un'attenzione del tutto = speciale.

Per questo la Chiesa sollecita i fedeli laici ad essere = presenti,=20 all'insegna del coraggio e della creativit=E0 intellettuale, nei = posti=20 privilegiati della cultura, quali sono il mondo della scuola e=20 dell'universit=E0, gli ambienti della ricerca scientifica e = tecnica, i=20 luoghi della creazione artistica e della riflessione umanistica. = Tale=20 presenza =E8 destinata non solo al riconoscimento e all'eventuale=20 purificazione degli elementi della cultura esistente criticamente=20 vagliati, ma anche alla loro elevazione mediante le originali = ricchezze=20 del Vangelo e della fede cristiana. Quanto il Concilio Vaticano II = scrive=20 circa il rapporto tra il Vangelo e la cultura rappresenta un fatto = storico=20 costante ed insieme un ideale operativo di singolare attualit=E0 e = urgenza;=20 =E8 un programma impegnativo consegnato alla responsabilit=E0 = pastorale=20 dell'intera Chiesa e in essa alla responsabilit=E0 specifica dei = fedeli=20 laici: =ABLa buona novella di Cristo rinnova continuamente la vita = e la=20 cultura dell'uomo decaduto, combatte e rimuove gli errori e i = mali,=20 derivanti dalla sempre minacciosa seduzione del peccato. = Continuamente=20 purifica ed eleva la moralit=E0 dei popoli (...). In tal modo la = Chiesa,=20 compiendo la sua missione, gi=E0 con questo stesso fatto stimola e = d=E0 il suo=20 contributo alla cultura umana e civile e, mediante la sua azione, = anche=20 liturgica, educa l'uomo alla libert=E0 interiore=BB(164).

Meritano di essere qui riascoltate alcune espressioni = particolarmente=20 significative della Esortazione Evangelii nuntiandi di = Paolo=20 VI:

=ABLa Chiesa evangelizza allorquando, in virt=F9 della sola = potenza divina=20 del Messaggio che essa proclama (cf. Rom 1, 16; 1 Cor = 1, 18;=20 2, 4), cerca di convertire la coscienza personale e insieme = collettiva degli uomini, l'attivit=E0 nella quale essi sono = impegnati, la=20 vita e l'ambiente concreto loro propri. Strati dell'umanit=E0 che = si=20 trasformano: per la Chiesa non si tratta soltanto di predicare il = Vangelo=20 in fasce geografiche sempre pi=F9 vaste o a popolazioni sempre = pi=F9 estese,=20 ma anche di raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del = Vangelo=20 i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti d'interesse, = le=20 linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita = dell'umanit=E0,=20 che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della = salvezza.=20 Si potrebbe esprimere tutto ci=F2 dicendo cos=EC: occorre = evangelizzare _ non=20 in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma = in modo=20 vitale, in profondit=E0 e fino alle radici _ la cultura e le = culture=20 dell'uomo (...). La rottura tra Vangelo e cultura =E8 senza dubbio = il dramma=20 della nostra epoca, come lo fu anche di altre. Occorre quindi fare = tutti=20 gli sforzi in vista di una generosa evangelizzazione della = cultura, pi=F9=20 esattamente delle culture=BB(165).

La via attualmente privilegiata per la creazione e per la = trasmissione=20 della cultura sono gli strumenti della comunicazione = sociale(166).=20 Anche il mondo dei mass-media, in seguito all'accelerato sviluppo=20 innovativo e all'influsso insieme planetario e capillare sulla = formazione=20 della mentalit=E0 e del costume, rappresenta una nuova frontiera = della=20 missione della Chiesa. In particolare, la responsabilit=E0 = professionale dei=20 fedeli laici in questo campo, esercitata sia a titolo personale = sia=20 mediante iniziative ed istituzioni comunitarie, esige di essere=20 riconosciuta in tutto il suo valore e sostenuta con pi=F9 adeguate = risorse=20 materiali, intellettuali e pastorali.

Nell'impiego e nella recezione degli strumenti di comunicazione = urgono=20 sia un'opera educativa al senso critico, animato dalla passione = per la=20 verit=E0, sia un'opera di difesa della libert=E0, del rispetto = alla dignit=E0=20 personale, dell'elevazione dell'autentica cultura dei popoli, = mediante il=20 rifiuto fermo e coraggioso di ogni forma di monopolizzazione e di=20 manipolazione.

N=E9 a quest'opera di difesa si ferma la responsabilit=E0 = pastorale dei=20 fedeli laici: su tutte le strade del mondo, anche su quelle = maestre della=20 stampa, del cinema, della radio, della televisione e del teatro,=20 dev'essere annunciato il Vangelo che salva.

CAPITOLO IV

GLI OPERAI DELLA VIGNA DEL SIGNORE
Buoni amministratori = della=20 multiforme grazia di Dio

La variet=E0 delle vocazioni

45. Secondo la parabola evangelica, il =ABpadrone di casa=BB = chiama gli=20 operai alla sua vigna nelle diverse ore della giornata: = alcuni=20 all'alba, altri verso le nove del mattino, altri ancora verso = mezzogiorno=20 e le tre, gli ultimi verso le cinque (cf. Mt 20, 1 ss.). = Nel=20 commento a questa pagina del Vangelo, San Gregorio Magno = interpreta le ore=20 diverse della chiamata rapportandole alle et=E0 della vita: = =ABE'=20 possibile applicare la diversit=E0 delle ore _ egli scrive _ alle = diverse=20 et=E0 dell'uomo. Il mattino pu=F2 certo rappresentare, in questa = nostra=20 interpretazione, la fanciullezza. L'ora terza, poi, si pu=F2 = intendere come=20 l'adolescenza: il sole si muove verso l'alto del cielo, cio=E8 = cresce=20 l'ardore dell'et=E0. La sesta ora =E8 la giovinezza: il sole sta = come nel=20 mezzo del cielo, ossia in quest'et=E0 si rafforza la pienezza del = vigore.=20 L'anzianit=E0 rappresenta l'ora nona, perch=E9 come il sole = declina dal suo=20 alto asse cos=EC quest'et=E0 comincia a perdere l'ardore della = giovinezza.=20 L'undicesima ora =E8 l'et=E0 di quelli molto avanzati negli anni = (...). Gli=20 operai sono, dunque, chiamati alla vigna in diverse ore, come per = dire che=20 alla vita santa uno =E8 condotto durante la fanciullezza, un altro = nella=20 giovinezza, un altro nell'anzianit=E0 e un altro nell'et=E0 pi=F9=20 avanzata=BB(167).

Possiamo riprendere ed estendere il commento di San Gregorio = Magno in=20 rapporto alla straordinaria variet=E0 di presenze nella Chiesa, = tutte e=20 ciascuna chiamate a lavorare per l'avvento del Regno di Dio = secondo la=20 diversit=E0 di vocazioni e situazioni, carismi e ministeri. E' una = variet=E0=20 legata non solo all'et=E0, ma anche alla differenza di sesso e = alla=20 diversit=E0 delle doti, come pure alle vocazioni e alle condizioni = di vita;=20 =E8 una variet=E0 che rende pi=F9 viva e concreta la ricchezza = della Chiesa.

Giovani, bambini, anziani

I giovani, speranza della Chiesa

46. Il Sinodo ha voluto riservare un'attenzione particolare = ai=20 giovani. E giustamente. In tanti paesi del mondo, essi = rappresentano=20 la met=E0 dell'intera popolazione e, spesso, la met=E0 numerica = dello stesso=20 Popolo di Dio che in quei paesi vive.

Gi=E0 sotto questo aspetto i giovani costituiscono una forza = eccezionale=20 e sono una grande sfida per l'avvenire della Chiesa. Nei = giovani,=20 infatti, la Chiesa legge il suo camminare verso il futuro che = l'attende e=20 trova l'immagine e il richiamo di quella lieta giovinezza di cui = lo=20 Spirito di Cristo costantemente l'arricchisce. In questo senso il = Concilio=20 ha definito i giovani =ABsperanza della Chiesa=BB(168).

Nella lettera scritta ai giovani e alle giovani del mondo, il = 31 marzo=20 1985, leggiamo: =ABLa Chiesa guarda i giovani; anzi, la Chiesa in = modo=20 speciale guarda se stessa nei giovani, in voi tutti ed = insieme in=20 ciascuna e in ciascuno di voi. Cos=EC =E8 stato sin dall'inizio, = dai tempi=20 apostolici. Le parole di san Giovanni nella sua Prima Lettera=20 possono essere una particolare testimonianza: "Scrivo a voi,=20 giovani, perch=E9 avete vinto il maligno. Ho scritto = a voi,=20 figlioli, perch=E9 avete conosciuto il Padre (...). Ho = scritto a voi,=20 giovani, perch=E9 siete forti, e la parola di Dio = dimora in=20 voi" (1 Gv 2, 13 ss.) (...). Nella nostra generazione, al = termine del=20 secondo Millennio dopo Cristo, anche la Chiesa guarda se stessa = nei=20 giovani=BB(169).

I giovani non devono essere considerati semplicemente come = l'oggetto=20 della sollecitudine pastorale della Chiesa: sono di fatto, e = devono venire=20 incoraggiati ad esserlo, soggetti attivi, protagonisti=20 dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento = sociale(170).=20 La giovinezza =E8 il tempo di una scoperta particolarmente = intensa=20 del proprio =ABio=BB e del proprio =ABprogetto di vita=BB, =E8 il = tempo di una=20 crescita che deve avvenire =ABin sapienza, et=E0 e grazia = davanti a Dio=20 e agli uomini=BB (Lc 2, 52).

Come hanno detto i Padri sinodali, =ABla sensibilit=E0 dei = giovani=20 percepisce profondamente i valori della giustizia, della non = violenza e=20 della pace. Il loro cuore =E8 aperto alla fraternit=E0, alla = amicizia e alla=20 solidariet=E0. Sono mobilitati al massimo per le cause che = riguardano la=20 qualit=E0 della vita e la conservazione della natura. Ma essi sono = anche=20 carichi di inquietudini, di delusioni, di angosce e paure del = mondo, oltre=20 che delle tentazioni proprie del loro stato=BB(171).

La Chiesa deve rivivere l'amore di predilezione che Ges=F9 ha=20 testimoniato al giovane del Vangelo: =ABGes=F9, fissatolo, lo = am=F2=BB (Mc=20 10, 21). Per questo la Chiesa non si stanca di annunciare Ges=F9 = Cristo, di=20 proclamare il suo Vangelo come l'unica e sovrabbondante risposta = alle pi=F9=20 radicali aspirazioni dei giovani, come la proposta forte ed = esaltante di=20 una sequela personale (=ABvieni e seguimi=BB [Mc 10, 21]), = che comporta=20 la condivisione all'amore filiale di Ges=F9 per il Padre e la = partecipazione=20 alla sua missione di salvezza per l'umanit=E0.

La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani, e i giovani = hanno tante=20 cose da dire alla Chiesa. Questo reciproco dialogo, da = attuarsi con=20 grande cordialit=E0, chiarezza e coraggio, favorir=E0 l'incontro e = lo scambio=20 tra le generazioni, e sar=E0 fonte di ricchezza e di giovinezza = per la=20 Chiesa e per la societ=E0 civile. Nel suo messaggio ai giovani il = Concilio=20 dice: =ABLa Chiesa vi guarda con fiducia e con amore (...). Essa = =E8 la vera=20 giovinezza del mondo (...), guardatela e troverete in lei il volto = di=20 Cristo=BB(172).

I bambini e il regno dei cieli

47. I bambini sono certamente il termine dell'amore delicato e = generoso=20 del Signore Ges=F9: ad essi riserva la sua benedizione e ancor = pi=F9 assicura=20 il regno dei cieli (cf. Mt 19, 13-15; Mc 10, 14). In = particolare Ges=F9 esalta il ruolo attivo che i piccoli hanno nel = Regno di=20 Dio: sono il simbolo eloquente e la splendida immagine di quelle=20 condizioni morali e spirituali che sono essenziali per entrare nel = Regno=20 di Dio e per viverne la logica di totale affidamento al Signore: = =ABIn=20 verit=E0 vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i = bambini,=20 non entrerete nel regno dei cieli. Perch=E9 chiunque diventer=E0 = piccolo come=20 questo bambino, sar=E0 il pi=F9 grande nel regno dei cieli. E chi = accoglie=20 anche uno solo di questi bambini in nome mio accoglie me=BB = (Mt 18,=20 3-5; cf. Lc 9, 48).

I bambini ci ricordano che la fecondit=E0 missionaria della = Chiesa ha la=20 sua radice vivificante non nei mezzi e nei meriti umani, ma nel = dono=20 assolutamente gratuito di Dio. La vita di innocenza e di grazia = dei=20 bambini, come pure le sofferenze loro ingiustamente inflitte, = ottengono,=20 in virt=F9 della Croce di Cristo, uno spirituale arricchimento per = loro e=20 per l'intera Chiesa: di questo tutti dobbiamo prendere pi=F9 viva = e grata=20 coscienza.

Si deve riconoscere, inoltre, che anche nell'et=E0 = dell'infanzia e della=20 fanciullezza sono aperte preziose possibilit=E0 operative sia per=20 l'edificazione della Chiesa che per l'umanizzazione della = societ=E0. Quanto=20 il Concilio dice della presenza benefica e costruttiva dei figli=20 all'interno della famiglia =ABchiesa domestica=BB: =ABI figli, = come membra vive=20 della famiglia, contribuiscono pure a loro modo alla = santificazione dei=20 genitori=BB(173) dev'essere ripetuto dei bambini in rapporto alla = Chiesa=20 particolare e universale. Lo rilevava gi=E0 Jean Gerson, teologo = ed=20 educatore del xv secolo, per il quale =ABi fanciulli e gli = adolescenti non=20 sono certo una parte trascurabile della Chiesa=BB(174).

Gli anziani e il dono della sapienza

48. Alle persone anziane, spesso ingiustamente ritenute inutili = se non=20 addirittura d'insopportabile peso, ricordo che la Chiesa chiede e = attende=20 che esse abbiano a continuare la loro missione apostolica e = missionaria,=20 non solo possibile e doverosa anche a quest'et=E0, ma da questa = stessa et=E0=20 resa in qualche modo specifica e originale.

La Bibbia ama presentare l'anziano come il simbolo della = persona ricca=20 di sapienza e di timore di Dio (cf. Sir 25, 4-6). In questo = senso=20 il =ABdono=BB dell'anziano potrebbe qualificarsi come quello di = essere, nella=20 Chiesa e nella societ=E0, il testimone della tradizione di fede = (cf. Sal=20 44, 2; Es 12, 26-27), il maestro di vita (cf. Sir = 6, 34;=20 8, 11-12), l'operatore di carit=E0.

Ora l'aumentato numero di persone anziane in diversi paesi del = mondo e=20 la cessazione anticipata dell'attivit=E0 professionale e = lavorativa aprono=20 uno spazio nuovo al compito apostolico degli anziani: =E8 un = compito da=20 assumersi superando con decisione la tentazione di rifugiarsi=20 nostalgicamente in un passato che non ritorna pi=F9 o di rifuggire = da un=20 impegno presente per le difficolt=E0 incontrate in un mondo dalle = continue=20 novit=E0; e prendendo sempre pi=F9 chiara coscienza che il proprio = ruolo nella=20 Chiesa e nella societ=E0 non conosce affatto soste dovute = all'et=E0, bens=EC=20 conosce solo modi nuovi. Come dice il salmista: =ABNella vecchiaia = daranno=20 ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto = =E8 retto=20 il Signore=BB (Sal 92, 15-16). Ripeto quanto ho detto = durante la=20 celebrazione del Giubileo degli Anziani: =ABL'ingresso nella terza = et=E0 =E8 da=20 considerarsi un privilegio: non solo perch=E9 non tutti hanno la = fortuna di=20 raggiungere questo traguardo, ma anche e soprattutto perch=E9 = questo =E8 il=20 periodo delle possibilit=E0 concrete di riconsiderare meglio il = passato, di=20 conoscere e di vivere pi=F9 profondamente il mistero pasquale, di = divenire=20 esempio nella Chiesa a tutto il Popolo di Dio (...). Nonostante la = complessit=E0 dei vostri problemi da risolvere, le forze che=20 progressivamente si affievoliscono, e malgrado le insufficienze = delle=20 organizzazioni sociali, i ritardi della legislazione ufficiale, le = incomprensioni di una societ=E0 egoistica, voi non siete n=E9 = dovete sentirvi=20 ai margini della vita della Chiesa, elementi passivi di un mondo = in=20 eccesso di movimento, ma soggetti attivi di un periodo umanamente = e=20 spiritualmente fecondo dell'esistenza umana. Avete ancora una = missione da=20 compiere, un contributo da dare. Secondo il progetto divino ogni = singolo=20 essere umano =E8 una vita in crescita, dalla prima scintilla = dell'esistenza=20 fino all'ultimo respiro=BB(175).

Donne e uomini

49. I Padri sinodali hanno riservato una speciale attenzione = alla=20 condizione e al ruolo della donna, secondo un duplice intento: = riconoscere=20 e invitare a riconoscere, da parte di tutti ed ancora una volta,=20 l'indispensabile contributo della donna all'edificazione della = Chiesa e=20 allo sviluppo della societ=E0; operare, inoltre, un'analisi pi=F9 = specifica=20 circa la partecipazione della donna alla vita e alla missione = della=20 Chiesa.

Riferendosi a Giovanni XXIII, che vide nella coscienza = femminile della=20 propria dignit=E0 e nell'ingresso delle donne nella vita pubblica = un segno=20 dei nostri tempi(176), i Padri del Sinodo hanno affermato = ripetutamente e=20 fortemente, di fronte alle forme pi=F9 varie di discriminazioni e = di=20 emarginazioni alle quali soggiace la donna a motivo del suo = semplice=20 essere donna, l'urgenza di difendere e di promuovere la = dignit=E0=20 personale della donna, e quindi la sua eguaglianza con = l'uomo.

Se di tutti nella Chiesa e nella societ=E0 =E8 questo compito, = lo =E8 in=20 particolare delle donne, che si devono sentire impegnate come = protagoniste=20 in prima linea. C'=E8 ancora tanto sforzo da compiere, in pi=F9 = parti del=20 mondo e in diversi ambiti, perch=E9 sia distrutta quella ingiusta = e=20 deleteria mentalit=E0 che considera l'essere umano come una cosa, = come un=20 oggetto di compra-vendita, come uno strumento dell'interesse = egoistico o=20 del solo piacere, tanto pi=F9 che di tale mentalit=E0 la prima = vittima =E8=20 proprio la donna stessa. Al contrario, solo l'aperto = riconoscimento della=20 dignit=E0 personale della donna costituisce il primo passo da = compiere per=20 promuoverne la piena partecipazione sia alla vita ecclesiale che a = quella=20 sociale e pubblica. Si deve dare risposta pi=F9 ampia e decisiva = alla=20 richiesta fatta dall'Esortazione Familiaris consortio circa = le=20 molteplici discriminazioni delle quali le donne sono vittime: = =ABche da=20 parte di tutti si svolga un'azione pastorale specifica pi=F9 = vigorosa e=20 incisiva, affinch=E9 esse siano definitivamente vinte, cos=EC da = giungere alla=20 stima piena dell'immagine di Dio che risplende in tutti gli esseri = umani,=20 nessuno escluso=BB(177). Nella stessa linea i Padri sinodali hanno = affermato: =ABLa Chiesa, come espressione della sua missione, deve = opporsi=20 con fermezza contro tutte le forme di discriminazione e di abuso = delle=20 donne=BB(178). E ancora: =ABLa dignit=E0 della donna, gravemente = ferita=20 nell'opinione pubblica, dev'essere ricuperata per mezzo = dell'effettivo=20 rispetto dei diritti della persona umana e per mezzo della pratica = della=20 dottrina della Chiesa=BB(179).

In particolare, circa la partecipazione attiva e = responsabile alla=20 vita e alla missione della Chiesa, =E8 da rilevarsi come gi=E0 = il Concilio=20 Vaticano II sia stato oltre modo esplicito nel sollecitarla: = =ABPoich=E9 ai=20 nostri giorni le donne prendono sempre pi=F9 parte attiva in tutta = la vita=20 della societ=E0, =E8 di grande importanza una loro pi=F9 larga = partecipazione=20 anche nei vari campi dell'apostolato della Chiesa=BB(180).

La coscienza che la donna, con i doni e i compiti propri, ha = una sua=20 specifica vocazione =E8 andata crescendo e approfondendosi nel = periodo=20 post-conciliare, ritrovando la sua ispirazione pi=F9 originale nel = Vangelo e=20 nella storia della Chiesa. Per il credente, infatti, il Vangelo, = ossia la=20 parola e l'esempio di Ges=F9 Cristo, rimane il punto di = riferimento=20 necessario e decisivo: ed =E8 quanto mai fecondo ed innovativo = anche per=20 l'attuale momento storico.

Pur non chiamate all'apostolato proprio dei Dodici, e quindi al = sacerdozio ministeriale, molte donne accompagnano Ges=F9 nel suo = ministero e=20 assistono il gruppo degli Apostoli (cf. Lc 8, 2-3); sono = presenti=20 sotto la Croce (cf. Lc 23, 49); assistono alla sepoltura di = Ges=F9=20 (cf. Lc 23, 55) e il mattino di Pasqua ricevono e = trasmettono=20 l'annuncio della risurrezione (cf. Lc 24, 1-10); pregano = con gli=20 Apostoli nel Cenacolo nell'attesa della Pentecoste (cf. At = 1,=20 14).

Nella scia del Vangelo, la Chiesa delle origini si distacca = dalla=20 cultura del tempo e chiama la donna a compiti connessi con=20 l'evangelizzazione. Nelle sue Lettere l'apostolo Paolo ricorda, = anche per=20 nome, numerose donne per le loro varie funzioni all'interno e al = servizio=20 delle prime comunit=E0 ecclesiali (cf. Rom 16, 1-15; Fil = 4,=20 2-3; Col 4, 15 e 1 Cor 11, 5; 1 Tim 5, 16). = =ABSe la=20 testimonianza degli Apostoli fonda la Chiesa _ ha detto Paolo VI = _, quella=20 delle donne contribuisce grandemente a nutrire la fede delle = comunit=E0=20 cristiane=BB(181).

E come alle origini, cos=EC nello sviluppo successivo la Chiesa = ha sempre=20 conosciuto, anche se in differenti modi e con accentuazioni = diverse, donne=20 che hanno esercitato un ruolo talvolta decisivo e svolto compiti = di valore=20 considerevole per la Chiesa stessa. E' una storia d'immensa = operosit=E0, il=20 pi=F9 delle volte umile e nascosta ma non per questo meno decisiva = per la=20 crescita e per la santit=E0 della Chiesa. E' necessario che questa = storia=20 sia continuata, anzi che si allarghi e si intensifichi di fronte=20 all'accresciuta e universalizzata consapevolezza della dignit=E0 = personale=20 della donna e della sua vocazione, nonch=E9 di fronte all'urgenza = di una=20 =ABnuova evangelizzazione=BB e di una maggiore =ABumanizzazione=BB = delle relazioni=20 sociali.

Raccogliendo la consegna del Concilio Vaticano II, nella quale = si=20 specchia il messaggio del Vangelo e della storia della Chiesa, i = Padri del=20 Sinodo hanno formulato, tra le altre, questa precisa = =ABraccomandazione=BB:=20 =ABE' necessario che la Chiesa, per la sua vita e la sua missione, = riconosca=20 tutti i doni delle donne e degli uomini e li traduca in = pratica=BB(182). E=20 ancora: =ABQuesto Sinodo proclama che la Chiesa esige il = riconoscimento e=20 l'utilizzazione di tutti questi doni, esperienze e attitudini = degli uomini=20 e delle donne perch=E9 la sua missione risulti pi=F9 efficace (cf. = Congregazione per la Dottrina della Fede, Instructio de = libertate=20 christiana et liberatione, 72)=BB(183).

Fondamenti antropologici e teologici

50. La condizione per assicurare la giusta presenza della donna = nella=20 Chiesa e nella societ=E0 =E8 una considerazione pi=F9 penetrante e = accurata dei=20 fondamenti antropologici della condizione maschile e femminile, = destinata a precisare l'identit=E0 personale propria della = donna nel suo=20 rapporto di diversit=E0 e di reciproca complementariet=E0 con = l'uomo, non solo=20 per quanto riguarda i ruoli da tenere e le funzioni da svolgere, = ma anche=20 e pi=F9 profondamente per quanto riguarda la sua struttura e il = suo=20 significato personale. I Padri sinodali hanno sentito vivamente = questa=20 esigenza affermando che =ABi fondamenti antropologici e teologici = hanno=20 bisogno di studi approfonditi per la risoluzione dei problemi = relativi al=20 vero significato e alla dignit=E0 di ambedue i sessi=BB(184).

Impegnandosi nella riflessione sui fondamenti antropologici e = teologici=20 della condizione femminile, la Chiesa si rende presente nel = processo=20 storico dei vari movimenti di promozione della donna e, scendendo = alle=20 radici stesse dell'essere personale della donna, vi apporta il suo = contributo pi=F9 prezioso. Ma prima e pi=F9 ancora la Chiesa = intende, in tal=20 modo, obbedire a Dio che, creando l'uomo =ABa sua immagine=BB, = =ABmaschio e=20 femmina li cre=F2=BB (Gen 1, 27); cos=EC come intende = accogliere la=20 chiamata di Dio a conoscere, ad ammirare e a vivere il suo = disegno. E' un=20 disegno che =ABal principio=BB =E8 stato indelebilmente impresso = nello stesso=20 essere della persona umana _ uomo e donna _ e, pertanto, nelle sue = strutture significative e nei suoi profondi dinamismi. Proprio = questo=20 disegno, sapientissimo e amoroso, chiede di essere esplorato in = tutta la=20 ricchezza del suo contenuto: =E8 la ricchezza che dal = =ABprincipio=BB si =E8=20 venuta poi progressivamente manifestando e attuando lungo l'intera = storia=20 della salvezza, ed =E8 culminata nella =ABpienezza del tempo=BB, = allorquando=20 =ABDio mand=F2 il suo Figlio, nato da donna=BB (Gal 4, = 4). Quella=20 =ABpienezza=BB continua nella storia: la lettura del disegno di = Dio sulla=20 donna =E8 incessantemente operata e da operarsi nella fede della = Chiesa,=20 anche grazie alla vita vissuta di tante donne cristiane. Senza = dimenticare=20 l'aiuto che pu=F2 venire dalle diverse scienze umane e dalle varie = culture:=20 queste, grazie ad un illuminato discernimento, potranno aiutare a = cogliere=20 e a precisare i valori e le esigenze che appartengono all'essenza = perenne=20 della donna e quelli legati all'evolversi storico delle culture = stesse.=20 Come ci ricorda il Concilio Vaticano II, =ABla Chiesa afferma che = al di=20 sotto di tutti i mutamenti ci sono molte cose che non cambiano: = esse=20 trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che =E8 sempre lo = stesso: ieri,=20 oggi e nei secoli (cf. Ebr 13, 8)=BB(185).

Sui fondamenti antropologici e teologici della dignit=E0 = personale della=20 donna si sofferma la Lettera Apostolica sulla dignit=E0 e sulla = vocazione=20 della donna. Il documento, che riprende, prosegue e specifica le=20 riflessioni della catechesi del mercoled=EC dedicata per lungo = tempo alla=20 =ABteologia del corpo=BB, vuole essere insieme l'adempimento di = una promessa=20 fatta nell'Enciclica Redemptoris Mater(186) e la risposta = alla=20 richiesta dei Padri sinodali.

La lettura della Lettera Mulieris dignitatem, anche per = il suo=20 carattere di meditazione biblicoteologica, potr=E0 stimolare = tutti, uomini e=20 donne, e in particolare i cultori delle scienze umane e delle = discipline=20 teologiche, a proseguire nello studio critico cos=EC da = approfondire sempre=20 meglio, sulla base della dignit=E0 personale dell'uomo e della = donna e della=20 loro reciproca relazione, i valori ed i doni specifici della = femminilit=E0 e=20 della mascolinit=E0, non solo nell'ambito del vivere sociale ma = anche e=20 soprattutto in quello dell'esistenza cristiana ed ecclesiale.

La meditazione sui fondamenti antropologici e teologici della = donna=20 deve illuminare e guidare la risposta cristiana alla domanda = cos=EC=20 frequente, e talvolta cos=EC acuta, circa lo =ABspazio=BB che = la donna pu=F2 e=20 deve avere nella Chiesa e nella societ=E0.

Dalla parola e dall'atteggiamento di Cristo, che sono normativi = per la=20 Chiesa, risulta con grande chiarezza che nessuna discriminazione = esiste=20 sul piano del rapporto con Cristo, nel quale =ABnon c'=E8 pi=F9 = uomo n=E9 donna,=20 poich=E9 tutti voi siete uno in Cristo Ges=F9=BB (Gal 3, = 28) e sul piano=20 della partecipazione alla vita e alla santit=E0 della Chiesa, come = splendidamente attesta la profezia di Gioele realizzatasi con la=20 Pentecoste: =ABIo effonder=F2 il mio spirito sopra ogni uomo e = diverranno=20 profeti i vostri figli e le vostre figlie=BB (Gl 3, 1; cf. = At=20 2, 17 ss.). Come si legge nella Lettera Apostolica sulla = dignit=E0 e=20 sulla vocazione della donna, =ABtutt'e due _ la donna come l'uomo = _ (...)=20 sono suscettibili in eguale misura dell'elargizione della verit=E0 = divina e=20 dell'amore nello Spirito Santo. Ambedue accolgono le sue "visite"=20 salvifiche e santificanti=BB(187).

Missione nella Chiesa e nel mondo

51. Circa poi la partecipazione alla missione apostolica della = Chiesa,=20 non c'=E8 dubbio che, in forza del Battesimo e della Cresima, la = donna _=20 come l'uomo _ =E8 resa partecipe del triplice ufficio di Ges=F9 = Cristo=20 Sacerdote, Profeta, Re, e quindi =E8 abilitata e impegnata = all'apostolato=20 fondamentale della Chiesa: l'evangelizzazione. D'altre parte, = proprio nel=20 compimento di questo apostolato, la donna =E8 chiamata a mettere = in opera i=20 suoi =ABdoni=BB propri: anzitutto, il dono che =E8 la sua stessa = dignit=E0=20 personale, mediante la parola e la testimonianza di vita; i doni, = poi,=20 connessi con la sua vocazione femminile.

Nella partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa la = donna=20 non pu=F2 ricevere il sacramento dell'Ordine e, pertanto, = non pu=F2=20 compiere le funzioni proprie del sacerdozio ministeriale. E' = questa una=20 disposizione che la Chiesa ha sempre ritrovato nella precisa = volont=E0,=20 totalmente libera e sovrana, di Ges=F9 Cristo che ha chiamato solo = uomini=20 come suoi apostoli(188); una disposizione che pu=F2 trovare luce = nel=20 rapporto tra Cristo Sposo e la Chiesa Sposa(189). Siamo = nell'ambito della=20 funzione, non della dignit=E0 e della santit=E0. = Si deve,=20 in realt=E0, affermare: =ABAnche se la Chiesa possiede una = struttura=20 "gerarchica", tuttavia tale struttura =E8 totalmente ordinata alla = santit=E0=20 delle membra di Cristo=BB(190).

Ma, come gi=E0 diceva Paolo VI, se =ABnoi non possiamo cambiare = il=20 comportamento di nostro Signore n=E9 la chiamata da Lui rivolta = alle donne,=20 per=F2 dobbiamo riconoscere e promuovere il ruolo delle donne = nella missione=20 evangelizzatrice e nella vita della comunit=E0 = cristiana=BB(191).

E' del tutto necessario passare dal riconoscimento teorico = della=20 presenza attiva e responsabile della donna nella Chiesa alla=20 realizzazione pratica. E in questo preciso senso deve = leggersi la=20 presente Esortazione che si rivolge ai fedeli laici, con la = deliberata e=20 ripetuta specificazione =ABuomini e donne=BB. Inoltre il nuovo = Codice di=20 Diritto Canonico contiene molteplici disposizioni sulla = partecipazione=20 della donna alla vita e alla missione della Chiesa: sono = disposizioni che=20 esigono d'essere pi=F9 comunemente conosciute e, sia pure secondo = le diverse=20 sensibilit=E0 culturali e opportunit=E0 pastorali, attuate con = maggiore=20 tempestivit=E0 e risoluzione.

Si pensi, ad esempio, alla partecipazione delle donne ai = Consigli=20 pastorali diocesani e parrocchiali, come pure ai Sinodi diocesani = e ai=20 Concili particolari. In questo senso i Padri sinodali hanno = scritto: =ABLe=20 donne partecipino alla vita della Chiesa senza alcuna = discriminazione,=20 anche nelle consultazioni e nell'elaborazione di = decisioni=BB(192). E=20 ancora: =ABLe donne, le quali hanno gi=E0 una grande importanza = nella=20 trasmissione della fede e nel prestare servizi di ogni genere = nella vita=20 della Chiesa, devono essere associate alla preparazione dei = documenti=20 pastorali e delle iniziative missionarie e devono essere = riconosciute come=20 cooperatrici della missione della Chiesa nella famiglia, nella = professione=20 e nella comunit=E0 civile=BB(193).

Nell'ambito pi=F9 specifico dell'evangelizzazione e della = catechesi =E8 da=20 promuovere con pi=F9 forza il compito particolare che la donna ha = nella=20 trasmissione della fede, non solo nella famiglia ma anche nei = pi=F9 diversi=20 luoghi educativi e, in termini pi=F9 ampi, in tutto ci=F2 che = riguarda=20 l'accoglienza della Parola di Dio, la sua comprensione e la sua=20 comunicazione, anche mediante lo studio, la ricerca e la docenza=20 teologica.

Mentre adempir=E0 il suo impegno di evangelizzazione, la donna = sentir=E0=20 pi=F9 vivo il bisogno di essere evangelizzata. Cos=EC, con gli = occhi=20 illuminati dalla fede (cf. Ef 1, 18), la donna potr=E0 = distinguere=20 ci=F2 che veramente risponde alla sua dignit=E0 personale e alla = sua vocazione=20 da tutto ci=F2 che, magari sotto il pretesto di questa = =ABdignit=E0=BB e nel nome=20 della =ABlibert=E0=BB e del =ABprogresso=BB, fa s=EC che la donna = non serva al=20 consolidamento dei veri valori ma, al contrario, diventi = responsabile del=20 degrado morale delle persone, degli ambienti e della societ=E0. = Operare un=20 simile =ABdiscernimento=BB =E8 un'urgenza storica indilazionabile = e, nello=20 stesso tempo, =E8 una possibilit=E0 e un'esigenza che derivano = dalla=20 partecipazione all'ufficio profetico di Cristo e della sua Chiesa = da parte=20 della donna cristiana. Il =ABdiscernimento=BB, di cui parla pi=F9 = volte=20 l'apostolo Paolo, non =E8 solo valutazione delle realt=E0 e degli = avvenimenti=20 alla luce della fede; =E8 anche decisione concreta e impegno = operativo, non=20 solo nell'ambito della Chiesa ma anche in quello della societ=E0 = umana.

Si pu=F2 dire che tutti i problemi del mondo contemporaneo, di = cui gi=E0=20 parlava la seconda parte della Costituzione conciliare Gaudium = et spes=20 e che il tempo non ha affatto n=E9 risolto n=E9 attutito, = devono vedere le=20 donne presenti e impegnate, e precisamente con il loro contributo = tipico e=20 insostituibile.

In particolare, due grandi compiti affidati alla donna meritano = di=20 essere riproposti all'attenzione di tutti.

Il compito, anzitutto, di dare piena dignit=E0 alla vita = matrimoniale=20 e alla maternit=E0. Nuove possibilit=E0 si aprono oggi alla = donna per una=20 comprensione pi=F9 profonda e per una realizzazione pi=F9 ricca = dei valori=20 umani e cristiani implicati nella vita coniugale e nell'esperienza = della=20 maternit=E0: l'uomo stesso _ il marito e il padre _ pu=F2 superare = forme di=20 assenteismo o di presenza episodica e parziale, anzi pu=F2 = coinvolgersi in=20 nuove e significative relazioni di comunione interpersonale, = proprio=20 grazie all'intervento intelligente, amorevole e decisivo della = donna.

Il compito, poi, di assicurare la dimensione morale della = cultura,=20 la dimensione cio=E8 di una cultura degna dell'uomo, = della sua=20 vita personale e sociale. Il Concilio Vaticano II sembra collegare = la=20 dimensione morale della cultura con la partecipazione dei laici = alla=20 missione regale di Cristo: =ABI laici, anche mettendo in comune la = loro=20 forza, risanino le istituzioni e le condizioni di vita del mondo, = se ve ne=20 sono che spingono i costumi al peccato, cos=EC che tutte siano = rese conformi=20 alle norme della giustizia e, anzich=E9 ostacolare, favoriscano = l'esercizio=20 delle virt=F9. Cos=EC agendo impregneranno di valore morale la = cultura e i=20 lavori dell'uomo=BB(194).

Man mano che la donna partecipa attivamente e responsabilmente = alla=20 funzione delle istituzioni, dalle quali dipende la salvaguardia = del=20 primato dovuto ai valori umani nella vita delle comunit=E0 = politiche, le=20 parole del Concilio ora citate indicano un importante campo = d'apostolato=20 della donna: in tutte le dimensioni della vita di queste = comunit=E0, dalla=20 dimensione socio-economica a quella socio-politica, devono essere=20 rispettate e promosse la dignit=E0 personale della donna e la sua = specifica=20 vocazione: nell'ambito non solo individuale ma anche comunitario, = non solo=20 in forme lasciate alla libert=E0 responsabile delle persone ma = anche in=20 forme garantite da leggi civili giuste.

=ABNon =E8 bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto a = lui simile=BB=20 (Gen 2, 18). Alla donna Dio Creatore ha affidato l'uomo. = Certo, l'uomo =E8 stato affidato ad ogni uomo, ma in modo = particolare=20 alla donna, perch=E9 proprio la donna sembra avere una = specifica=20 sensibilit=E0, grazie alla speciale esperienza della sua = maternit=E0,=20 per l'uomo e per tutto ci=F2 che costituisce il suo vero = bene, a=20 cominciare dal fondamentale valore della vita. Quanto grandi sono = le=20 possibilit=E0 e le responsabilit=E0 della donna in questo campo, = in un tempo=20 nel quale lo sviluppo della scienza e della tecnica non =E8 sempre = ispirato=20 e misurato dalla vera sapienza, con l'inevitabile rischio di=20 =ABdisumanizzare=BB la vita umana, soprattutto quando essa = esigerebbe amore=20 pi=F9 intenso e pi=F9 generosa accoglienza.

La partecipazione della donna alla vita della Chiesa e della = societ=E0,=20 mediante i suoi doni, costituisce insieme la strada necessaria per = la sua=20 realizzazione personale _ sulla quale oggi giustamente tanto si = insiste _=20 e il contributo originale della donna all'arricchimento della = comunione=20 ecclesiale e al dinamismo apostolico del Popolo di Dio.

In questa prospettiva si deve considerare la presenza anche = dell'uomo,=20 insieme alla donna.

Compresenza e collaborazione degli uomini e delle=20 donne

52. Non =E8 mancata nell'aula sinodale la voce di quanti hanno = espresso=20 il timore che un'eccessiva insistenza portata sulla condizione e = sul ruolo=20 delle donne potesse sfociare in un'inaccettabile dimenticanza: = quella,=20 appunto, riguardante gli uomini. In realt=E0 diverse = situazioni=20 ecclesiali devono lamentare l'assenza o la troppo scarsa presenza = degli=20 uomini, una parte dei quali abdica alle proprie responsabilit=E0 = ecclesiali,=20 lasciando che siano assolte soltanto dalle donne: cos=EC, ad = esempio, la=20 partecipazione alla preghiera liturgica in Chiesa, l'educazione e = in=20 particolare la catechesi ai propri figli e ad altri fanciulli, la = presenza=20 ad incontri religiosi e culturali, la collaborazione ad iniziative = caritative e missionarie.

E' allora da urgere pastoralmente la presenza coordinata degli = uomini e=20 delle donne perch=E9 sia resa pi=F9 completa, armonica e ricca la=20 partecipazione dei fedeli laici alla missione salvifica della = Chiesa.

La ragione fondamentale che esige e spiega la compresenza e la=20 collaborazione degli uomini e delle donne non =E8 solo, come ora = si =E8=20 rilevato, la maggiore significativit=E0 ed efficacia dell'azione = pastorale=20 della Chiesa; n=E9, tanto meno, il semplice dato sociologico di = una=20 convivenza umana che =E8 naturalmente fatta di uomini e di donne. = E',=20 piuttosto, il disegno originario del Creatore che dal = =ABprincipio=BB ha=20 voluto l'essere umano come =ABunit=E0 dei due=BB, ha voluto l'uomo = e la donna=20 come prima comunit=E0 di persone, radice di ogni altra comunit=E0, = e, nello=20 stesso tempo, come =ABsegno=BB di quella comunione interpersonale = d'amore che=20 costituisce la misteriosa vita intima di Dio Uno e Trino.

Proprio per questo il modo pi=F9 comune e capillare, e nello = stesso tempo=20 fondamentale, per assicurare questa presenza coordinata e armonica = di=20 uomini e di donne nella vita e nella missione della Chiesa, =E8 = l'esercizio=20 dei compiti e delle responsabilit=E0 della coppia e della famiglia = cristiana, nel quale traspare e si comunica la variet=E0 delle = diverse forme=20 di amore e di vita: la forma coniugale, paterna e materna, filiale = e=20 fraterna. Leggiamo nell'Esortazione Familiaris consortio: = =ABSe la=20 famiglia cristiana =E8 comunit=E0, i cui vincoli sono rinnovati da = Cristo=20 mediante la fede e i sacramenti, la sua partecipazione alla = missione della=20 Chiesa deve avvenire secondo una modalit=E0 comunitaria: = insieme,=20 dunque i coniugi in quanto coppia, i genitori e i figli = in=20 quanto famiglia, devono vivere il loro servizio alla Chiesa e = al mondo=20 (...). La famiglia cristiana, poi, edifica il Regno di Dio nella = storia=20 mediante quelle stesse realt=E0 quotidiane che riguardano e=20 contraddistinguono la sua condizione di vita: =E8 allora=20 nell'amore coniugale e familiare _ vissuto nella sua = straordinaria=20 ricchezza di valori ed esigenze di totalit=E0, unicit=E0, = fedelt=E0 e fecondit=E0=20 _ che si esprime e si realizza la partecipazione della famiglia = cristiana=20 alla missione profetica, sacerdotale e regale di Ges=F9 Cristo e = della sua=20 Chiesa=BB(195).

Situandosi in questa prospettiva, i Padri sinodali hanno = ricordato il=20 significato che il sacramento del Matrimonio deve assumere nella = Chiesa e=20 nella societ=E0 per illuminare e ispirare tutte le relazioni tra = l'uomo e la=20 donna. In tal senso hanno ribadito =ABl'urgente necessit=E0 che = ciascun=20 cristiano viva e annunci il messaggio di speranza contenuto nella=20 relazione tra l'uomo e la donna Il sacramento del Matrimonio, che = consacra=20 questa relazione nella sua forma coniugale e la rivela come segno = della=20 relazione di Cristo con la sua Chiesa, contiene un insegnamento di = grande=20 importanza per la vita della Chiesa; questo insegnamento deve = arrivare per=20 mezzo della Chiesa al mondo di oggi; tutte le relazioni tra l'uomo = e la=20 donna debbono ispirarsi a questo spirito. La Chiesa deve = utilizzare queste=20 ricchezze ancora pi=F9 pienamente=BB(196). Gli stessi Padri hanno = giustamente=20 rilevato che =ABla stima della verginit=E0 e il rispetto della = maternit=E0=20 debbono ambedue essere ricuperate=BB(197): ancora una volta per lo = sviluppo=20 di vocazioni diverse e complementari nel contesto vivo della = comunione=20 ecclesiale e al servizio della sua continua crescita.

Malati e sofferenti

53. L'uomo =E8 chiamato alla gioia ma fa quotidiana esperienza = di=20 tantissime forme di sofferenza e di dolore. Agli uomini e alle = donne=20 colpiti dalle pi=F9 varie forme di sofferenza e di dolore i Padri = sinodali=20 si sono rivolti nel loro finale Messaggio con queste = parole: =ABVoi=20 abbandonati ed emarginati dalla nostra societ=E0 consumistica; voi = malati,=20 handicappati, poveri, affamati, emigranti, profughi, prigionieri,=20 disoccupati, anziani, bambini abbandonati e persone sole; voi, = vittime=20 della guerra e di ogni violenza emananti dalla nostra societ=E0 = permissiva.=20 La Chiesa partecipa alla vostra sofferenza conducente al Signore, = che vi=20 associa alla sua Passione redentrice e vi fa vivere alla luce = della sua=20 Redenzione. Contiamo su di voi per insegnare al mondo intero che = cosa =E8=20 l'amore. Faremo tutto il possibile perch=E9 troviate il posto di = cui avete=20 diritto nella societ=E0 e nella Chiesa=BB(198).

Nel contesto di un mondo sconfinato come quello della = sofferenza umana,=20 rivolgiamo ora l'attenzione a quanti sono colpiti dalla malattia = nelle sue=20 diverse forme: i malati, infatti, sono l'espressione pi=F9 = frequente e pi=F9=20 comune del soffrire umano.

A tutti e a ciascuno =E8 rivolto l'appello del Signore: = anche i malati=20 sono mandati come operai nella sua vigna. Il peso, che = affatica=20 le membra del corpo e scuote la serenit=E0 dell'anima, lungi dal=20 distoglierli dal lavorare nella vigna, li chiama a vivere la loro=20 vocazione umana e cristiana ed a partecipare alla crescita del = Regno di=20 Dio in modalit=E0 nuove, anche pi=F9 preziose. Le parole = dell'apostolo=20 Paolo devono divenire il loro programma e, prima ancora, sono luce = che fa=20 splendere ai loro occhi il significato di grazia della loro stessa = situazione: =ABCompleto quello che manca ai patimenti di Cristo = nella mia=20 carne, in favore del suo corpo, che =E8 la Chiesa=BB (Col = 1,=20 24). Proprio facendo questa scoperta, l'apostolo =E8 approdato = alla=20 gioia: =ABPerci=F2 sono lieto delle sofferenze che sopporto per = voi=BB=20 (Col 1, 24). Similmente molti malati possono diventare = portatori=20 della =ABgioia dello Spirito Santo in molte tribolazioni=BB (1 = Tess=20 1, 6) ed essere testimoni della Risurrezione di Ges=F9. = Come ha=20 espresso un handicappato nel suo intervento in aula sinodale, = =AB=E8 di grande=20 importanza porre in luce il fatto che i cristiani che vivono in = situazioni=20 di malattia, di dolore e di vecchiaia, non sono invitati da Dio = soltanto=20 ad unire il proprio dolore con la Passione di Cristo, ma anche ad=20 accogliere gi=E0 ora in se stessi e a trasmettere agli altri la = forza del=20 rinnovamento e la gioia di Cristo risuscitato (cf. 2 Cor 4, = 10-11;=20 1 Pt 4, 13; Rm 8, 18 ss.)=BB(199). Da parte sua _ = come si=20 legge nella Lettera Apostolica Salvifici doloris _ =ABla = Chiesa, che=20 nasce dal mistero della redenzione nella Croce di Cristo, =E8 = tenuta a=20 cercare l'incontro con l'uomo in modo particolare sulla via = della=20 sofferenza. In un tale incontro l'uomo "diventa la via della = Chiesa", ed=20 =E8, questa, una delle vie pi=F9 importanti=BB(200). Ora l'uomo = sofferente =E8=20 via della Chiesa perch=E9 egli =E8, anzitutto, via di Cristo = stesso, il=20 buon Samaritano che =ABnon passa oltre=BB, ma =ABne ha = compassione, si fa vicino=20 (...) gli fascia le ferite (...) si prende cura di lui=BB (Lc = 10,=20 32-34).

La comunit=E0 cristiana ha ritrascritto, di secolo in secolo = nell'immensa=20 moltitudine delle persone malate e sofferenti, la parabola = evangelica del=20 buon Samaritano, rivelando e comunicando l'amore di guarigione e = di=20 consolazione di Ges=F9 Cristo. Ci=F2 =E8 avvenuto mediante la = testimonianza=20 della vita religiosa consacrata al servizio degli ammalati e = mediante=20 l'infaticabile impegno di tutti gli operatori sanitari. Oggi, = anche negli=20 stessi ospedali e case di cura cattolici si fa sempre pi=F9 = numerosa, e=20 talvolta anche totale ed esclusiva, la presenza dei fedeli laici, = uomini e=20 donne: proprio loro, medici, infermieri, altri operatori della = salute,=20 volontari, sono chiamati ad essere l'immagine viva di Cristo e = della sua=20 Chiesa nell'amore verso i malati e i sofferenti.

Azione pastorale rinnovata

54. E' necessario che questa preziosissima eredit=E0, che la = Chiesa ha=20 ricevuto da Ges=F9 Cristo =ABmedico di carne e di spirito=BB(201), = non solo non=20 venga mai meno, ma sia sempre pi=F9 valorizzata e arricchita = attraverso una=20 ripresa e un rilancio deciso di un'azione pastorale per = e con i=20 malati e i sofferenti. Dev'essere un'azione capace di = sostenere e di=20 promuovere attenzione, vicinanza, presenza, ascolto, dialogo, = condivisione=20 e aiuto concreto verso l'uomo nei momenti nei quali, a causa della = malattia e della sofferenza, sono messe a dura prova non solo la = sua=20 fiducia nella vita ma anche la sua stessa fede in Dio e nel suo = amore di=20 Padre. Questo rilancio pastorale ha la sua espressione pi=F9 = significativa=20 nella celebrazione sacramentale con e per gli ammalati, come = fortezza nel=20 dolore e nella debolezza, come speranza nella disperazione, come = luogo=20 d'incontro e di festa.

Uno dei fondamentali obiettivi di questa rinnovata e = intensificata=20 azione pastorale, che non pu=F2 non coinvolgere e in modo = coordinato tutte=20 le componenti della comunit=E0 ecclesiale, =E8 di considerare il = malato, il=20 portatore di handicap, il sofferente non semplicemente come = termine=20 dell'amore e del servizio della Chiesa, bens=EC come soggetto = attivo e=20 responsabile dell'opera di evangelizzazione e di salvezza. In = questa=20 prospettiva la Chiesa ha una buona novella da far risuonare = all'interno di=20 societ=E0 e di culture che, avendo smarrito il senso del soffrire = umano,=20 =ABcensurano=BB ogni discorso su tale dura realt=E0 della vita. E = la buona=20 novella sta nell'annuncio che il soffrire pu=F2 avere anche un = significato=20 positivo per l'uomo e per la stessa societ=E0, chiamato com'=E8 a = divenire una=20 forma di partecipazione alla sofferenza salvifica di Cristo e alla = sua=20 gioia di risorto, e pertanto una forza di santificazione e di = edificazione=20 della Chiesa.

L'annuncio di questa buona novella diventa credibile = allorquando non=20 risuona semplicemente sulle labbra, ma passa attraverso la = testimonianza=20 della vita, sia di tutti coloro che curano con amore i malati, gli = handicappati e i sofferenti, sia di questi stessi, resi sempre = pi=F9=20 coscienti e responsabili del loro posto e del loro compito nella = Chiesa e=20 per la Chiesa.

Di grande utilit=E0 perch=E9 =ABla civilt=E0 dell'amore=BB = possa fiorire e=20 fruttificare nell'immenso mondo del dolore umano, potr=E0 essere = la=20 rinnovata meditazione della Lettera Apostolica Salvifici = doloris,=20 di cui ricordiamo ora le righe conclusive: =ABOccorre = pertanto, che=20 sotto la Croce del Calvario idealmente convengano tutti i = sofferenti che=20 credono in Cristo e, particolarmente, coloro che soffrono a causa = della=20 loro fede in lui Crocifisso e Risorto, affinch=E9 l'offerta delle = loro=20 sofferenze affretti il compimento della preghiera dello stesso = Salvatore=20 per l'unit=E0 di tutti (cf. Gv 17, 11. 21-22). L=E0 pure = convengano gli=20 uomini di buona volont=E0, perch=E9 sulla Croce sta il "Redentore = dell'uomo",=20 l'Uomo dei dolori, che in s=E9 ha assunto le sofferenze fisiche e = morali=20 degli uomini di tutti i tempi, affinch=E9 nell'amore = possano trovare=20 il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i = loro=20 interrogativi. Insieme con Maria, Madre di Cristo, che = stava=20 sotto la Croce (cf. Gv 19, 25), ci fermiamo accanto a = tutte le=20 croci dell'uomo d'oggi (...). E chiediamo a tutti voi, che = soffrite,=20 di sostenerci. Proprio a voi, che siete deboli, chiediamo = che=20 diventiate una sorgente di forza per la Chiesa e per = l'umanit=E0. Nel=20 terribile combattimento tra le forze del bene e del male, di cui = ci offre=20 spettacolo il nostro mondo contemporaneo, vinca la vostra = sofferenza in=20 unione con la Croce di Cristo!=BB(202).

Stati di vita e vocazioni

55. Operai della vigna sono tutti i membri del Popolo di Dio: i = sacerdoti, i religiosi e le religiose, i fedeli laici, tutti ad un = tempo=20 oggetto e soggetto della comunione della Chiesa e della = partecipazione=20 alla sua missione di salvezza. Tutti e ciascuno lavoriamo = nell'unica e=20 comune vigna del Signore con carismi e con ministeri diversi e=20 complementari.

Gi=E0 sul piano dell'essere, prima ancora che su quello=20 dell'agire, i cristiani sono tralci dell'unica feconda vite = che =E8=20 Cristo, sono membra vive dell'unico Corpo del Signore edificato = nella=20 forza dello Spirito. Sul piano dell'essere: non significa solo = mediante la=20 vita di grazia e di santit=E0, che =E8 la prima e pi=F9 rigogliosa = sorgente=20 della fecondit=E0 apostolica e missionaria della santa Madre = Chiesa; ma=20 significa anche mediante lo stato di vita che caratterizza i = sacerdoti e i=20 diaconi, i religiosi e le religiose, i membri degli istituti = secolari, i=20 fedeli laici.

Nella Chiesa-Comunione gli stati di vita sono tra loro cos=EC = collegati=20 da essere ordinati l'uno all'altro. Certamente comune, anzi unico = =E8 il=20 loro significato profondo: quello di essere modalit=E0 secondo = cui vivere=20 l'eguale dignit=E0 cristiana e l'universale vocazione alla = santit=E0 nella=20 perfezione dell'amore. Sono modalit=E0 insieme diverse e=20 complementari, sicch=E9 ciascuna di esse ha una sua originale = e=20 inconfondibile fisionomia e nello stesso tempo ciascuna di esse si = pone in=20 relazione alle altre e al loro servizio.

Cos=EC lo stato di vita laicale ha nell'indole secolare = la sua=20 specificit=E0 e realizza un servizio ecclesiale nel testimoniare e = nel=20 richiamare, a suo modo, ai sacerdoti, ai religiosi e alle = religiose il=20 significato che le realt=E0 terrene e temporali hanno nel disegno = salvifico=20 di Dio. A sua volta il sacerdozio ministeriale rappresenta = la=20 permanente garanzia della presenza sacramentale, nei diversi tempi = e=20 luoghi, di Cristo Redentore. Lo stato religioso testimonia = l'indole=20 escatologica della Chiesa, ossia la sua tensione verso il Regno di = Dio,=20 che viene prefigurato e in qualche modo anticipato e pregustato = dai voti=20 di castit=E0, povert=E0 e obbedienza.

Tutti gli stati di vita, sia nel loro insieme sia ciascuno di = essi in=20 rapporto agli altri, sono al servizio della crescita della Chiesa, = sono=20 modalit=E0 diverse che si unificano profondamente nel =ABmistero = di comunione=BB=20 della Chiesa e che si coordinano dinamicamente nella sua unica=20 missione.

In tal modo, l'unico e identico mistero della Chiesa rivela e = rivive,=20 nella diversit=E0 degli stati di vita e nella variet=E0 delle = vocazioni,=20 l'infinita ricchezza del mistero di Ges=F9 Cristo. Come = amano=20 ripetere i Padri, la Chiesa =E8 come un campo dall'affascinante e=20 meravigliosa variet=E0 di erbe, piante, fiori e frutti. = Sant'Ambrogio=20 scrive: =ABUn campo produce molti frutti, ma migliore =E8 quello = che abbonda=20 di frutti e di fiori. Orbene, il campo della santa Chiesa =E8 = fecondo degli=20 uni e degli altri. Qui puoi vedere le gemme della verginit=E0 = metter fiori,=20 l=E0 la vedovanza dominare austera come le foreste nella pianura; = altrove la=20 ricca mietitura delle nozze benedette dalla Chiesa riempire i = grandi=20 granai del mondo di messe abbondante, e i torchi del Signore = Ges=F9=20 ridondare come di frutti di vite rigogliosa, frutti dei quali sono = ricche=20 le nozze cristiane=BB(203).

Le varie vocazioni laicali

56. La ricca variet=E0 della Chiesa trova una sua ulteriore=20 manifestazione all'interno di ciascun stato di vita. Cos=EC = entro lo=20 stato di vita laicale si danno diverse =ABvocazioni=BB, ossia = diversi=20 cammini spirituali e apostolici che riguardano i singoli fedeli = laici.=20 Nell'alveo d'una vocazione laicale =ABcomune=BB fioriscono = vocazioni laicali=20 =ABparticolari=BB. In questo ambito possiamo ricordare anche = l'esperienza=20 spirituale che =E8 maturata recentemente nella Chiesa con il = fiorire di=20 diverse forme di Istituti secolari: ai fedeli laici, ma anche agli = stessi=20 sacerdoti, =E8 aperta la possibilit=E0 di professare i consigli = evangelici di=20 povert=E0, castit=E0 e obbedienza per mezzo dei voti o delle = promesse,=20 conservando pienamente la propria condizione laicale o = clericale(204).=20 Come hanno rilevato i Padri sinodali, =ABlo Spirito Santo suscita = anche=20 altre forme di offerta di se stessi cui si dedicano persone che = rimangono=20 pienamente nella vita laicale=BB(205).

Possiamo concludere rileggendo una bella pagina di San = Francesco di=20 Sales, che tanto ha promosso la spiritualit=E0 dei laici(206). = Parlando=20 della =ABdevozione=BB, ossia della perfezione cristiana o =ABvita = secondo lo=20 Spirito=BB, egli presenta in una maniera semplice e splendida la = vocazione=20 di tutti i cristiani alla santit=E0 e nello stesso tempo la forma = specifica=20 con cui i singoli cristiani la realizzano: =ABNella creazione Dio = comand=F2=20 alle piante di produrre i loro frutti, ognuna "secondo la propria = specie"=20 (Gen 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che = sono le=20 piante vive della sua Chiesa, perch=E9 producano frutti di = devozione, ognuno=20 secondo il suo stato e la sua condizione. La devozione deve essere = praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal = domestico,=20 dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella = coniugata.=20 Ci=F2 non basta, bisogna anche accordare la pratica della = devozione alle=20 forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona (...). E' un = errore, anzi=20 un'eresia, voler escludere l'esercizio della devozione = dall'ambiente=20 militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, = dalle=20 case dei coniugati. E' vero, Filotea, che la devozione puramente=20 contemplativa, monastica e religiosa pu=F2 essere vissuta solo in = questi=20 stati, ma, oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti = altri=20 capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni = secolari.=20 Perci=F2, dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla = vita=20 perfetta=BB(207).

Ponendosi nella stessa linea il Concilio Vaticano II scrive: = =ABQuesto=20 comportamento spirituale dei laici deve assumere una peculiare=20 caratteristica dallo stato di matrimonio e di famiglia, di = celibato o di=20 vedovanza, dalla condizione di infermit=E0, dall'attivit=E0 = professionale e=20 sociale. Non tralascino, dunque, di coltivare costantemente le = qualit=E0 e=20 le doti ad essi conferite corrispondenti a tali condizioni, e di = servirsi=20 dei propri doni ricevuti dallo Spirito Santo=BB(208).

Ci=F2 che vale delle vocazioni spirituali vale anche, e in un = certo senso=20 a maggior ragione, delle infinite varie modalit=E0 secondo cui = tutti e=20 singoli i membri della Chiesa sono operai che lavorano nella vigna = del=20 Signore, edificando il Corpo mistico di Cristo. Veramente ciascuno = =E8=20 chiamato per nome, nell'unicit=E0 e irripetibilit=E0 della sua = storia=20 personale, a portare il suo proprio contributo per l'avvento del = Regno di=20 Dio. Nessun talento, neppure il pi=F9 piccolo, pu=F2 essere = nascosto e=20 lasciato inutilizzato (cf. Mt 25, 24-27).

L'apostolo Pietro ci ammonisce: =ABCiascuno viva secondo la = grazia=20 ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni = amministratori di=20 una multiforme grazia di Dio=BB (1 Pt 4, 10).

CAPITOLO V

PERCH=C9 PORTIATE PI=D9 FRUTTO
La formazione dei fedeli=20 laici

Maturare in continuit=E0

57. L'immagine evangelica della vite e dei tralci ci rivela un = altro=20 aspetto fondamentale della vita e della missione dei fedeli laici: = la=20 chiamata a crescere, a maturare in continuit=E0, a portare sempre = pi=F9=20 frutto.

Come solerte vignaiolo, il Padre si prende cura della sua = vigna. La=20 presenza premurosa di Dio =E8 ardentemente invocata da Israele, = che cos=EC=20 prega: =ABDio degli eserciti, volgiti, / guarda dal cielo e vedi / = e visita=20 questa vigna, / proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, / = il=20 germoglio che ti sei coltivato=BB (Sal 80, 15-16). Ges=F9 = stesso parla=20 dell'opera del Padre: =ABIo sono la vera vite e il Padre mio =E8 = il vignaiolo.=20 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio = che=20 porta frutto, lo pota perch=E9 porti pi=F9 frutto=BB (Gv = 15, 1-2).

La vitalit=E0 dei tralci =E8 legata al loro rimanere radicati = nella vite,=20 che =E8 Cristo Ges=F9: =ABChi rimane in me e io in lui, fa = molto frutto,=20 perch=E9 senza di me non potete far nulla=BB (Gv 15, = 5).

L'uomo =E8 interpellato nella sua libert=E0 dalla chiamata di = Dio a=20 crescere, a maturare, a portare frutto. Non pu=F2 non rispondere, = non pu=F2=20 non assumersi la sua personale responsabilit=E0. E' a questa = responsabilit=E0,=20 tremenda ed esaltante, che alludono le gravi parole di Ges=F9: = =ABChi non=20 rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi = lo=20 raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano=BB (Gv 15, = 6).

In questo dialogo tra Dio che chiama e la persona interpellata = nella=20 sua responsabilit=E0 si situa la possibilit=E0, anzi la = necessit=E0 di una=20 formazione integrale e permanente dei fedeli laici, alla quale i = Padri=20 sinodali hanno giustamente riservato un'ampia parte del loro = lavoro. In=20 particolare, dopo aver descritto la formazione cristiana come = =ABun continuo=20 processo personale di maturazione nella fede e di configurazione = con il=20 Cristo, secondo la volont=E0 del Padre, con la guida dello Spirito = Santo=BB,=20 hanno chiaramente affermato che =ABla formazione dei fedeli laici = va posta=20 tra le priorit=E0 della diocesi e va collocata nei = programmi di=20 azione pastorale in modo che tutti gli sforzi della comunit=E0 = (sacerdoti, laici e religiosi) convergano a questo = fine=BB(209).

Scoprire e vivere la propria vocazione e missione =

58. La formazione dei fedeli laici ha come obiettivo = fondamentale la=20 scoperta sempre pi=F9 chiara della propria vocazione e la = disponibilit=E0=20 sempre pi=F9 grande a viverla nel compimento della propria = missione.

Dio chiama me e manda me come operaio nella sua vigna; = chiama me=20 e manda me a lavorare per l'avvento del suo Regno nella storia: = questa=20 vocazione e missione personale definisce la dignit=E0 e la = responsabilit=E0=20 dell'intera opera formativa, ordinata al riconoscimento gioioso e = grato di=20 tale dignit=E0 e all'assolvimento fedele e generoso di tale=20 responsabilit=E0.

Infatti, Dio dall'eternit=E0 ha pensato a noi e ci ha amato = come persone=20 uniche e irripetibili, chiamando ciascuno di noi con il suo = proprio nome,=20 come il buon Pastore che =ABchiama le sue pecore per nome=BB = (Gv 10,=20 3). Ma il piano eterno di Dio si rivela a ciascuno di noi solo = nello=20 sviluppo storico della nostra vita e delle sue vicende, e pertanto = solo=20 gradualmente: in un certo senso, di giorno in giorno.

Ora per poter scoprire la concreta volont=E0 del Signore sulla = nostra=20 vita sono sempre indispensabili l'ascolto pronto e docile della = parola di=20 Dio e della Chiesa, la preghiera filiale e costante, il = riferimento a una=20 saggia e amorevole guida spirituale, la lettura nella fede dei = doni e dei=20 talenti ricevuti e nello stesso tempo delle diverse situazioni = sociali e=20 storiche entro cui si =E8 inseriti.

Nella vita di ciascun fedele laico ci sono poi momenti=20 particolarmente significativi e decisivi per discernere la = chiamata di=20 Dio e per accogliere la missione da Lui affidata: tra questi ci = sono i=20 momenti dell'adolescenza e della giovinezza. Nessuno = per=F2=20 dimentichi che il Signore, come il padrone con gli operai della = vigna,=20 chiama _ nel senso di rendere concreta e puntuale la sua santa = volont=E0 _=20 a tutte le ore della vita: per questo la vigilanza, quale=20 attenzione premurosa alla voce di Dio, =E8 un atteggiamento = fondamentale e=20 permanente del discepolo.

Non si tratta, comunque, soltanto di sapere quello che = Dio vuole=20 da noi, da ciascuno di noi nelle varie situazioni della vita. = Occorre=20 fare quello che Dio vuole: cos=EC ci ricorda la parola di = Maria, la=20 Madre di Ges=F9, rivolta ai servi di Cana: =ABFate quello che vi = dir=E0=BB=20 (Gv 2, 5). E per agire in fedelt=E0 alla volont=E0 di Dio = occorre=20 essere capaci e rendersi sempre pi=F9 capaci. Certo, = con la=20 grazia del Signore, che non manca mai, come dice San Leone Magno: = =ABDar=E0 il=20 vigore Colui che confer=EC la dignit=E0!=BB(210); ma anche con la = libera e=20 responsabile collaborazione di ciascuno di noi.

Ecco il compito meraviglioso e impegnativo che attende tutti i = fedeli=20 laici, tutti i cristiani, senza sosta alcuna: conoscere sempre = pi=F9 le=20 ricchezze della fede e del Battesimo e viverle in crescente = pienezza.=20 L'apostolo Pietro, parlando di nascita e di crescita come delle = due tappe=20 della vita cristiana, ci esorta: =ABCome bambini appena nati, = bramate il=20 puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza=BB = (1=20 Pt 2, 2).

Una formazione integrale da vivere in unit=E0 =

59. Nello scoprire e nel vivere la propria vocazione e = missione, i=20 fedeli laici devono essere formati a quell'unit=E0 di cui = =E8 segnato=20 il loro stesso essere di membri della Chiesa e di cittadini = della=20 societ=E0 umana.

Nella loro esistenza non possono esserci due vite parallele: da = una=20 parte, la vita cosiddetta =ABspirituale=BB, con i suoi valori e = con le sue=20 esigenze; e dall'altra, la vita cosiddetta =ABsecolare=BB, ossia = la vita di=20 famiglia, di lavoro, dei rapporti sociali, dell'impegno politico e = della=20 cultura. Il tralcio, radicato nella vite che =E8 Cristo, porta i = suoi frutti=20 in ogni settore dell'attivit=E0 e dell'esistenza. Infatti, tutti i = vari=20 campi della vita laicale rientrano nel disegno di Dio, che li = vuole come=20 il =ABluogo storico=BB del rivelarsi e del realizzarsi della = carit=E0 di Ges=F9=20 Cristo a gloria del Padre e a servizio dei fratelli. Ogni = attivit=E0, ogni=20 situazione, ogni impegno concreto _ come, ad esempio, la = competenza e la=20 solidariet=E0 nel lavoro, l'amore e la dedizione nella famiglia e=20 nell'educazione dei figli, il servizio sociale e politico, la = proposta=20 della verit=E0 nell'ambito della cultura _ sono occasioni = provvidenziali per=20 un =ABcontinuo esercizio della fede, della speranza e della=20 carit=E0=BB(211).

A questa unit=E0 di vita il Concilio Vaticano II ha = invitato tutti=20 i fedeli laici denunciando con forza la gravit=E0 della frattura = tra fede e=20 vita, tra Vangelo e cultura: =ABIl Concilio esorta i cristiani, = che sono=20 cittadini dell'una e dell'altra citt=E0, di sforzarsi di compiere = fedelmente=20 i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del = Vangelo.=20 Sbagliano coloro che, sapendo che qui non abbiamo una cittadinanza = stabile=20 ma cerchiamo quella futura, pensano di poter per questo trascurare = i=20 propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede = li=20 obbliga ancora di pi=F9 a compierli, secondo la vocazione di = ciascuno (...).=20 Il distacco, che si costata in molti, tra la fede che professano e = la loro=20 vita quotidiana, va annoverato tra i pi=F9 gravi errori del nostro = tempo=BB(212). Perci=F2 ho affermato che una fede che non diventa = cultura =E8=20 una fede =ABnon pienamente accolta, non interamente pensata non = fedelmente=20 vissuta=BB(213).

Aspetti della formazione

60. Entro questa sintesi di vita si situano i molteplici e = coordinati=20 aspetti della formazione integrale dei fedeli laici.

Non c'=E8 dubbio che la formazione spirituale debba = occupare un=20 posto privilegiato nella vita di ciascuno, chiamato a crescere = senza sosta=20 nell'intimit=E0 con Ges=F9 Cristo, nella conformit=E0 alla = volont=E0 del Padre,=20 nella dedizione ai fratelli nella carit=E0 e nella giustizia. = Scrive il=20 Concilio: =ABQuesta vita d'intima unione con Cristo si alimenta = nella Chiesa=20 con gli aiuti spirituali, che sono comuni a tutti i fedeli, = soprattutto=20 con la partecipazione attiva alla sacra Liturgia, e questi aiuti i = laici=20 devono usarli in modo che, mentre compiono con rettitudine gli = stessi=20 doveri del mondo nelle condizioni ordinarie di vita, non separino = dalla=20 propria vita l'unione con Cristo, ma, svolgendo la propria = attivit=E0=20 secondo il volere divino, crescano in essa=BB(214).

Sempre pi=F9 urgente si rivela oggi la formazione dottrinale = dei=20 fedeli laici, non solo per il naturale dinamismo di = approfondimento della=20 loro fede, ma anche per l'esigenza di =ABrendere ragione della = speranza=BB che=20 =E8 in loro di fronte al mondo e ai suoi gravi e complessi = problemi.

Si rendono cos=EC assolutamente necessarie una sistematica = azione di=20 catechesi, da graduarsi in rapporto all'et=E0 e alle = diverse=20 situazioni di vita, e una pi=F9 decisa promozione cristiana della=20 cultura, come risposta agli eterni interrogativi che = agitano l'uomo=20 e la societ=E0 d'oggi.

In particolare, soprattutto per i fedeli laici variamente = impegnati nel=20 campo sociale e politico, =E8 del tutto indispensabile una = conoscenza pi=F9=20 esatta della dottrina sociale della Chiesa, come = ripetutamente i=20 Padri sinodali hanno sollecitato nei loro interventi. Parlando = della=20 partecipazione politica dei fedeli laici, si sono cos=EC espressi: = =ABPerch=E9 i=20 laici possano realizzare attivamente questo nobile proposito nella = politica (ossia il proposito di far riconoscere e stimare i valori = umani e=20 cristiani), non bastano le esortazioni, ma bisogna offrire loro la = dovuta=20 formazione della coscienza sociale, specialmente nella dottrina = sociale=20 della Chiesa, la quale contiene i principi di riflessione, i = criteri di=20 giudizio e le direttrici pratiche (cf. Congregazione per la = Dottrina della=20 Fede, Istruzione su libert=E0 cristiana e liberazione, 72). Tale = dottrina=20 deve essere gi=E0 presente nella istruzione catechistica generale, = negli=20 incontri specializzati e nelle scuole ed universit=E0. Questa = dottrina=20 sociale della Chiesa =E8, tuttavia, dinamica, cio=E8 adattata alle = circostanze=20 dei tempi e dei luoghi. E' diritto e dovere dei pastori proporre i = principi morali anche sull'ordine sociale; =E8 dovere di tutti i = cristiani=20 dedicarsi alla difesa dei diritti umani; tuttavia, la = partecipazione=20 attiva nei partiti politici =E8 riservata ai laici=BB(215).

E, infine, nel contesto della formazione integrale e unitaria = dei=20 fedeli laici, =E8 particolarmente significativa per la loro azione = missionaria e apostolica la personale crescita nei valori = umani.=20 Proprio in questo senso il Concilio ha scritto: =AB(i laici) = facciano=20 pure gran conto della competenza professionale, del senso della = famiglia e=20 del senso civico e di quelle virt=F9 che riguardano i rapporti = sociali, cio=E8=20 la probit=E0, lo spirito di giustizia, la sincerit=E0, la = cortesia, la=20 fortezza d'animo, senza le quali non ci pu=F2 essere neanche vera = vita=20 cristiana=BB(216).

Nel maturare la sintesi organica della loro vita, che insieme = =E8=20 espressione dell'unit=E0 del loro essere e condizione per = l'efficace=20 compimento della loro missione, i fedeli laici saranno = interiormente=20 guidati e sostenuti dallo Spirito Santo, quale Spirito di unit=E0 = e di=20 pienezza di vita.

Collaboratori di Dio educatore

61. Quali sono i luoghi e i mezzi della formazione dei fedeli = laici?=20 Quali sono le persone e le comunit=E0 chiamate ad assumersi = il=20 compito della formazione integrale e unitaria dei fedeli = laici?

Come l'opera educativa umana =E8 intimamente congiunta con la = paternit=E0 e=20 la maternit=E0, cos=EC la formazione cristiana trova la sua radice = e la sua=20 forza in Dio, il Padre che ama ed educa i suoi figli. S=EC, Dio = =E8 il=20 primo e grande educatore del suo Popolo, come dice lo stupendo = passo=20 del Cantico di Mos=E8: =ABEgli lo trov=F2 in terra deserta, / in = una landa di=20 ululati solitari. / Lo circond=F2, lo allev=F2, / lo custod=EC = come pupilla del=20 suo occhio. / Come un'aquila che veglia la sua nidiata, / che vola = sopra i=20 suoi nati, / egli spieg=F2 le sue ali e lo prese, / lo sollev=F2 = sulle sue=20 ali. / Il Signore lo guid=F2 da solo, / non c'era con lui alcun = dio=20 straniero=BB (Deut 32, 10-12; cf. 8, 5).

L'opera educativa di Dio si rivela e si compie in Ges=F9, il = Maestro, e=20 raggiunge dal di dentro il cuore d'ogni uomo grazie alla presenza = dinamica=20 dello Spirito. A prendere parte all'opera educativa divina =E8 = chiamata la=20 Chiesa madre, sia in se stessa, sia nelle sue varie = articolazioni=20 ed espressioni. E' cos=EC che i fedeli laici sono formati dalla = Chiesa e=20 nella Chiesa, in una reciproca comunione e collaborazione di = tutti i=20 suoi membri: sacerdoti, religiosi e fedeli laici. Cos=EC l'intera = comunit=E0=20 ecclesiale, nei suoi diversi membri, riceve la fecondit=E0 dello = Spirito e=20 ad essa coopera attivamente. In tal senso Metodio di Olimpo = scriveva: =ABGli=20 imperfetti (...) sono portati e formati, come nel seno di una = madre, dai=20 pi=F9 perfetti finch=E9 siano generati e partoriti per la = grandezza e la=20 bellezza della virt=F9=BB(217), come avvenne per Paolo, portato e = introdotto=20 nella Chiesa dai perfetti (nella persona di Anania) e diventato = poi a sua=20 volta perfetto e fecondo di tanti figli.

Educatrice =E8, anzi tutto, la Chiesa universale, nella = quale il=20 Papa svolge il ruolo di primo formatore dei fedeli laici. A lui, = come=20 successore di Pietro, spetta il ministero di =ABconfermare nella = fede i=20 fratelli=BB, insegnando a tutti i credenti i contenuti essenziali = della=20 vocazione e missione cristiana ed ecclesiale. Non solo la sua = parola=20 diretta, ma anche la sua parola veicolata dai documenti dei vari = Dicasteri=20 della Santa Sede chiede l'ascolto docile e amoroso dei fedeli = laici.

La Chiesa una e universale =E8 presente nelle varie parti del = mondo nelle=20 Chiese particolari. In ognuna di esse il Vescovo ha una=20 responsabilit=E0 personale nei riguardi dei fedeli laici, che deve = formare=20 mediante l'annuncio della Parola, la celebrazione dell'Eucaristia = e dei=20 sacramenti, l'animazione e la guida della loro vita cristiana.

Entro la Chiesa particolare o diocesi si situa ed opera la=20 parrocchia, la quale ha un compito essenziale per la = formazione pi=F9=20 immediata e personale dei fedeli laici. Infatti, in un rapporto = che pu=F2=20 raggiungere pi=F9 facilmente le singole persone e i singoli = gruppi, la=20 parrocchia =E8 chiamata a educare i suoi membri all'ascolto della = Parola, al=20 dialogo liturgico e personale con Dio, alla vita di carit=E0 = fraterna,=20 facendo percepire in modo pi=F9 diretto e concreto il senso della = comunione=20 ecclesiale e della responsabilit=E0 missionaria.

All'interno poi di talune parrocchie, soprattutto se vaste e = disperse,=20 le piccole comunit=E0 ecclesiali presenti possono essere di = notevole=20 aiuto nella formazione dei cristiani, potendo rendere pi=F9 = capillari e=20 incisive la coscienza e l'esperienza della comunione e della = missione=20 ecclesiale. Un aiuto pu=F2 essere dato, come hanno detto i Padri = sinodali,=20 anche da una catechesi postbattesimale a modo di catecumenato, = mediante la=20 riproposizione di alcuni elementi del =ABRituale dell'Iniziazione = Cristiana=20 degli Adulti=BB, destinati a far cogliere e vivere le immense e=20 straordinarie ricchezze e responsabilit=E0 del Battesimo = ricevuto(218).

Nella formazione che i fedeli laici ricevono nella diocesi e = nella=20 parrocchia, in particolare al senso della comunione e della = missione, di=20 speciale importanza =E8 l'aiuto che i diversi membri della Chiesa=20 reciprocamente si danno: =E8 un aiuto che insieme rivela e attua = il mistero=20 della Chiesa Madre ed Educatrice. I sacerdoti e i religiosi devono = aiutare=20 i fedeli laici nella loro formazione. In questo senso i Padri del = Sinodo=20 hanno invitato i presbiteri e i candidati agli Ordini a = =ABprepararsi=20 accuratamente ad essere capaci di favorire la vocazione e la = missione dei=20 laici=BB(219).

A loro volta, gli stessi fedeli laici possono e devono aiutare = i=20 sacerdoti e i religiosi nel loro cammino spirituale e = pastorale.

Altri ambiti educativi

62 . Pure la famiglia cristiana, in quanto =ABChiesa = domestica=BB,=20 costituisce una scuola nativa e fondamentale per la formazione = della fede:=20 il padre e la madre ricevono dal sacramento del Matrimonio la = grazia e il=20 ministero dell'educazione cristiana nei riguardi dei figli, ai = quali=20 testimoniano e trasmettono insieme valori umani e valori = religiosi.=20 Imparando le prime parole, i figli imparano anche a lodare Dio, = che=20 sentono vicino come Padre amorevole e provvidente; imparando i = primi gesti=20 d'amore, i figli imparano anche ad aprirsi agli altri, cogliendo = nel dono=20 di s=E9 il senso del vivere umano. La stessa vita quotidiana di = una famiglia=20 autenticamente cristiana costituisce la prima =ABesperienza di = Chiesa=BB,=20 destinata a trovare conferma e sviluppo nel graduale inserimento = attivo e=20 responsabile dei figli nella pi=F9 ampia comunit=E0 ecclesiale e = nella societ=E0=20 civile. Quanto pi=F9 i coniugi e i genitori cristiani cresceranno = nella=20 consapevolezza che la loro =ABChiesa domestica=BB =E8 partecipe = della vita e=20 della missione della Chiesa universale, tanto pi=F9 i figli = potranno essere=20 formati al =ABsenso della Chiesa=BB e sentiranno tutta la bellezza = di dedicare=20 le loro energie al servizio del Regno di Dio.

Luoghi importanti di formazione sono anche le scuole e le = universit=E0=20 cattoliche, come pure i centri di rinnovamento spirituale che = oggi=20 vanno sempre pi=F9 diffondendosi. Come hanno rilevato i Padri = sinodali,=20 nell'attuale contesto sociale e storico, segnato da una profonda = svolta=20 culturale, non basta pi=F9 la partecipazione _ peraltro sempre = necessaria e=20 insostituibile _ dei genitori cristiani alla vita della scuola; = occorre=20 preparare fedeli laici che si dedichino all'opera educativa come a = una=20 vera e propria missione ecclesiale; occorre costituire e = sviluppare delle=20 =ABcomunit=E0 educative=BB, formate insieme da genitori, docenti, = sacerdoti,=20 religiosi e religiose, rappresentanti di giovani. E perch=E9 la = scuola possa=20 degnamente svolgere la sua funzione formativa, i fedeli laici si = devono=20 sentire impegnati a esigere da tutti e a promuovere per tutti una = vera=20 libert=E0 di educazione, anche mediante un'opportuna legislazione=20 civile(220).

I Padri sinodali hanno avuto parole di stima e = d'incoraggiamento verso=20 tutti quei fedeli laici, uomini e donne, che con spirito civile e=20 cristiano svolgono un compito educativo nella scuola e negli = istituti=20 formativi. Hanno inoltre rilevato l'urgente necessit=E0 che i = fedeli laici=20 maestri e professori nelle diverse scuole, cattoliche o no, siano = veri=20 testimoni del Vangelo, mediante l'esempio della vita, la = competenza e la=20 rettitudine professionale, l'ispirazione cristiana = dell'insegnamento,=20 salva sempre _ com'=E8 evidente _ l'autonomia delle varie scienze = e=20 discipline. E di singolare importanza che la ricerca = scientifica e=20 tecnica svolta dai fedeli laici sia retta dal criterio del = servizio=20 all'uomo nella totalit=E0 dei suoi valori e delle sue esigenze: a = questi=20 fedeli laici la Chiesa affida il compito di rendere a tutti pi=F9=20 comprensibile l'intimo legame che esiste tra la fede e la scienza, = tra il=20 Vangelo e la cultura umana(221).

=ABQuesto Sinodo _ leggiamo in una proposizione _ fa appello al = ruolo=20 profetico delle scuole e delle universit=E0 cattoliche e loda la = dedizione=20 dei maestri e degli insegnanti, al presente in massima parte = laici, perch=E9=20 negli istituti di educazione cattolica possano formare uomini e = donne in=20 cui si incarni il "comandamento nuovo". La presenza contemporanea = di=20 sacerdoti e laici, e anche di religiosi e religiose, offre agli = alunni=20 un'immagine viva della Chiesa e rende pi=F9 facile la conoscenza = delle sue=20 ricchezze (cf. Congregazione per l'Educazione Cattolica, Il laico=20 educatore, testimone della fede nella scuola)=BB(222).

Anche i gruppi, le associazioni e i movimenti hanno un = loro=20 posto nella formazione dei fedeli laici: hanno, infatti, la = possibilit=E0,=20 ciascuno con i propri metodi, di offrire una formazione = profondamente=20 inserita nella stessa esperienza di vita apostolica, come pure = hanno=20 l'opportunit=E0 di integrare, concretizzare e specificare la = formazione che=20 i loro aderenti ricevono da altre persone e comunit=E0.

La formazione reciprocamente ricevuta e donata da tutti=20

63. La formazione non =E8 il privilegio di alcuni, bens=EC un = diritto e un=20 dovere per tutti. I Padri sinodali al riguardo hanno detto: =ABSia = offerta a=20 tutti la possibilit=E0 della formazione, soprattutto ai poveri, i = quali=20 possono essere essi stessi fonte di formazione per tutti=BB, e = hanno=20 aggiunto: =ABPer la formazione si usino mezzi adatti che aiutino = ciascuno ad=20 assecondare la piena vocazione umana e cristiana=BB(223).

Ai fini d'una pastorale veramente incisiva ed efficace =E8 da=20 svilupparsi, anche mettendo in atto opportuni corsi o scuole = apposite,=20 la formazione dei formatori. Formare coloro che, a loro = volta,=20 dovranno essere impegnati nella formazione dei fedeli laici = costituisce=20 un'esigenza primaria per assicurare la formazione generale e = capillare di=20 tutti i fedeli laici.

Nell'opera formativa un'attenzione particolare dovr=E0 essere = riservata=20 alla cultura locale, secondo l'esplicito invito dei Padri del = Sinodo: =ABLa=20 formazione dei cristiani terr=E0 nel massimo conto la cultura = umana del=20 luogo, la quale contribuisce alla stessa formazione e aiuter=E0 a = giudicare=20 il valore sia insito nella cultura tradizionale, sia proposto in = quella=20 moderna. Si dia la dovuta attenzione anche alle diverse culture = che=20 possono coesistere in uno stesso popolo e in una stessa nazione. = La=20 Chiesa, Madre e Maestra dei popoli, si sforzer=E0 di salvare, dove = ne sia il=20 caso, la cultura delle minoranze che vivono in grandi = nazioni=BB(224).

Nell'opera formativa alcune convinzioni si rivelano = particolarmente=20 necessarie e feconde. La convinzione, anzitutto, che non si d=E0 = formazione=20 vera ed efficace se ciascuno non si assume e non sviluppa da se = stesso la=20 responsabilit=E0 della formazione: questa, infatti, si configura=20 essenzialmente come =ABauto-formazione=BB.

La convinzione, inoltre, che ognuno di noi =E8 il termine e = insieme il=20 principio della formazione: pi=F9 veniamo formati e pi=F9 sentiamo = l'esigenza=20 di proseguire e approfondire tale formazione, come pure pi=F9 = veniamo=20 formati e pi=F9 ci rendiamo capaci di formare gli altri.

Di singolare importanza =E8 la coscienza che l'opera formativa, = mentre=20 ricorre con intelligenza ai mezzi e ai metodi delle scienze umane, = =E8 tanto=20 pi=F9 efficace quanto pi=F9 =E8 disponibile alla azione di Dio: = solo il=20 tralcio che non teme di lasciarsi potare dal vignaiolo produce = pi=F9 frutto=20 per s=E9 e per gli altri.

Appello e preghiera

64. A conclusione di questo documento post-sinodale ripropongo = ancora=20 una volta l'invito del =ABpadrone di casa=BB di cui ci parla il = Vangelo:=20 Andate anche voi nella mia vigna. Si pu=F2 dire che il = significato=20 del Sinodo sulla vocazione e missione dei laici stia proprio in = questo=20 appello del Signore Ges=F9 rivolto a tutti, e in = particolare ai=20 fedeli laici, uomini e donne.

I lavori sinodali hanno costituito per tutti i partecipanti una = grande=20 esperienza spirituale: quella di una Chiesa attenta, nella luce e = nella=20 forza dello Spirito, a discernere e ad accogliere il rinnovato = appello del=20 suo Signore in ordine a riproporre al mondo d'oggi il mistero = della sua=20 comunione e il dinamismo della sua missione di salvezza, in = particolare=20 cogliendo il posto e il ruolo specifici dei fedeli laici. Il = frutto poi=20 del Sinodo, che questa Esortazione intende sollecitare il pi=F9 = abbondante=20 possibile in tutte le Chiese sparse nel mondo, sar=E0 dato = dall'effettiva=20 accoglienza che l'appello del Signore ricever=E0 da parte = dell'intero Popolo=20 di Dio e, in esso, da parte dei fedeli laici.

Per questo rivolgo a tutti e a ciascuno, Pastori e fedeli, la = vivissima=20 esortazione a non stancarsi mai di mantenere vigile, anzi di = rendere=20 sempre pi=F9 radicata nella mente, nel cuore e nella vita la = coscienza=20 ecclesiale, la coscienza cio=E8 di essere membri della Chiesa = di Ges=F9=20 Cristo, partecipi del suo mistero di comunione e della sua energia = apostolica e missionaria.

E' di particolare importanza che tutti i cristiani siano = consapevoli di=20 quella straordinaria dignit=E0 che =E8 stata loro donata = mediante il=20 santo Battesimo: per grazia siamo chiamati ad essere figli amati = dal=20 Padre, membra incorporate a Ges=F9 Cristo e alla sua Chiesa, = templi vivi e=20 santi dello Spirito. Riascoltiamo, commossi e grati, le parole di = Giovanni=20 Evangelista: =ABQuale grande amore ci ha dato il Padre per essere = chiamati=20 figli di Dio, e lo siamo realmente!=BB (1 Gv 3, 1).

Questa =ABnovit=E0 cristiana=BB donata ai membri della Chiesa, = mentre=20 costituisce per tutti la radice della loro partecipazione = all'ufficio=20 sacerdotale, profetico e regale di Cristo e della loro vocazione = alla=20 santit=E0 nell'amore, si esprime e si attua nei fedeli laici = secondo=20 =ABl'indole secolare=BB loro =ABpropria e peculiare=BB.

La coscienza ecclesiale comporta, unitamente al senso della = comune=20 dignit=E0 cristiana, il senso di appartenere al mistero della=20 Chiesa-Comunione: =E8 questo un aspetto fondamentale e = decisivo per la=20 vita e per la missione della Chiesa. Per tutti e per ciascuno la = preghiera=20 ardente di Ges=F9 nell'ultima Cena: =ABUt unum sint!=BB = deve diventare,=20 ogni giorno, un esigente e irrinunciabile programma di vita e di=20 azione.

Il senso vivo della comunione ecclesiale, dono dello Spirito = che=20 sollecita la nostra libera risposta, avr=E0 come suo prezioso = frutto la=20 valorizzazione armonica nella Chiesa =ABuna e cattolica=BB della = ricca variet=E0=20 delle vocazioni e condizioni di vita, dei carismi, dei ministeri e = dei=20 compiti e responsabilit=E0, come pure una pi=F9 convinta e decisa=20 collaborazione dei gruppi, delle associazioni e dei movimenti di = fedeli=20 laici nel solidale compimento della comune missione salvifica = della Chiesa=20 stessa. Questa comunione =E8 gi=E0 in se stessa il primo grande = segno della=20 presenza di Cristo Salvatore nel mondo; nello stesso tempo essa = favorisce=20 e stimola la diretta azione apostolica e missionaria della = Chiesa.

Alle soglie del terzo millennio, la Chiesa tutta, Pastori e = fedeli,=20 deve sentire pi=F9 forte la sua responsabilit=E0 di obbedire al = comando di=20 Cristo: =ABAndate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni = creatura=BB=20 (Mc 16, 15), rinnovando il suo slancio missionario. = Una=20 grande, impegnativa e magnifica impresa =E8 affidata alla Chiesa: = quella di=20 una nuova evangelizzazione, di cui il mondo attuale = ha=20 immenso bisogno. I fedeli laici devono sentirsi parte viva e = responsabile=20 di quest'impresa, chiamati come sono ad annunciare e a vivere il = Vangelo=20 nel servizio ai valori e alle esigenze della persona e della = societ=E0.

Il Sinodo dei Vescovi, celebratosi nel mese di ottobre durante = l'Anno=20 Mariano, ha affidato i suoi lavori, in modo del tutto particolare, = alla=20 intercessione di Maria Santissima, Madre del Redentore. Ed ora = alla stessa=20 intercessione affido la fecondit=E0 spirituale dei frutti del = Sinodo. Alla=20 Vergine mi rivolgo al termine di questo documento post-sinodale, = in unione=20 con i Padri e i fedeli laici presenti al Sinodo e con tutti gli = altri=20 membri del Popolo di Dio. L'appello si fa preghiera.

O Vergine santissima,
Madre di Cristo e Madre della = Chiesa,
con=20 gioia e con ammirazione,
ci uniamo al tuo Magnificat,
al tuo = canto=20 di amore riconoscente.

Con Te rendiamo grazie a Dio,
=ABla cui misericordia si = stende
di=20 generazione in generazione=BB,
per la splendida vocazione
e = per la=20 multiforme missione
dei fedeli laici,
chiamati per nome da = Dio
a=20 vivere in comunione di amore
e di santit=E0 con Lui
e ad = essere=20 fraternamente uniti
nella grande famiglia dei figli di = Dio,
mandati=20 a irradiare la luce di Cristo
e a comunicare il fuoco dello=20 Spirito
per mezzo della loro vita evangelica
in tutto il = mondo.

Vergine del Magnificat,
riempi i loro cuori
di = riconoscenza e di=20 entusiasmo
per questa vocazione e per questa missione.

Tu che sei stata,
con umilt=E0 e magnanimit=E0,
=ABla = serva del=20 Signore=BB,
donaci la tua stessa disponibilit=E0
per il = servizio di=20 Dio
e per la salvezza del mondo.
Apri i nostri cuori
alle = immense=20 prospettive
del Regno di Dio
e dell'annuncio del = Vangelo
ad ogni=20 creatura.

Nel tuo cuore di madre
sono sempre presenti i molti = pericoli
e i=20 molti mali
che schiacciano gli uomini e le donne
del nostro=20 tempo.
Ma sono presenti anche
le tante iniziative di = bene,
le=20 grandi aspirazioni ai valori,
i progressi compiuti
nel = produrre=20 frutti abbondanti di salvezza.

Vergine coraggiosa,
ispiraci forza d'animo
e fiducia in=20 Dio,
perch=E9 sappiamo superare
tutti gli ostacoli che=20 incontriamo
nel compimento della nostra missione.
Insegnaci = a=20 trattare le realt=E0 del mondo
con vivo senso di = responsabilit=E0=20 cristiana
e nella gioiosa speranza
della venuta del Regno di = Dio,
dei nuovi cieli e della terra nuova.

Tu che insieme agli Apostoli in preghiera
sei = stata nel=20 Cenacolo
in attesa della venuta dello Spirito di = Pentecoste,
invoca=20 la sua rinnovata effusione
su tutti i fedeli laici, uomini e=20 donne,
perch=E9 corrispondano pienamente
alla loro vocazione = e=20 missione,
come tralci della vera vite,
chiamati a portare = molto=20 frutto
per la vita del mondo.

Vergine Madre,
guidaci e sostienici perch=E9 = viviamo=20 sempre
come autentici figli e figlie
della Chiesa di tuo = Figlio
e=20 possiamo contribuire a stabilire sulla terra
la civilt=E0 della = verit=E0 e=20 dell'amore,
secondo il desiderio di Dio
e per la sua = gloria.

Amen.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 dicembre, = festa=20 della Santa Famiglia di Ges=F9, Maria e Giuseppe, dell'anno 1988, = undicesimo=20 del mio Pontificato.

IOANNES PAULUS II

 

Copyright =A9 Libreria Editrice = Vaticana

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